Il governo ha convocato i sindacati a Palazzo Chigi la mattina del 13 novembre per discutere la manovra 2027. Prima la scuola scende in piazza l’11 novembre, poi arriva lo sciopero della Flc Cgil del 20.

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La legge di bilancio entra nelle settimane decisive e il confronto con le parti sociali si sposta a Palazzo Chigi. I sindacati hanno saputo della convocazione per la mattina di venerdì 13 novembre. L’orario preciso non è stato comunicato, e per ora non si conosce nemmeno l’elenco delle sigle invitate.
Il calendario della manovra 2027, giorno per giorno
Le date sono ravvicinate e in parte si sovrappongono. Ecco l’ordine in cui cadono:
- 11 novembre: Cisl, Uil, Snals e Anief hanno chiamato i lavoratori della scuola in piazza.
- 13 novembre: incontro tra governo e sindacati a Palazzo Chigi, nella mattinata.
- 16 novembre: assemblee negli istituti scolastici.
- 17 novembre: ultimo giorno per presentare gli emendamenti alla manovra.
- 20 novembre: sciopero della Flc Cgil, insieme a università e ricerca.
Il 31 dicembre resta la scadenza finale: entro quella data la legge di bilancio deve avere il via libera definitivo di entrambe le Camere, altrimenti scatta l’esercizio provvisorio. Le tensioni nella maggioranza sulle pensioni potrebbero però allungare i tempi di arrivo del testo nell’Aula del Senato.
Scuola: perché i sindacati protestano
Il nodo della scuola sono i posti. La bozza della manovra prevede un taglio di circa 7mila posti tra insegnanti e personale Ata: l’associazione dei presidi Andis parla di 4.925 docenti e 2.049 unità Ata, in base all’articolo 66, comma 5. L’Anief, per bocca di Marcello Pacifico, indica 5mila posti di docente sul potenziamento e 2mila di personale Ata.
La Cgil allarga lo sguardo agli ultimi tre anni: oltre 14mila posti persi tra docenti e Ata. Per la Flc Cgil il bilancio sale a 14.808, di cui 10.585 docenti e 4.223 Ata. Il messaggio dei sindacati è netto: “non si può rispondere al calo delle nascite svuotando le scuole”. Lega e Forza Italia, almeno a parole, hanno aperto a un cambio di rotta.
A proclamare lo sciopero del 20 novembre è stata Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, che ha annunciato anche la partecipazione degli studenti.
Sanità e pensioni: i due fronti aperti
Sulla sanità le Regioni avevano chiesto 6,5 miliardi in più per il 2027. La manovra ne stanzia 2,4, oltre al miliardo già previsto. Il governatore del Lazio Francesco Rocca, di centrodestra, riassume così la situazione: “La coperta, ahimè, è corta”, rinviando il giudizio definitivo alla fine dell’iter parlamentare.
Le pensioni sono il punto più delicato. La Lega vuole l’uscita a 64 anni, ma nella maggioranza non c’è accordo. Forza Italia ha promesso una risposta sulla previdenza dedicata alle forze di polizia, con un intervento stimato in 48 milioni l’anno, e la Ragioneria sta studiando una soluzione. Il Siulp, il sindacato di polizia, minaccia intanto la piazza: il segretario Felice Romano parla di “una stagione di protesta senza precedenti”.
Le opposizioni attaccano sulle priorità. Angelo Bonelli di Avs definisce la manovra “da cestinare”, mentre Pd e M5S contrappongono i miliardi per le armi ai progetti di vita dei cittadini. I dati di Milex indicano che nel 2027 la spesa militare supererà per la prima volta i 40 miliardi di euro.
Cosa aspettarsi dopo il 13 novembre
L’incontro di Palazzo Chigi è il primo banco di prova: se il governo non porta risposte su scuola, sanità e pensioni, le piazze dell’11 e del 20 novembre faranno da cassa di risonanza. Poi toccherà agli emendamenti, con il termine fissato al 17 novembre. Aggiorneremo il quadro appena arrivano l’orario e l’elenco dei partecipanti.
Domande frequenti sulla manovra 2027 e i sindacati
Il governo ha convocato i sindacati a Palazzo Chigi la mattina di venerdì 13 novembre 2026. L’orario preciso non è stato ancora comunicato.
La mobilitazione della scuola è l’11 novembre, con Cisl, Uil, Snals e Anief in piazza. Il 20 novembre c’è poi lo sciopero della Flc Cgil, insieme a università e ricerca.
Gli emendamenti si possono presentare fino al 17 novembre 2026.
Il via libera definitivo di Camera e Senato deve arrivare entro il 31 dicembre, altrimenti scatta l’esercizio provvisorio.
La bozza prevede circa 7mila posti in meno tra docenti e personale Ata. L’Andis conta 4.925 docenti e 2.049 Ata.



