Cosa resta della nostra identità quando il bisogno di essere amati diventa più forte della necessità di essere sé stessi? È la domanda al centro di “Odio“, il nuovo singolo di Giuseppe Condello, disponibile dal 21 luglio 2026 su tutte le piattaforme digitali e primo capitolo di un percorso artistico che l’autore calabrese svilupperà nei prossimi mesi con continuità musicale e visiva.
Il brano, scritto e composto interamente da Condello, è stato registrato e mixato da Giuseppe Novella ai Blanko Records di Caulonia, in provincia di Reggio Calabria, e masterizzato negli Stati Uniti da Steve Corrao, al Sage Audio Studio di Nashville. In sala insieme al cantautore (voci e chitarre) suonano Guido Tassone al basso e Michele Panetta alla batteria.

Indice
Un ritratto della dipendenza affettiva, non una canzone d’amore
“Odio” non mette in scena la fine di una coppia né uno scontro tra due persone. Racconta piuttosto la traiettoria di chi, pur di appartenere a qualcuno, cede pezzo dopo pezzo la propria identità: l’amore scivola in dipendenza, il desiderio di essere accettati si trasforma in condizionamento, la ricerca dell’altro finisce per coincidere con l’annullamento di sé.
Il testo alterna momenti di vulnerabilità a e tensione emotiva, costruendo un personaggio che si osserva mentre si dissolve. Nel finale lo sguardo si allarga: dalla vicenda individuale alla condizione di un’intera generazione, che l’autore definisce attraverso un termine netto e scomodo, dando così il titolo al brano: “È l’imbarazzo del nostro tempo, è odio“.
“Odio” come condizione, non come sentimento
Il titolo non indica un rancore diretto verso qualcuno. Rappresenta piuttosto una frattura interiore: quella che si apre quando si rinuncia alla propria autenticità per aderire alle aspettative altrui. In questa chiave, l’odio smette di essere un’emozione contro l’altro e diventa il sintomo di un disagio più ampio: incomunicabilità, fragilità emotiva, difficoltà a stare in una relazione senza perdersi.
È una lettura che si allinea a un filone di scrittura d’autore italiana sempre più attento ai meccanismi psicologici delle relazioni contemporanee, più che alla loro semplice cronaca sentimentale.
Di cosa parla “Odio” di Giuseppe Condello?
“Odio” racconta la perdita progressiva di identità di chi, per essere amato, rinuncia a se stesso. L’amore diventa dipendenza, il bisogno di accettazione diventa condizionamento, e il finale del brano trasforma questa dinamica personale in un ritratto del disagio relazionale contemporaneo.
L’immaginario visivo e la trilogia in costruzione
Il progetto non si esaurisce in questo brano. Nelle copertine delle pubblicazioni compare una protagonista ricorrente, pensata come figura simbolica che incarna di volta in volta desiderio, controllo, seduzione e vulnerabilità. È un dispositivo narrativo pensato per accompagnare le uscite successive, costruendo una continuità estetica oltre che musicale.
“Odio” troverà infatti prosecuzione in “Cuore in silenzio“, prossima pubblicazione di Condello, che amplierà lo stesso universo espressivo fatto di musica, testi e immagine.
Chi è Giuseppe Condello
Giuseppe Condello è un cantautore nato nel 1989 a Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria. Debutta nel 2018 con l’EP “Altro Quando“, lavoro costruito su suggestioni letterarie e narrative, per poi pubblicare nel 2021 “Radio Stivale“, progetto che sposta lo sguardo sulla realtà contemporanea e sulle sue contraddizioni. Il 21 luglio 2026 è uscito “Odio”, primo capitolo di un nuovo percorso artistico che proseguirà con “Cuore in silenzio”
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