Digital Noises intervista a Giuseppe Fisicaro al YouTube Camp di Google France
Interviste

Digital Noises, intervista al fondatore Giuseppe Fisicaro: ”Da Youtube al business digitale, supportiamo i diritti degli artisti”

L’agenzia di publishing digital e consulenza artistica Digital Noises, è stata tra i protagonisti del YouTube Camp, l’esclusivo forum internazionale ospitato nella sede di Google France a Parigi e promosso dai co-fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin. L’evento, riservato a un numero ristretto di aziende selezionate da tutta Europa, rappresenta uno spazio di confronto di altissimo livello sui temi che stanno ridefinendo il futuro globale: intelligenza artificiale, clima, geopolitica e filantropia.

Digital Noises intervista a Giuseppe Fisicaro al YouTube Camp di Google France
Giuseppe Fisicaro (Digital Noises) consegna il Disco D’Oro a Umberto Tozzi


Digital Noise allo Youtube Tech Camp

“Lo YouTube Tech Camp è stato un evento formativo molto importante per noi di Digital Noises. Innanzitutto, siamo stati onorati per l’invito, eravamo solo alcune aziende selezionate in tutta Europa e questo ci ha sicuramente riempito di orgoglio. Rispetto ad altri eventi organizzati da YouTube a cui abbiamo preso parte, questo si è distinto per essere estremamente tecnico. Abbiamo ricevuto molte interessanti indicazioni per il nostro lavoro. In questo meeting abbiamo notato come YouTube si sia mossa in anticipo rispetto a molte altre piattaforme, soprattutto con l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale grazie a Google AI Studio. L’AI è già il presente dello streaming e del digitale, le sue funzioni continuano a migliorarsi e inevitabilmente bisognerà farci i conti” – ha spiegato Giuseppe Fisicaro, CEO e fondatore di Digital Noises.


Chi è Digital Noises: missione e valori

Digital Noises nasce con la missione di creare valore attraverso il digitale, coniugando creatività, tecnologia e strategia. Nel tempo ha consolidato una presenza internazionale, distinguendosi per la capacità di anticipare le trasformazioni del mercato e offrire soluzioni personalizzate, innovative e sostenibili. La filosofia dell’azienda si fonda su tre valori cardine: innovazione continua, per sperimentare e integrare le tecnologie più avanzate; cultura digitale, per supportare artisti e brand nella costruzione di narrazioni autentiche e di lungo periodo; e responsabilità, intesa come impegno a utilizzare il digitale per generare un impatto positivo.

Tra i traguardi più significativi, Digital Noises ha curato e ottimizzato la presenza su YouTube di artisti come Raf, Gianluca Grignani, Marco Masini e Mario Venuti, oltre a collaborare con Warner Music Italia per la valorizzazione dei cataloghi storici di icone della musica italiana.


Il Disco D’Oro a Umberto Tozzi

A testimonianza del legame con il mondo musicale e della capacità di celebrarne i protagonisti, Giuseppe Fisicaro ha consegnato a Umberto Tozzi il Disco D’Oro per “Si può dare di più”, brano vincitore del Festival di Sanremo 1987 interpretato con Enrico Ruggeri e Gianni Morandi. Tozzi, con oltre 80 milioni di dischi venduti e 2000 concerti in 50 anni di carriera, è uno dei cantautori che più hanno segnato la storia della musica italiana, e Digital Noises ha voluto sottolinearne il valore intramontabile.


Intervista a Giuseppe Fisicaro, CEO e fondatore di Digital Noises

L’era del digitale e il suo evolversi. Digital Noises come si posiziona e quali sono le risorse che può fornire? 
Siamo una business solution per i nostri partner. Analizziamo cosa stanno facendo e come operano prima della nostra collaborazione, e cerchiamo di carpire i punti deboli, se ce ne sono, e di trovare nuove soluzioni, con piattaforme in cui non lavorano e su cui possiamo sviluppare contenuti, mercati su cui non operano e su cui invece possiamo arrivare. Tutto parte dallo studio, poi si passa alla parte operativa.

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Quando ha iniziato a lavorare nel digitale?
Il mio è un background tecnico, sono un ingegnere informatico, quindi le competenze di base sono nella mia formazione. Sul digitale applicato alla musica ho iniziato nel 2010, lavorando per una nota azienda di distribuzione musicale francese. Li ho iniziato a sviluppare le mie competenze in questo settore, poi è venuto il resto.

La passione per la musica trasmessa dal papà, a lei e a sua sorella e socia Nadia Fisicaro, ha fatto sì che il vostro futuro era già scritto. Che ricordi portate con voi della vostra infanzia e degli inizi in questo settore?
Potrei citarne davvero tanti. Mio papà è stato il più grande esperto in campo musicale che io abbia mai conosciuto tra i non addetti ai lavori. Era un cultore totale. Da adolescente, negli anni ’90, mi faceva ascoltare i Beatles, i Bee Gees, Roy Orbison, Little Richard. Mi ha trasmesso non solo passione per la musica, ma mi ha fatto capire l’importanza di conoscerne la storia e l’evoluzione. È stato fondamentale. E poi Sanremo: il Festival per noi era come Natale, tutti riuniti per ascoltare, commentare le canzoni. Il ricordo del mio primo Sanremo è del 1986, non ne ho mai più perso uno.

Da Marco Masini a Raf, Umberto Tozzi e Gianluca Grignani. Un parco clienti importante. che vi rende soddisfatti e orgogliosi. Come si studia un piano digitale ad hoc per questi grandi artisti?
Questi artisti hanno fatto la storia della musica italiana, con delle fan base già consolidate, sono molto noti. Il nostro lavoro qui è di verifica che i loro contenuti siano tutelati e correttamente rivendicati. Poi sicuramente sviluppiamo dei piani editoriali su progetti speciali, ci occupiamo anche delle loro certificazioni oro e platino. Il livello di servizio è sicuramente customizzato per progetto e artista.

Anche sul mercato estero, come Dubai e Parigi, avete messo le vostre radici. Come si sta espandendo il vostro lavoro e quali sono le richieste dei vostri clienti?
I mercati stranieri, molto spesso, sono più fiorenti e interessanti di quello italiano. Non dimentichiamo che la Francia ha quasi il doppio degli utenti attivi sul digitale rispetto all’Italia, e In India un numero di oltre 20 volte superiore a quello relativo al mercato italiano. Riuscire a fare business digitale su quei mercati può dare ai cataloghi musicali una linfa che il mercato locale, nemmeno numericamente, può offrire.

Come vede il futuro di Digital Noises e dove le piacerebbe arrivare?
La nostra azienda è già di fatto una multinazionale, piccola, certo, ma comunque proiettata per offrire servizi e supporto in ogni parte del mondo. Stiamo studiando vari mercati e spero che prossimamente possiamo annunciare nuove collaborazioni in nuovi Paesi.

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