L’inflazione nell’eurozona è salita al 4,0% a ottobre 2026, il livello più alto da tre anni, dal 3,8% di settembre: lo indica la stima preliminare diffusa da Eurostat il 4 novembre.

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È il dato che rimette la Banca centrale europea sotto pressione: a un mese dalla riunione di dicembre, il rialzo dei tassi di interesse è lo scenario più atteso.
Inflazione eurozona a ottobre 2026: i numeri di Eurostat
A trascinare i prezzi è l’energia, che cresce del 20,8% su base annua (il mese prima era al 18,9%). I servizi salgono al 3,3% dal 3,2% di settembre, mentre l’inflazione di fondo, quella che esclude energia e alimentari, resta ferma al 2,5%.
Il carrello pesa molto meno di quanto si potrebbe pensare: alimentari, alcol e tabacco crescono dell’1,6%, i beni industriali non energetici dell’1,2%. Il balzo, quindi, nasce dal costo di gas, elettricità e carburanti più che dal prezzo di pasta e latte.
Italia in testa tra le grandi economie europee
Tra i quattro maggiori Paesi dell’area euro, l’Italia registra il dato più alto: 5,6% con il metodo armonizzato europeo, davanti a Spagna (4,9%), Francia (3,8%) e Germania (2,8%). Per l’Istat l’indice nazionale sale al 5,4% dal 4,2% di settembre, molto sopra il 4,6% atteso dagli economisti.
La spinta arriva ancora dall’energia: +31,4% su base annua, con le tariffe dell’energia regolamentata a +59,5% (+18,8% nel solo mese di ottobre). Il carrello della spesa, cioè alimentari, prodotti per la casa e per la cura della persona, passa dall’1,5% al 2,5%, e gli alimentari non lavorati arrivano al 7,5%. L’inflazione di fondo si ferma al 2%, dall’1,6% di settembre.
BCE: il rialzo dei tassi a dicembre è sempre più probabile
Il 29 ottobre la BCE ha lasciato il tasso sui depositi al 2,5%, dopo il rialzo di settembre. La decisione è stata unanime, ma Christine Lagarde ha ammesso che un nuovo aumento era stato discusso e ha aggiunto che, salvo sviluppi di grande rilievo, “la direzione è piuttosto chiara”. Gli operatori sui mercati monetari si aspettano un ritocco di 0,25 punti a dicembre.
Anche gli altri banchieri centrali europei preparano il terreno. Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha detto il 30 ottobre che “potrebbero rendersi necessari ulteriori aumenti dei tassi”. Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, ha spiegato il 3 novembre che sarà probabilmente difficile evitare un rialzo, a meno che le prospettive sull’inflazione non migliorino.
Cosa cambia per spesa, bollette e consumi culturali
Con l’energia a questi livelli, bollette e carburanti sono le voci che si sentono di più nel bilancio familiare. Un aumento dei tassi, di norma, rende più caro il denaro preso a prestito, dai mutui a tasso variabile ai finanziamenti.
Il costo della vita entra anche nelle spese per il tempo libero con spese da pesare in un autunno in cui tutto costa di più.
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Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Il verdetto sui tassi arriva alla riunione BCE di dicembre. Fino ad allora conteranno i dati definitivi di Eurostat e le nuove rilevazioni nazionali: diranno se l’energia continua a spingere i prezzi o se la corsa inizia a rallentare.
Domande frequenti sull’inflazione nell’eurozona
La stima preliminare di Eurostat la indica al 4,0% su base annua, in aumento dal 3,8% di settembre e al livello più alto da tre anni.
Il motivo principale è l’energia, che a ottobre cresce del 20,8% su base annua. Alimentari, alcol e tabacco salgono solo dell’1,6%, i servizi del 3,3%.
È al 5,6% con il metodo armonizzato europeo e al 5,4% per l’indice nazionale dell’Istat, in aumento dal 4,2% di settembre.
Non c’è ancora una decisione. Il tasso sui depositi è al 2,5% e i mercati si aspettano un aumento di 0,25 punti alla riunione di dicembre.



