‘’Bye Bye” è il nuovo singolo di Eva Marris, cantautrice e producer italo-berlinese che fonde immaginario pop ed elettronica internazionale in un’estetica intensa, contemporanea e profondamente personale. Tra sonorità pop, ritornelli magnetici e un immaginario visivo cinematografico, “Bye Bye” racconta il momento in cui si decide di riprendersi il proprio spazio.
Il brano è accompagnato dal videoclip, che rafforza questa visione attraverso un’estetica ispirata agli anni ’70, tra atmosfere sospese, immagini vintage e una forte componente narrativa. La macchina — simbolo tradizionalmente associato a potere e status maschile — diventa qui simbolo di riappropriazione e autonomia: Eva ne prende il controllo e fugge via, trasformando il gesto in un’immagine di libertà e affermazione personale.
Che periodo è della tua vita?
Dopo anni vissuti a Berlino, sono tornata a casa, in Italia, con l’esigenza di costruire un progetto sempre più autentico. Sento di essere in una fase in cui questi due mondi stanno finalmente trovando un equilibrio. È un periodo di grande trasformazione, sia personale che artistica. Adesso sono in tour e sta per uscire il mio nuovo singolo: non vedo l’ora di passare l’estate a suonarlo dal vivo, vedere la gente ballarlo e creare una connessione reale con il pubblico. Credo che il momento più bello sia proprio quello: quando una canzone smette di appartenere solo a te e diventa anche degli altri.
Raccontaci del nuovo singolo, com’è nato?
“Bye Bye” è nato da qualcosa di molto personale. Volevo raccontare quel momento in cui smetti di trovare scuse per certe dinamiche e capisci che, a volte, l’unico modo per salvarti è andare via. Parla di relazioni tossiche, controllo emotivo e manipolazione, ma l’ho voluto fare in modo molto pop, quasi liberatorio. Mi piace il contrasto tra un brano che ti fa ballare e un messaggio più profondo che arriva piano, magari dopo. Per me “Bye Bye” è proprio questo: trasformare qualcosa che ti ha fatto male in energia, forza e libertà. Anche il videoclip segue questa visione: ci sono richiami agli anni ’70, atmosfere sospese e un’estetica cinematografica. La macchina, che spesso viene associata a potere e status maschile, nel video diventa invece un simbolo di libertà e riappropriazione di sé. Mi piaceva l’idea di trasformare un’immagine tradizionalmente legata a un immaginario maschile in qualcosa di completamente diverso: una fuga, ma anche una rinascita.
Quando hai capito che la musica avrebbe fatto parte della tua vita?
La musica fa parte della mia vita da sempre, da quando ero bambina e passavo ore al pianoforte. Però ho capito davvero che sarebbe diventata la mia strada quando ho iniziato a scrivere canzoni mie. Anche la mia esperienza al CET del maestro Mogol mi ha aiutata a capire ancora di più quanto la scrittura fosse il posto in cui mi sento più libera e più vera. Mi sono resa conto che attraverso la musica riuscivo a dire cose che nella vita di tutti i giorni non riuscivo a esprimere allo stesso modo. È stato tutto molto naturale: da passione è diventata un bisogno.
C’è qualcosa che oggi senti di poter raccontare e che qualche anno fa non saresti riuscita a esprimere?
Sì, sicuramente oggi riesco a parlare molto di più della vulnerabilità. Prima tendevo a proteggermi, a rendere tutto più freddo o distante. Adesso invece mi interessa raccontare anche le contraddizioni, le fragilità, le dipendenze emotive e quel mix di forza e debolezza che esiste nelle relazioni. Credo che tante persone vivano emozioni molto complesse ma facciano fatica a dirle davvero. A me piace trasformarle in musica in modo diretto, in veste pop. Penso che sia proprio lì che nascono le canzoni più vere.
Quanto c’è di autobiografico nelle tue canzoni?
Tantissimo. Quasi tutto quello che scrivo parte da esperienze vissute, emozioni vere o sensazioni molto precise. C’è sempre qualcosa di autobiografico nelle mie canzoni, anche quando non raccontano esattamente la mia vita.
Poi però mi piace trasformare tutto in qualcosa di più universale, costruendo anche un immaginario molto visivo e cinematografico intorno alle storie che racconto. Mi piace creare canzoni in cui le persone possano riconoscersi e ritrovare qualcosa di loro.
Un’estate ricca di date live, come ti stai preparando e cosa ci puoi anticipare?
Adesso sono in tour con un live set a metà tra concerto pop e DJ set: canto i miei brani dal vivo mentre faccio Dj set, cercando di unire l’energia del club alla parte più emotiva delle canzoni. Ci saranno atmosfere molto diverse, momenti più elettronici e altri più intimi. Mi piace l’idea di creare un live che faccia ballare le persone ma che allo stesso tempo riesca anche a trasmettere qualcosa di emotivo. Per me musica, immaginario e atmosfera vanno sempre insieme, quindi anche la parte visiva avrà un ruolo importante nei live di questa estate. Porterò “Bye Bye” in diverse date tra Italia e Grecia, passando da club, festival ed eventi estivi. Non vedo l’ora di suonare questo pezzo dal vivo e vedere la gente ballarlo: credo sia lì che una canzone inizi davvero a vivere.
Cosa vuoi che arrivi alla gente di questo pezzo?
Vorrei che arrivasse soprattutto un senso di liberazione. “Bye Bye” parla di quel momento in cui trovi il coraggio di scegliere te stessa e uscire da dinamiche che ti fanno stare male. Mi piacerebbe che le persone, soprattutto le ragazze, ascoltandolo si sentissero più forti e più libere. Mi piace l’idea che il pezzo possa essere vissuto in modi diversi: puoi ballarlo, sentirlo leggero ed energico, ma allo stesso tempo ritrovarti davvero in quello che racconta.
Divisa tra Roma e Berlino, la cantautrice e producer italo-berlinese Eva Marris fonde musica pop ed elettronica internazionale. Nelle sue canzoni alterna energia e fragilità, muovendosi tra influenze internazionali e immaginari pop moderni.
Un percorso artistico che negli ultimi anni l’ha portata ad esibirsi a Sanremo per “TV Sorrisi e Canzoni” e live tra Berlino, Atene, Cortina, Roma e Milano, oltre a essere selezionata tra i migliori artisti emergenti della Germania nell’ambito del “Pop-Kultur Festival” di Berlino. Tra visual cinematografici, atmosfere elettroniche e una forte identità estetica, Eva continua a definire una visione artistica personale e contemporanea, capace di fondere immediatezza pop, empowerment ed emozione in modo naturale.




