Nel panorama della nuova generazione rap, CACCIASBABY costruisce il proprio percorso con un approccio introspettivo e quasi spirituale alla musica. Con il singolo Arte delle Strade, l’artista racconta un viaggio personale fatto di sacrificio, ricerca interiore e trasformazione.
Per lui scrivere non è soltanto creare musica, ma entrare in uno spazio mentale dove il dolore può diventare energia e la pressione si trasforma in innovazione. In questa intervista per Atom Heart Magazine, CACCIASBABY riflette sul rapporto tra arte e identità, sulla notte come luogo creativo e su cosa significhi davvero sentirsi ricchi prima nell’anima che nelle tasche.
“Arte delle Strade” ha un titolo che sembra quasi un manifesto. Quando hai capito che il tuo dolore poteva diventare arte e non solo sopravvivenza?
Ho capito che il dolore poteva diventare arte quando ho iniziato a guardarmi davvero dentro. Invece di scappare da certe emozioni ho iniziato ad ascoltarle, a trasformarle in parole e vibrazioni.
Da lì ho capito che quello che mi pesava dentro poteva diventare qualcosa che mi curava e che poteva parlare anche ad altre persone.
Nel tuo racconto la pressione non è un limite ma un motore. Come hai imparato a trasformare il peso delle aspettative in energia creativa?
All’inizio la pressione la senti tutta addosso. Poi capisci che puoi respirare dentro quella sensazione invece di combatterla.
Per me è diventata un carburante: quando sento che tutto pesa, è proprio lì che provo a spingere di più e a trovare qualcosa di nuovo nella musica.
C’è una dimensione quasi spirituale nel tuo rapporto con la musica. Ti senti più autore o più tramite di qualcosa che esiste già dentro di te?
Mi sento entrambe le cose. Da una parte sono io che scrivo, penso e costruisco le mie idee. Dall’altra però sento che certe sensazioni arrivano da molto più in profondità.
È come se la musica fosse un posto dove posso ascoltare davvero quello che ho dentro.
La notte è spesso il momento in cui molti artisti trovano la propria verità. Che cosa succede dentro di te quando tutto si spegne?
La notte è il momento in cui riesco a sentire tutto più chiaramente. Non c’è rumore intorno e posso concentrarmi solo sulle emozioni e sui pensieri.
È lì che spesso nascono le cose più vere che scrivo.
Hai detto di sentirti ricco nell’anima prima ancora che nelle tasche. In un’epoca dominata da numeri e immagine, cosa significa davvero sentirsi “arrivati”?
Per me sentirsi arrivati non significa avere numeri o soldi. Significa sapere che stai seguendo davvero quello che senti dentro.
Se riesci a fare questo ogni giorno, allora sei già ricco in qualche modo.
Se “Arte delle Strade” fosse una fotografia, cosa vedremmo?
Vedremmo una strada lunga, magari di notte, con qualcuno che continua a camminare anche quando è stanco.
Non è una foto di arrivo, ma di percorso. È il momento in cui capisci che la cosa più importante non è dove sei adesso, ma il fatto che stai ancora andando avanti.




