Caso Garlasco (Chiara Poggi): Gemelle Cappa
Attualità

Caso Garlasco: nuovi interrogatori, vecchi segreti e un processo che potrebbe riscrivere la storia

Il delitto di Garlasco non smette di sorprendere. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco, in provincia di Pavia, il caso è tornato al centro delle indagini con una forza che nessuno avrebbe immaginato. Un nuovo indagato, nuove analisi del DNA, un’ipotesi di movente che lascia senza parole e una settimana di interrogatori che potrebbe riscrivere tutto quello che credevamo di sapere.

Caso Garlasco 2025: gemelle Cappa sentite come persone informate sui fatti per l'omicidio di Chiara Poggi


Il caso Garlasco sembrava chiuso: la condanna di Alberto Stasi

Per anni la risposta alla domanda “chi ha ucciso Chiara Poggi?” sembrava avere un nome solo: Alberto Stasi, l’allora fidanzato della 26enne, ritrovato dalla polizia sulla scena del crimine. La giustizia italiana ha impiegato quasi un decennio per arrivare a una sentenza definitiva: nel 2015 Stasi è stato condannato a 16 anni di carcere, con una condanna confermata nel 2017. Un iter processuale lungo, controverso e mai del tutto accettato da chi seguiva il caso con attenzione.

Chiara Poggi, laureata in economia all’Università di Pavia, era stata colpita con un oggetto contundente mai identificato — forse un martello, forse un attizzatoio da camino — con una violenza che i periti hanno definito brutale: almeno 12 colpi al volto e alla testa. Il corpo era stato trovato riverso sulle scale che portano alla cantina della villetta di famiglia, mentre il resto della famiglia era in vacanza.


Delitto Garlasco – La riapertura: l’11 marzo 2025 cambia tutto

L’11 marzo 2025 la Procura di Pavia notifica un avviso di garanzia ad Andrea Sempio, all’epoca dei fatti un ragazzo di 19 anni, amico del fratello della vittima, Marco Poggi. La svolta nasce da una consulenza genetica depositata dalla difesa di Stasi, firmata da Ugo Ricci e Lutz Roewer: secondo quella perizia, il DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi — materiale rimasto per anni inutilizzato o considerato di scarsa affidabilità — sarebbe riconducibile alla linea paterna della famiglia Sempio.

Il 26 novembre 2025, la perita della Polizia Scientifica, dottoressa Denise Albani, ha confermato quella compatibilità. La teoria degli inquirenti è che Chiara abbia tentato di difendersi durante l’aggressione, graffiando il suo aggressore e lasciando così tracce biologiche preziose.

A quella prova si aggiungono altri elementi diventati centrali nel nuovo fascicolo:

  • L’impronta 33: una parte del palmo della mano trovata sul muro delle scale che portano in cantina, ritenuta riconducibile a Sempio, anche se il giudice l’ha esclusa dall’incidente probatorio.
  • Le telefonate mute: nei giorni precedenti il delitto, Sempio avrebbe chiamato più volte casa Poggi sapendo che l’amico Marco era in montagna.
  • L’alibi dello scontrino: un biglietto del parcheggio di Vigevano, staccato alle 10:08 del 13 agosto 2007, è sempre stato presentato come alibi. Una nuova consulenza medico-legale ha però spostato l’orario della morte di Chiara a una finestra compresa tra le 10:30 e le 12:00, rendendo quell’alibi molto meno solido di quanto sembrasse.
  • Le foto di novembre 2025: una youtuber ha pubblicato immagini inedite che ritraggono Sempio nelle vicinanze di via Pascoli nel pomeriggio del 13 agosto 2007. Le foto originali sono state acquisite dai Carabinieri il 1° dicembre 2025.

Il movente: un rifiuto che avrebbe scatenato tutto

Perché Andrea Sempio è indagato per il delitto di Garlasco? La Procura di Pavia ipotizza che Sempio, il 13 agosto 2007, si sia presentato a casa di Chiara Poggi sapendo che fosse sola, tentando un approccio sessuale. Di fronte al rifiuto della ragazza, avrebbe reagito con una violenza estrema, infliggendole almeno 12 colpi con un oggetto contundente mai ritrovato. Il movente contestato è quello di motivi “abietti”, riconducibili all’odio maturato a seguito del rifiuto.

Quello che emerge dalla nuova ipotesi accusatoria è agghiacciante nella sua semplicità. Sempio, ora 38enne, ha sempre negato di aver avuto qualsiasi tipo di rapporto con Chiara: “Non l’ho mai frequentata, non mi capacito di questo movente”, ha dichiarato tramite i suoi legali, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti. La difesa sottolinea che non ci sarebbero prove dirette di un approccio o di un rifiuto, e che il movente sessuale rimane, allo stato attuale, un’ipotesi interpretativa dell’accusa.

Dall’altro lato, la Procura sostiene che la psicologia di Sempio — ricostruita anche attraverso post su forum risalenti al 2010, dove parlava di una “ossessione sentimentale” vissuta tra i 18 e i 20 anni — sia compatibile con la brutalità dell’aggressione, a differenza del profilo “distaccato e algido” che i giudici avevano attribuito a Stasi.


Maggio 2026, delitto Garlasco: la settimana degli interrogatori decisivi

La prima settimana di maggio 2026 si sta rivelando potenzialmente cruciale per tutta la vicenda. I Carabinieri di Milano hanno notificato gli inviti a comparire a tre figure chiave legate alla famiglia della vittima.

Il 5 maggio 2026, le gemelle Paola e Stefania Cappa — cugine di Chiara Poggisono state sentite come persone informate sui fatti nella caserma di via Vincenzo Monti a Milano. Il loro contributo serve a fare luce su dettagli logistici e temporali legati alle ore immediatamente precedenti e successive al ritrovamento del corpo.

Leggi anche

Il 6 maggio, invece, è previsto il doppio interrogatorio: quello di Marco Poggi, fratello della vittima, e quello di Andrea Sempio stesso. I legali di quest’ultimo hanno già annunciato che il loro assistito si avvarrà della facoltà di non rispondere, una decisione motivata — secondo la difesa — dalla volontà di aspettare la chiusura delle indagini prima di confrontarsi con l’intero quadro probatorio.


E Stasi? La revisione del processo sullo sfondo

Nel frattempo, Alberto Stasi — che sta finendo di scontare la sua pena e dal 2023 è in semilibertà — non è sparito dalla scena. La Procura di Pavia sta valutando di sollecitare alla Procura generale di Milano una richiesta di revisione del processo, che poi dovrà essere esaminata dalla Corte d’Appello di Brescia. Un percorso lungo e tutt’altro che scontato: anche se venisse emessa una condanna a carico di Sempio, la revisione non sarebbe automatica.

Stasi è stato condannato anche a risarcire un milione di euro alla famiglia Poggi. Ha rinunciato all’eredità paterna, risultando nullatenente, e ha poi raggiunto un accordo per un risarcimento di 700.000 euro. Una vita intera segnata da un’etichetta che, se le nuove indagini dovessero confermare le ipotesi della Procura, potrebbe rivelarsi ingiusta.


Il peso della verità dopo 19 anni per il delitto di Garlasco

Il caso Garlasco resta uno dei più complessi e dolorosi della cronaca nera italiana. Non solo per la brutalità del crimine e per il lungo percorso giudiziario, ma per quello che rappresenta: un sistema giudiziario che ha prima condannato, poi messo in dubbio, poi potenzialmente ribaltato tutto. Con le inevitabili domande su cosa si poteva fare meglio sin dall’inizio, su come le prime indagini abbiano lasciato spazio a errori che ancora oggi pesano.

Su tutto questo pesa il principio fondamentale di qualunque stato di diritto: la presunzione di innocenza. Sempio non è stato ancora condannato. Stasi lo è stato, ma la sua condanna potrebbe essere revisionata. La verità su chi ha ucciso Chiara Poggi quella mattina di agosto del 2007 non è ancora scritta in modo definitivo.


FAQ — Domande frequenti sul caso Garlasco e gli interrogatori

Chi è Andrea Sempio e perché è indagato per il delitto di Garlasco?

Andrea Sempio è un uomo di 38 anni originario di Garlasco, all’epoca dei fatti 19enne e amico del fratello della vittima, Marco Poggi. È indagato dalla Procura di Pavia dal marzo 2025 per omicidio volontario aggravato, sulla base di nuove analisi del DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi, ritenuto compatibile con la linea paterna della sua famiglia. L’accusa ipotizza che abbia agito da solo, mosso da un movente sessuale dopo un rifiuto da parte della vittima.

Alberto Stasi è ancora in carcere?

No. Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni nel 2015, è in semilibertà dal 2023. Lavora come contabile durante il giorno. La Procura di Pavia sta valutando di richiedere la revisione del suo processo alla luce delle nuove indagini su Sempio.

Cosa sono le gemelle Cappa e che ruolo hanno nel caso?

Paola e Stefania Cappa sono cugine di Chiara Poggi. Vengono sentite come persone informate sui fatti nell’ambito della nuova inchiesta su Sempio, per chiarire dettagli logistici e temporali legati al giorno del delitto. Il 5 maggio 2026 sono state interrogate nella caserma dei Carabinieri di via Vincenzo Monti a Milano.

Cosa si intende per “impronta 33” nel caso Garlasco?

L’impronta 33 è un’impronta parziale del palmo della mano trovata sul muro delle scale che portano alla cantina della villetta di Garlasco, vicino al corpo di Chiara. Gli investigatori la considerano potenzialmente riconducibile ad Andrea Sempio, anche se il giudice la ha esclusa dall’incidente probatorio, rendendola inutilizzabile come prova diretta nel procedimento attuale.

Lascia un commento