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Albakiara, il film di denuncia (o da denuncia) che parla degli adolescenti che hanno i problemi

Quando mi rimetterò al creatore, tra le colpe più grandi da espiare avrò sicuramente quella di aver visto Hunger Games (il secondo solo a metà, dopo mi son rotto i maroni e ho preferito darmi al bungee jumping senza elastico), un paio di film a caso di Nicolas Cage (Lord of War grida vendetta) e facendo zapping persino qualche secondo di Epic Movie. Insomma, ho anch’io i miei scheletri nell’armadio (credo sia questo il motivo principale per cui è nata questa rubrica). Ma niente sarà più grave dell’aver visto Albakiara, che – neanche a dirlo – è il film che prenderemo in esame in questo appuntamento con “Film di cui nessuno sentiva il bisogno”.

albakiara_-_il_film (Small)

Sì, lo so, avevo detto che in questa rubrica avremmo parlato di film horror, ma avevo anche detto che sarebbe uscito un articolo al mese. In definitiva, avevo detto tante cose. Non facciamo i pignoli, su. Che poi Albakiara non è horror, ma è comunque un orrore. Per assonanza, quanto meno, ci siamo.

Il film è di quelli di denuncia. O da denuncia. Dipende dai punti di vista. La trama è di quelle che fanno scalpore (come no): adolescenti che hanno i problemi (l’amore, le droghe, il buco nell’ozono, le papille gustative interrotte, una bruschetta nell’occhio, ci hanno il gomito che gli fa contatto con il piede, varie ed eventuali).

Potevano chiamarlo Albakiava e chiamare la protagonista Alba. Avrebbero risparmiato tempo, sintetizzato la trama nel titolo ed evitato di stuprare e bimbominkiare una delle poche canzoni decenti di Vasco Rossi. Il cast è di quello da Premio Oscar: Raz Degan (vamos), Dario Bandiera (va bè), Alessandro Haber (ai minimi storici), Laura Gigante (chi?) e altri (sì, elencarli non vale la pena).

Ma passiamo alla trama, ammesso che ci sia. Degan è un poliziotto corrotto, Bandiera un tizio che ha sbagliato tintura di capelli e Laura Gigante è la nostra adorata Chiara anzi Kiara. Sullo sfondo, un enorme carico di cocaina (oltre quello assunto dagli sceneggiatori prima di partorire ‘sta roba) che dovrà essere rubato da Degan e soci per diventare ricchi almeno un decimo di un politico italiano a caso. Il carico di bamba (parlo giovane anche io, mi adeguo) viene nascosto nel magazzino dello zio di Chiara anzi Kiara che si trova vicino alla scuola di Chiara anzi Kiara. Lo zio muore male in un incidente d’auto con Vasco Rossi a palla. Così, per qualche strano caso, Chiara anzi Kiara e i suoi compagni scoprono la droga nel magazzino e, come fossero usciti da una missione random di GTA, decidono di darsi allo spaccio selvaggio.

Il film inizia con Chiara anzi Kiara che ci illustra una seratina tutta sesso droga e rock’n’roll senza rock’n’roll. Insomma, si vola. Nonostante il tema trattato sia molto serio, Stefano Salvati e Carlo Lucarelli – sceneggiatori di ‘sta roba – hanno trovato spazio per inserire alcune scene esilaranti (più o meno come una gara di schicchere sul gozzo). Ve ne illustrerò un paio:

  • Dario Bandiera e Raz Degan sono in auto a elaborare tesi sulla teoria delle stringhe (stanno in macchina e Raz Degan spiega a Bandiera e altri due compari come devono lanciargli una pistola in mezzo agli occhi per far finta di aggredirlo), quando al buon Dario suona il cellulare con una delle suonerie più idiote degli ultimi 150 anni (avete presente gli spot delle suonerie di Italia 1? Ecco). Che poi, comunque, le suonerie idiote e il tizio di quegli spot sono due piaghe reali e non da poco delle nuove generazioni: lo si dica.
  • Una mattina, Chiara anzi Kiara va a scuola correndo, si scontra con una donna, le fa volare i libri per aria, le urla “vaffanculo stronza” e dieci minuti dopo scopre che quella donna sarà la sua nuova professoressa d’inglese. Figo, eh? No.
  • Bandiera e gli altri entrano nel magazzino della polizia per rubare il carico di droga. Sul più bello, a Bandiera suona nuovamente il cellulare con la suoneria idiota. Ma non è tutto, perché registi e sceneggiatori hanno deciso che quella scena entrerà di diritto nell’Olimpo delle 3S (Scene Senza Senso). Bandiera decide di non rispondere al cellulare – non prima di averci spiegato chi sia a chiamarlo: “Minchia, a mamma!” – dà un colpo di pistola in testa a Degan aka Ilpolizziottocorrotto e poi inizia un assolo di parolacce in dialetto siciliano degne di uno scaricatore di porto a cui è appena piombata su un piede una cassa da una ventina di tonnellate (la traduzione di quanto segue è superflua, pensate a qualche insulto a caso nei vostri dialetti di origine e avrete fatto la scena) : “Vafanculu!”, “Mettiti n’tera, bastaddu!”, “Voi moriri, pezz’i medda cà sì?”. È leggenda.
  • Chiara anzi Kiara e le sue amiche, nel bagno di una discoteca, tengono una lezione su come.. no, meglio che guardate voi stessi: https://www.youtube.com/watch?v=iTsfaIQALLE.

Se avete guardato ‘sto film (?) e avete riso a una qualsiasi di queste scene, potete anche uscire da questo sito. Sentitevi liberi.

Albakiara vorrebbe avere una trama, ma è sviluppata malissimo e sceneggiatura e scenografia probabilmente sono state scritte e ideate da un apicoltore birmano sotto Toradol. Sugli effetti speciali che sembrano fatti con Paint e piazzati a casaccio, stenderei invece un velo pietoso. Intendiamoci, però: non voglio dire che Albakiara come film fa schifo. Ma solo ed esclusivamente perché mi querelerebbe lo schifo.

Comunque sia, dopo attente riflessioni, ho chiesto alla parte nascosta di me stesso (quella capace di intendere e di volere, ndr) di manifestarsi esprimendo un parere su Albakiara. Serio, possibilmente. Magari anche lucido, ragionevole e fondato. Così, mi sono interrogato. A lungo: 30 secondi netti nei quali ho cercato una parola, una sola parola per definire Albakiara. Ne ho cercate di auliche e straniere. Al termine, io, medesmo e meco (così, per rimanere in tema aulico) ci siamo trovati concordi che niente, e dico proprio niente, sarebbe in grado di sintetizzare Albakiara meglio di “merdaio“. Sì, miei cari lettori (quei due o tre, insomma), Albakiara è un gran merdaio. Punto.

Ah, alla fine Raz Degan uccide tutti. E poi uccidono lui. The End.

Immagine anteprima YouTube

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