Meta ha lanciato negli Stati Uniti le videochiamate con Muse, il suo agente di intelligenza artificiale, che ora si presenta come un avatar animato e risponde in tempo reale alla voce degli utenti.

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Muse, l’agente di intelligenza artificiale di Meta, ha ora un volto e una voce in tempo reale. La funzione Muse Voice è disponibile negli Stati Uniti dal 6 novembre e permette di parlare con un avatar animato in tre dimensioni, che risponde ai comandi vocali, svolge compiti e cambia espressione e gesti in base al tono della conversazione.
Come funzionano le videochiamate con Muse
Muse nasce come assistente che lavora in autonomia: Meta lo ha presentato a settembre durante Meta Connect, la conferenza per sviluppatori, dove Mark Zuckerberg lo ha definito il centro della visione dell’azienda. Le videochiamate sono l’ultima aggiunta e si appoggiano a un modello dedicato, chiamato Muse Realtime Avatar.
Il sistema elabora soltanto l’audio dell’utente, anche durante la videochiamata, e non richiede l’accesso alla fotocamera. L’avatar reagisce quindi alla voce e al tono, non al volto di chi parla. Meta ha aggiunto anche una filigrana invisibile, che rende tracciabile la provenienza di foto e video generati.
Jolly e le altre sembianze dell’avatar
L’aspetto predefinito si chiama Jolly ed è un cagnolino. La personalizzazione, però, va oltre: l’avatar può diventare una figura umana, un animale o un personaggio di fantasia. Alexandr Wang, responsabile dell’intelligenza artificiale di Meta, ha mostrato già a settembre che gli utenti possono anche decidere come deve suonare la voce di Muse.
Per Meta è un cambio di impostazione. Fino a poco tempo fa Muse era soprattutto una chat per delegare lavori: collega email e calendari, interagisce con gli account digitali e, come ha spiegato Wang, continua a lavorare sulle attività assegnate anche quando si lascia il computer. Con l’avatar la conversazione diventa più vicina a una telefonata che a una finestra di testo.
Muse Charm, occhiali e Mac: dove vuole arrivare Meta
Le videochiamate arrivano a ridosso del lancio del Muse Charm, un dispositivo in stile tamagotchi costruito attorno a Muse. Il dispositivo ha un display da 2 pollici, connessione 5G e un sistema operativo proprio, con spedizioni previste entro dicembre. L’arrivo negli Stati Uniti è atteso entro fine anno.
Il progetto non si ferma lì. Meta ha annunciato Muse anche sugli smart glasses nei prossimi mesi, con attivazione tramite wake word, e sul controllo delle app di un Mac. Muse avrà inoltre un proprio indirizzo email. Zuckerberg ha detto di voler rendere Muse gratuito per un numero molto alto di token, puntando in futuro a una piccola commissione sulle transazioni.
Dove è disponibile Muse e cosa succede in Italia
Muse è attivo in quattro mercati: Stati Uniti, Canada, Giappone e Singapore. Le videochiamate di Muse Voice, per ora, sono state annunciate soltanto per gli Stati Uniti. Per l’Italia e per il resto d’Europa Meta non ha comunicato tempi di arrivo.
Nei prossimi mesi si capirà se l’avatar resterà una funzione di nicchia o diventerà il modo principale di usare Muse. Il dispositivo in arrivo a fine anno sarà il primo banco di prova fuori dallo schermo del telefono.
Domande frequenti su Muse e le videochiamate di Meta
Muse è l’agente di intelligenza artificiale di Meta, presentato a settembre a Meta Connect. Svolge compiti in autonomia, si collega a email e calendari e ora può parlare con un avatar animato.
Con Muse Voice si parla a voce con un avatar tridimensionale che risponde ai comandi, svolge compiti e adatta espressioni e gesti al tono della conversazione in tempo reale.
No. Il sistema elabora soltanto l’audio dell’utente, anche durante la videochiamata, e non richiede l’accesso alla fotocamera.
No, per ora Muse Voice è disponibile negli Stati Uniti. Meta non ha indicato quando la funzione potrebbe arrivare in Italia.



