CALI! - Bambino Cattivo EP (Cover)
Interviste

CALI! e il suo “Bambino Cattivo”: un’esplosione pop punk tra ribellione e autenticità

CALI! è tra i nuovi artisti emergenti della scena pop italiana. Classe 2000, originario di Torino, ha pubblicato il suo EP d’esordio Bambino Cattivo il 4 luglio 2025 distribuito da Artist First: cinque brani viscerali e intensi che parlano di rabbia, libertà, fragilità e crescita personale.

Cover CALI! – Bambino Cattivo EP (@ Enrico Osella, Diego Tugnolo, Christian Venturini, Marco Sanalitro)


Bambino Cattivo, l’EP d’esordio di CALI!

Bambino Cattivo” è più di un semplice titolo: è un manifesto emotivo che rappresenta la nuova generazione musicale italiana, quella che non ha paura di raccontarsi senza filtri. CALI! miscela sonorità pop punk con testi diretti e autobiografici, conquistando un pubblico che si riconosce nelle sue parole.

Dopo aver aperto i concerti di Finley, NASKA e Fasma, e in vista di nuove date live con Sethu e Simone Panetti, abbiamo intervistato CALI! per scoprire cosa si nasconde dietro il suo primo EP e chi è davvero il “Bambino Cattivo”.

ASCOLTA L’EP QUI


Intervista a CALI!

Il titolo del tuo EP è “Bambino Cattivo”: chi è, per te, questo bambino cattivo?

«Ho voluto chiamare l’EP Bambino Cattivo proprio come una delle tracce che contiene, perché l’intero progetto ruota attorno a quel concetto, che è un po’ quello del bambino “pazzerello”, fuori dalle regole, casinista ed euforico.

Però dietro quell’euforia c’è anche una parte di riflessione e di tristezza: l’euforia esiste perché ci sono momenti in cui non si è euforici, così come la felicità non esisterebbe senza la tristezza.

Per me il Bambino Cattivo è tutto questo, un mix di emozioni e contrasti. Ogni brano rappresenta un aspetto diverso di questo bambino. La traccia Bambino Cattivo racconta la vita di quel bambino, con tutte le sue difficoltà, e di come lui si senta “cattivo” perché il mondo intorno lo ha reso così, non perché lo sia realmente.

Ci sono brani più giocosi come Vitamine o Caldo Cane, che mostrano la parte divertente e spensierata del bambino, e altri come Forever dove quel bambino scopre l’amore, con tutte le sue complicazioni, ma anche con la consapevolezza che quell’amore durerà per sempre.

Infine, Trallallero Trallallà rappresenta la parte più libera, la presa di coscienza di sé, accettando anche ciò che la vita ti mette davanti, trovando una sorta di bellezza in tutto questo.

Insomma, ogni brano dell’EP è un’emozione o un tratto della personalità di questo Bambino Cattivo

Se dovessi scegliere solo un brano del tuo EP per far conoscere CALI! a chi non ti ha mai sentito, quale sarebbe? E perché?

«Se devo scegliere un solo brano per far conoscere CALI! a chi non mi ha mai ascoltato, in realtà è difficile sceglierne solo uno, perché nell’EP non c’è un pezzo che rappresenta nella totale tutta la mia persona.

Questo progetto racconta diverse parti di me, proprio come quel Bambino Cattivo di cui parlavo prima, perché forse sono proprio io quel bambino cattivo.

Però ci sono due brani a cui mi sento particolarmente legato: Bambino Cattivo, la traccia omonima, che racconta tra le righe un po’ la mia storia, e Trallallero Trallallà, che invece racconta chi sono oggi, come ho vissuto quest’anno, il mio presente.

Quando ascolto Trallallero Trallallà sento davvero che è molto mio, quindi se dovessi indicare due brani che rappresentano CALI sono questi, sceglierne solo uno è davvero complicato.»

Il brano “Bambino Cattivo” parla anche di fuga da una realtà soffocante. Quanto c’è di autobiografico?

«Dentro Bambino Cattivo c’è tanto di me. È uno di quei brani che rappresenta quanto la musica sia fondamentale per una persona come me, che spesso fatica a esprimersi, sia con gli amici, con la famiglia o con la persona che ama.

Parla delle insicurezze, dei momenti difficili e di come li ho vissuti, e la musica per me è diventata una sorta di sfogo, un modo per liberarmi di tutto quello che penso ma che fatico a esternare, soprattutto perché ho un carattere un po’ complicato.

Forse è proprio per questo che ho iniziato a scrivere canzoni: per trovare una via d’uscita, un modo per raccontarmi e lasciar andare quello che altrimenti resterebbe dentro. Quindi sì, c’è sicuramente tanto di me dentro Bambino Cattivo».

Se dovessi descrivere il tuo pubblico ideale, come lo immagineresti?

«È una domanda difficile, perché non riesco a immaginare esattamente un pubblico ideale chiudendo gli occhi. Però, se dovessi farlo, mi verrebbe in mente un pubblico molto simile a me: persone con tanta voglia di vivere, ma che allo stesso tempo si trovano a gestire una vita complessa, perché la vita lo è.

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Mi immagino un gruppo di amici, dei miei simili, con cui poter confidarmi, ridere e stare bene insieme. Un pubblico autentico, con cui creare una connessione vera e spontanea.»

La scrittura dei tuoi testi è diretta e visiva. Da dove trai ispirazione?

«Traggo ispirazione soprattutto da ciò che vivo e da come vivo i momenti della mia vita. Spesso le parole arrivano quasi dal nulla, da non si sa dove, ma sono sempre legate a esperienze vissute. Le canzoni nascono così, spontanee, e i testi riflettono questo processo.

La mia scrittura è molto diretta perché scrivo di getto, senza fermarmi troppo a rivedere o a cercare la parola perfetta. Forse dovrei farlo, ma al momento mi piace che ciò che scrivo rimanga impresso così com’è, come un’istantanea del momento in cui quelle parole mi sono venute in mente. Questo rende il testo autentico e immediato, e per me è importante che rimanga così.»

Hai aperto i concerti dei Finley e NASKA, recentemente anche Fasma, ed ora ti aspettano live con Sethu e Simone Panetti. Che cosa ti porti dietro da queste esperienze sul palco?

«Quest’estate ho avuto l’opportunità di aprire i live di artisti come Finley e Naska, recentemente anche Fasma, e non smetterò mai di ringraziare chi mi ha dato questa possibilità. Sono state esperienze incredibili e sono convinto che ce ne saranno ancora tante altre.

Quello che ho imparato è quanto il live crei un’energia speciale tra artista e pubblico, e quanto sia importante per chi fa musica. I brani, la scrittura, prendono una forma nuova e più viva quando vengono cantati di fronte a tante persone: riesci a cogliere le emozioni del pubblico, a capire come percepiscono ciò che dici, e a trasmettere la tua energia, che poi ti viene restituita.

È uno scambio continuo di energia che crea un mondo a parte, dove tutti siamo uguali, allo stesso piano, e dove si respira davvero la vita.»

C’è un artista italiano o internazionale con cui sogneresti di collaborare?

«Vasco.»

Se potessi descrivere “Bambino Cattivo” con tre aggettivi, quali sceglieresti?

«Gass, Vita, Let’s fuck.»

C’è un messaggio che speri arrivi forte e chiaro a chi ascolta “Bambino Cattivo”?

«Let’s fuck.»


Bambino Cattivo: un viaggio nelle emozioni

Con “Bambino Cattivo”, CALI! non chiede il permesso di essere ascoltato: prende spazio, con autenticità e coraggio, in un panorama musicale spesso troppo attento alle formule e troppo poco alla verità. La sua musica è istintiva, viva, personale. È una mano tesa a chi si sente in bilico, fuori posto, o semplicemente umano.

CALI! è appena all’inizio del suo viaggio, ma ha già una voce chiara, riconoscibile, che sa farsi spazio tra le emozioni e le contraddizioni di chi lo ascolta. E se è vero che ogni artista ha bisogno di un pubblico con cui crescere, allora CALI! ha già trovato il suo: quello fatto di occhi aperti, cuori complicati e voglia di gridare al mondo – anche solo per un attimo – “Let’s fuck”, ovvero: viviamo davvero.


Chi è CALI!

CALI!
CALI! (Credits: Letizia Montanari)

CALI!, pseudonimo di Alessandro Caligaris, è un artista e autore torinese classe 2000. Inizia il suo percorso musicale a 11 anni con la chitarra e si avvicina presto alla produzione, affermandosi nel tempo con una scrittura diretta, visiva e senza filtri. Dopo aver pubblicato 11 singoli tra pop punk e ballad, nel 2025 debutta con “Bambino Cattivo”, un EP indipendente distribuito da Artist First che racchiude energia, fragilità e attitudine fuori dagli schemi.

CALI! ha conquistato le principali playlist editoriali di Spotify – tra cui “New Music Friday”, “sanguegiovane” (per cui ha ottenuto due copertine), “Generazione Z” e “Nuovo Pop” – e si è fatto notare per una dimensione live autentica e travolgente. Ha aperto i concerti di Finley, NASKA, Fasma e continuerà il suo tour estivo al fianco di Sethu e Simone Panetti.

Artista istintivo, fuori dalle etichette e profondamente legato alla propria visione, CALI! rappresenta una nuova generazione di musicisti capaci di raccontare sé stessi senza paura, tra dolore e ironia, con canzoni che restano addosso.

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