Interviste

Monkey Intrusion, Intervista al gruppo che presenta il nuovo disco

I Monkey Intrusion sono un gruppo rock indipendente originario di Trieste nato nel 2013. La loro musica è una fusione di generi influenzati dai diversi background dei membri della band. Dopo la pubblicazione di numerosi singoli fra cui The Brighter Side, Fire Dancer, Life, Police of the Soul, Hard Times  e Bad Love, hanno pubblicato il loro album di debutto dal nome Pussycats And Monkeymen. In questa piccola intervista abbiamo cercato di scoprire di più su di loro e di parlare un po del disco.

Chi sono i Monkey Intrusion? Quali membri ne fanno parte?

Ciao! Siamo una band di musica indipendente triestina con un amore sconfinato per il rock in tutte le sue forme. Suoniamo da oltre 10 anni insieme: Marco Plesnicar al basso, Marco Bertoli alla batteria e Enrico Goti e Vincenzo Reina alle voci e chitarre.

Come mai avete scelto questo nome? Cosa dice di voi?

Ah, la storia è divertente e un po’ esotica. Vincenzo si trovava a Singapore per un viaggio di lavoro. Entra nella camera del suo albergo in mezzo alla giungla e vede una targa sulla finestra che invita a tenerla sempre ben chiusa per evitare l’intrusione di scimmie. Tornato dal viaggio racconta questa storia al gruppo che si stava formando e ‘Monkey Intrusion’ è stato acclamato all’unanimità il nome della band. La musica selvaggia che si fa strada spontaneamente in ognuno di noi, come una scimmia impertinente che non conosce divieti e regole.

“Pussycats and Monkeymen” è il vostro disco di debutto. Quali sono i temi principali del disco?

Il disco è nato come raccolta delle migliori canzoni che abbiamo composto in questi anni per poi diventare un concept album sulla condizione umana che tocca i temi della solitudine, della speranza, della nostalgia e della ribellione, per citarne alcuni. Le ambientazioni sono per lo più distopiche e surreali. Insomma un po’ bizzarro e fuori posto come ci sentiamo un po’ tutti noi ‘scimmioni’.

Mi dite qualcosa sulla copertina e sul titolo del disco?

Una bella storia anche questa. Quando abbiamo lanciato il nostro primo singolo ‘The Brighter Side, ci ha contattato una artista indonesiana, Keluhart, specializzata in Artworks per Album. Abbiamo cominciato a lavorare insieme cercando di dare una forma grafica artistica alle atmosfere del disco, allo dello spirito del gruppo e al titolo. Ne è nato un lavoro a nostro parere molto bello e originale. Ne abbiamo fatto anche un CD con un booklet fantastico che contiene tutti i testi, come si faceva una volta. Il titolo del disco? Immaginati un circo di freaks con il presentatore che si rivolge ad un pubblico ancora più mostruoso ‘…and now Ladies and Gentlemen: Pussycats and Monkeymen…’. Beh è quello che vediamo sugli schermi tutti i giorni no…?

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Come mai avete deciso di registrare in Slovenia?

Un nostro caro amico batterista triestino Giulio Roselli ci ha consigliato gli Jork Studios di Dekani
per la qualità della sala e soprattutto degli ingegneri Jadran e Gabriel Ogrin. Posso solo dire che è stato un ottimo consiglio, soprattutto perché oltre alla qualità sonora ci hanno aiutato molto nella produzione. Tieni presente che la Slovenia è anche a pochi chilometri da Trieste.

Il vostro è un disco che ha un leggero cross over. A vostro avviso quali sono i limiti? E quali invece i punti di forza di un disco come il vostro?

Non so se è solo una nostra impressione ma la musica rock negli ultimi anni si sta settorializzando sempre di più. Questo a nostro avviso sta influenzando anche le abitudini e i gusti di una parte parte del pubblico che preferisce ascoltare musica stilisticamente omogenea. La nostra musica può quindi lasciare perplesse alcune persone che non gradiscono molto cambi e sorprese. Al contrario il disco è una boccata d’aria fresca per chi ama curiosare in tutte le anime del rock, che sia hard rock, prog, punk, reggae, grunge o stoner, tanto per citarne alcune. Siamo tutti e 4 autori cresciuti con generi molto differenti. Non potremmo fare altrimenti e ci piace così.

Avete in programma un tour?

Stiamo pianificando date in nord e centro Italia, Slovenia, Croazia e Austria. Per un tour penso ci vorrà ancora un po’, ma non vediamo l’ora. Le scimmie sono sempre irrequiete!

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