Hormuz chiuso, l'Europa paga 127 miliardi in più
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Hormuz chiuso, l’Europa paga 127 miliardi in più per l’energia: cosa cambia per bollette e carburanti

Lo stretto di Hormuz resta chiuso e il conto per l’Europa sale: 127 miliardi di euro in più per petrolio e gas, e l’Iran lega la riapertura a sette condizioni poste a Washington.

Hormuz chiuso, l'Europa paga 127 miliardi in più


Il blocco dello stretto di Hormuz costa all’Europa 127 miliardi di euro in più per petrolio e gas importati, a parità di energia acquistata. La cifra l’ha data martedì 3 novembre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, mentre l’Iran fa sapere che non riaprirà il passaggio finché gli Stati Uniti non soddisferanno sette condizioni.


Hormuz chiuso: cosa ha detto von der Leyen sui 127 miliardi

Intervenendo al WinWin Brussels Summit, von der Leyen ha spiegato che dalla chiusura dello stretto i combustibili fossili importati sono costati all’Europa 127 miliardi in più, «senza una sola molecola di energia aggiuntiva». Il continente paga di più la stessa energia, e importando petrolio e gas rischia di importare anche gli shock che li accompagnano.

La cifra equivale a circa 142 miliardi di dollari al cambio. Il conto è salito in fretta: ad aprile la Commissione stimava 24 miliardi, circa sette settimane dopo l’inizio della guerra, e a fine settembre il commissario all’Energia Dan Jørgensen aveva già parlato di oltre 100 miliardi.


La proposta nucleare dell’Iran e le sette richieste

Sul fronte diplomatico l’Iran ha inviato agli Stati Uniti, tramite il Qatar, una proposta sul nucleare. Un funzionario ha riferito a Reuters che Teheran la discuterà solo dopo che Washington avrà soddisfatto sette richieste, e che gli Usa stanno esaminando il testo. Washington ribadisce che il nucleare deve far parte di qualsiasi negoziato iniziale.

L’elenco completo delle sette richieste non è pubblico. Tra le condizioni ci sono la revoca delle sanzioni statunitensi, lo sblocco dei beni iraniani congelati e il pagamento di riparazioni di guerra. Mohsen Rezaei, responsabile della Sicurezza iraniana, ha dichiarato in visita in Russia che finché gli americani non le soddisferanno l’Iran non riaprirà Hormuz né avvierà alcun negoziato.

La posizione non è nuova. Il 4 ottobre il presidente del parlamento e capo negoziatore Mohammad Baqer Qalibaf aveva ribadito la stessa linea, mentre sul tavolo c’era un piano in sette giorni per riportare il traffico alla normalità se le condizioni fossero state accolte. Gli Usa avevano risposto tramite i mediatori del Qatar.


Cosa cambia per bollette e carburanti in Italia

Il costo extra non resta nei bilanci dei governi: passa da carburanti, trasporti e prezzi al consumo. A settembre, in alcuni paesi europei, gli automobilisti pagavano alla pompa quasi il 50% in più. In Italia uno sciopero di una settimana degli autotrasportatori per il prezzo del diesel ha rallentato le consegne di latte ai caseifici. Il Golfo Persico forniva oltre il 40% delle importazioni europee di diesel e carburante per aerei.

Intanto l’inflazione corre: nell’eurozona a ottobre è arrivata al 4%, massimo da tre anni, e la BCE valuta il rialzo dei tassi.

Sul gas pesa anche l’inverno. L’Agenzia internazionale dell’energia calcola che le scorte europee entrino nella stagione di riscaldamento al livello più basso dal 2013: con un inverno freddo potrebbero scendere sotto il 10% entro fine marzo. I funzionari Ue si aspettano prezzi di petrolio e gas sopra i livelli prebellici almeno fino alla fine del 2027, e a fine ottobre i ministri dell’Energia hanno discusso limiti ai consumi a livello europeo.

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Come siamo arrivati alla chiusura di Hormuz

Lo stretto è stato chiuso dopo l’inizio della guerra, partita con l’attacco Usa-Israele all’Iran del 28 febbraio 2026.

Le prime settimane del conflitto le abbiamo seguite nella nostra diretta sulla guerra Iran-Usa-Israele, compresi i raid sugli impianti petroliferi.


Domande frequenti sullo stretto di Hormuz e il costo dell’energia

Quanto è costata all’Europa la chiusura dello stretto di Hormuz?

Von der Leyen ha indicato 127 miliardi di euro in più per petrolio e gas importati dall’inizio del blocco, circa 142 miliardi di dollari. L’energia acquistata è la stessa, costa di più.

Quando riaprirà lo stretto di Hormuz?

Non c’è una data. Teheran dice che non lo riaprirà finché gli Stati Uniti non soddisferanno le sue sette condizioni, e Washington vuole il nucleare nel negoziato iniziale.

Quali sono le sette richieste dell’Iran?

L’elenco completo non è pubblico. Tra le condizioni indicate ci sono la revoca delle sanzioni Usa, lo sblocco dei beni iraniani congelati e le riparazioni di guerra.

Cosa significa per i prezzi di carburanti ed energia?

I funzionari Ue prevedono petrolio e gas sopra i livelli prebellici almeno fino a fine 2027. Il rincaro pesa su carburanti, trasporti e inflazione.

I contenuti pubblicati dalla Redazione di Atom Heart Magazine sono curati e supervisionati da Adriano Costantino, fondatore della pubblicazione dal novembre 2012.

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