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The Warning live ai Magazzini Generali – Milano (11/04/2024)

The Warning live a Milano, il racconto della serata ai Magazzini Generali.

The Warning a Milano

Indice

Scrivo quest’articolo mentre sono in viaggio sul treno per tornare in Sicilia, ho ancora in testa le voci delle tre sorelle Villarreal, in ordine anagrafico Daniela, Paulina e Alejandra, ossia il trio rock messicano The Warning, che ieri sera hanno suonato a Milano ai Magazzini Generali.

The Warning – Un po’ di storia

Il loro impatto sul panorama del rock internazionale è un’autentica ventata di freschezza. Mentre qualcuno potrebbe scegliere la strada convenzionale di copiare e incollare la biografia di The Warning da Wikipedia, io preferisco immergermi direttamente nell’esperienza e offrire un punto di vista autentico e personale su ciò che rende The Warning così straordinarie secondo il mio punto di vista.

Dopo aver fatto da spalla in tour in giro per il mondo per band del calibro di Muse, Foo Fighters, Guns N’ Roses e Def Leppard, le The Warning si stanno cimentando nella loro prima tournée europea da headliner. Inoltre, hanno con sé un altro talentuoso gruppo di giovani donne, le Conquer-Divide, provenienti dagli Stati Uniti, dal Canada, dal Regno Unito e dalla Serbia.

Se pensavate che il loro fosse un rock in rosa, vi sbagliate di grosso! The Warning portano un’esplosione di energia autentica e potente che ribalta gli stereotipi e mostra che il rock non ha colore di genere.

Il pubblico è incredibilmente variegato, dai giovani fan accompagnati dai loro genitori ai veterani dal look intramontabile di borchie e giacche di pelle. Questa diversità di età e stili riflette l’ampia attrattiva delle performance delle band, che riescono a coinvolgere un vasto spettro di persone.

Il concerto a Milano

Tornando al concerto, ai Magazzini Generali di Milano delle The Warning, la serata prende il via con il potente set delle Conquer-Divide. La band americana, ben radicata nel post-hardcore, scuote il palco con la loro carica musicale. Le chitarre di Kristen Surgis e Isabel Johnson tagliano l’aria con riffs intensi, mentre la batteria di Samantha Landa fornisce il ritmo incalzante che tiene il pubblico sulle spine. Alle voci, si alternano Kiarely Castillo e la turnista Madison Spencer, ognuna con il proprio stile unico: mentre Kiarely offre un canto pulito e cristallino, Madison si distingue per la sua capacità di armonizzare o di urlare in faccia al pubblico.

Nonostante si siano esibite come band di apertura, molti presenti già conoscevano e intonavano i brani delle Conquer-Divide! Purtroppo, la resa acustica non era all’altezza dell’energia che la band voleva trasmettere. Con i miei modesti 169 centimetri di altezza, ho realizzato che avrei visto poco di quello che succedeva sul palco. La sfortuna dei concerti indoor è la bassa altezza del palco, ma questo non è certo il tipo di concerto adatto a un pubblico che vuole stare seduto. E allora facciamo una proposta seria (nota per gli amici della musica live, sto usando l’ironia): perché non organizzare il pubblico in base all’altezza? I più bassi davanti e quelli più alti dietro. Forse, potrebbero anche evitare di indossare cappelli.

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La setlist dei Conquer-Divide:

  • Atonement
  • Chemicals
  • Eyes Wide Shut
  • Paralyzed
  • System Failure
  • New Heaven
  • Welcome2paradise

Il live delle The Warning

Il poderoso set delle Conquer-Divide giunge al termine dopo 45 minuti e sette brani, preparando il terreno alle tre talentuose musiciste di Monterrey. L’uscita del loro nuovo album “Keep Me Fed” è fissata per il 28 giugno e decidono di parti proprio da li: alle 21 e 30 le ragazze si lanciano senza indugi nella mischia con la formidabile “Sick“, singolo rilasciato qualche mese che fa e parte integrante del nuovo disco. “Sick” è una bomba , con un riff incisivo e un ritornello irresistibile che il pubblico accompagna a squarciagola. Le artiste si trovano al sesto concerto in otto giorni e irradiano energia pura. Ricordo che l’evento ha registrato il tutto esaurito, tanto che è stato necessario spostarsi dal Legend Club ai più spaziosi Magazzini Generali.

Per l’intera durata della prima canzone, la mia visuale era praticamente nulla: i fan più vicini al palco hanno dimostrato il loro sostegno agitando cartelli con messaggi di supporto per le nostre eroine. Ho apprezzato il fatto che non abbiano protratto questa pratica oltre il necessario, è giusto che abbiamo mostrato il sostegno alla band ma hanno anche mostrato rispetto per chi come me era dietro.

“Z” e “Choke”

Dopo un caloroso saluto con la sua voce possente (Dany è un’autentica leader di palco, capace di incanalare l’energia del pubblico come una vera rockstar, chissà quante lezioni avrà imparato dai grandi nomi che ha supportato in passato, specialmente da Mr. Dave Grohl), la band si lancia in “Z” e il pubblico inizia a saltare. È evidente un notevole miglioramento dell’acustica per le The Warning rispetto alla precedente performance delle Conquer-Divide, il che contribuisce a valorizzare ulteriormente il talento della band. Dany, abile nel cantare e nel suonare la chitarra, mostra la sua versatilità combinando ritmi incalzanti con assoli che, seppur sporadici, arricchiscono l’esperienza musicale complessiva. È un piacere constatare che, nonostante l’assenza di numerosi assoli chitarristici, la sostanza delle canzoni rimane intatta, confermando l’abilità della band nel creare musica che si distingue per altri aspetti.

I cori da stadio irrompono nell’aria in loro onore e subito dopo si lasciano andare in una poderosa esecuzione di “Choke“. Sebbene meno veloce rispetto al brano precedente, il suo ritornello è un vero e proprio inno, impossibile da dimenticare. È stata proprio questa la loro prima canzone che ho ascoltato alla fine dell’anno scorso, e che ha catturato la mia attenzione, regalandomi una scarica di adrenalina come non succedeva da anni, soprattutto al primo ascolto di una band sconosciuta.

“Qué Más Quieres”per la prima volta dal vivo

Dopo aver cambiato l’ennesima chitarra, Daniela annuncia che hanno appena rilasciato dei nuovi brani estratti dal loro prossimo album, ma dubito che qualcuno tra il pubblico non lo sapesse già. Quello che invece non sapevamo è che avrebbero eseguito “Qué Más Quieresper la prima volta dal vivo a Milano. Si tratta di uno dei pochi brani che hanno composto in spagnolo. A dire il vero, non è uno dei miei preferiti, ma Ale, forse la più riservata delle tre, trova comunque lo spazio per guidare i cori, riuscendo a coinvolgere il pubblico: ha una presenza scenica importante, sa decisamente stare sul palco e porta ancora più carisma e personalità alla loro performance.

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L’ovazione per Paulina

Non ho ancora menzionato Paulina, che di certo timida non è! Il pubblico inizia a battere ritmicamente le mani e a scandire il suo nome, “Pau-li-na, Pau-li-na“! È qui che, dopo aver suonato due inediti e brani del loro ultimo album, “Error“, le The Warning eseguono una doppietta di brani, ritornando ai loro classici (quelli composti quando la più grande delle tre aveva solo 17 anni), provenienti dal loro secondo album, “Queen of the Murder Scene“, del 2018: si tratta di “Dust to Dust” e “Dull Knives“.

Quando Ale attacca le note, il pubblico, di nuovo, esplode in un boato, per uno dei brani più intensi, interpretati alla voce proprio da Paulina, in un gioco di parti con la bionda sorella chitarrista, che dimostra una maestria eccezionale alla batteria. I suoi fill non sono mai banali e sembra gestire tutto con facilità. Ma fare tutto questo mentre si canta, non credo sia una qualità che molti batteristi possiedono. Si prende la scena come se fosse lei in prima fila davanti al pubblico, e se questa è la prima volta che lo fa, non sarà di certo l’ultima della serata!

“More” e “Money” – The Warning live

Segue l’esecuzione di “More“, brano che rappresenta il primo dei singoli rilasciati dalle The Warning in anteprima dal nuovo album con la chitarra che entra in un feedback suggestivo mentre Dany canta su una base quasi elettronica, per poi sbalzare in un potente riff e ritornello alla sapore di dinamite.

Arriva il momento di “Money“: (tranquillo, Antonio, non si tratta di una cover dei Pink Floyd!) È uno dei miei brani preferiti, con molteplici strati e parti ben connesse tra loro, tenute insieme dai riff di Dany. Mannaggia, vorrei meno ostacoli tra me e il palco! Arrivo addirittura a chiedere a un ragazzo di continuare a fare video con il telefono, così almeno riesco a vedere qualcosa dal suo schermo. E da lì noto che Daniela ha cambiato chitarra di nuovo, dimostrando di avere un arsenale di strumenti a disposizione, non solo la sua amata PRS! Ma già lo dico qui, non avrò il piacere di vedere la sua Explorer bianca, regalatale da Lzzy Hale degli Halestorm.

Ovazione anche per Ale e Dany

Dopo l’ovazione per Ale, proprio lei e Dany si siedono per dare spazio a Pau, che ci fa fare un salto indietro al 2017 con l’esecuzione di “Survive“, tratta dal loro primo disco, “XXI Century Blood“. Le parti vocali sono alternate anche in questo brano dimostrando che nessuna delle tre vuole prendere il sopravvento sulle altre ma al contrario condividono gli spazi senza manie di protagonismo.

Anche per Dany arriva il momento dell’ovazione , e lei ringrazia Milano per l’energia trascinante della serata. Poi, senza esitazione, manda la chitarra in feedback (io adoro questa cosa) e attacca con il nuovo e potente singolo “Automatic Sun“, un vero carroarmato rock (cit.) caratterizzato da tempi sincopati, distorsioni potenti e voci melodiche che non cadono mai nella banalità. Queste performance stanno seriamente convincendomi a prenotare il loro album, un single alla volta!

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“Error”, “Disciple” e “Hell You Call a Dream”

Quando è il momento di “Error“, devo ammettere che sono un po’ stanco. Non perché il brano non mi piaccia, anzi, è un mid-tempo che apprezzo molto, ma dopo “Automatic Sun” avrei gradito una breve pausa di cinque minuti. Ci pensa Ale a farmi dimenticare la stanchezza quando attacca l’intro in “Disciple“, portando il pubblico in un turbinio di salti, rallentamenti e ancora salti, fino ad arrivare a un ritornello che non puoi fare a meno di cantare. E sì, indovinate un po’? È l’esplosione totale: 2, 3, 4 GO!

Hell You Call a Dream” è un altro singolo rilasciato di recente, e dal vivo è ancora più potente.(Mi chiedo: ma da dove cavolo tirano fuori tutti questi riff? Quando io prendo la chitarra in mano, le chiedo di parlarmi, di esprimersi, ma sembra proprio che si annoi!) Il basso, soprattutto nelle parti della strofa, è il vero padrone del pezzo!

Gli ultimi brani e la conclusione del live delle The Warning

Dany prende il microfono e presenta la band al pubblico, e dà il via agli ultimi due dei tre brani composti in spagnolo: “Martirio” e “Narcisista“. Nel secondo brano, è ancora una volta Pau a detenere il ruolo principale nelle parti vocali, lasciando a Dany la libertà di muoversi sul palco e di interagire con il pubblico in modo più dinamico.

Il concerto raggiunge la sua conclusione con un brano potente e coinvolgente, uno dei miei preferiti personali, che ho anche imparato a suonare alla chitarra: “Evolve“. Questo è il secondo brano che ho ascoltato di questa band, e ha suscitato in me un impulso immediato di “ne voglio ancora…“. È un brano che ritengo perfetto. Paulina non solo dimostra la sua maestria alla batteria e nei cori, ma coinvolge direttamente il pubblico da dietro le pelli!.

Dopo uno spettacolo così intenso, non posso fare altro che lasciarvi con la curiosità di scoprire il resto da soli. Il concerto si conclude qui, mancano solo un paio di brani che avrei voluto ascoltare, ma tutto sommato, va bene così! Senza dubbio, è un evento che vale la pena di rivivere, e infatti sto già pensando al concerto di Bologna del 18 luglio, quando The Warning faranno di nuovo tappa in Italia!

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