Sanremo 2021 – Le pagelle della seconda serata
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    Sanremo 2021 – Le pagelle della seconda serata

    La premessa è sempre quella che trovate QUI. Cliccateci e leggetela prima di continuare.

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    Passiamo ai voti.

    Orietta Berti: 7. Fiorello la presenta e dice che manca da Sanremo da 19 anni. Lei entra e tiene subito a specificare che li pisciava da 29 anni e non 19. Spettacolo.

    Bugo: 3. Il pezzo di Bugo è quella roba che il 15 agosto imbracci la chitarra spaccato ammerda e sbiascichi davanti a un falò alle 4 del mattino. Magari con dei tizi accanto che ti fanno i cori ruttando Peroni 75 in offerta.

    Gaia: 5. Un’Elettra Lamborghini più intonata (non che sia complicato). Ci piallerà i testicoli per tutte l’estate. Che poi in sé lei non sarebbe neanche tanto male (la bravura c’è), ma la canzone è anonima.

    Lo Stato Sociale: 8,5. Non si capisce un cazzo, gente che va, gente che viene, lo radiamo al suolo ‘sta merda di palco (semicit). Lodo scompare. “Dov’è Lodo? Che succede?”. Citazione altissima che gli consegna la vittoria a tavolino del Festival.

    La Rappresentante Di Lista: 8. Not bad. Diciamo che non li scopriamo certo adesso (o almeno non tutti). Il pezzo è davvero molto bello e loro sul palco ci sanno stare eccome.

    Malyka Ayane: 5. Secondo me la canzone non è male, ma aspetto di sentire la versione italiana perché di quello che ha detto non ho capito un cazzo.

    Ermal Meta: 5. Sarà che è già mezzanotte, ma dio-che-noia-cristo.

    Extraliscio feat. Davide Toffolo: 4. Più che Extraliscio, extra dry come la bottiglia di Prosecco che devo scolarmi per sentire ‘sta roba.

    Random: 2. Tiene fede al suo nome e canta a cazzo.

    Fulminacci: 8. Arriva dopo 4 ore di Festival e canta “voglio solamente diventare deficiente e farmi male”. Gli ho venduto l’anima.

    Willie Peyote: 8,5. Willie vi fa sempre scuola e doposcuola. Altro livello proprio.

    Gio Evan: 4,5. Non ho capito che minchia ha fatto. Neanche cosa ha detto. Nemmeno come si è vestito. Mamma mia che brutta fine, Gio.

    Irama: 2. Forse era meglio farsi squalificare e buonanotte. Che è ‘sta roba? Ci possiamo ripensare o devo anche riascoltarla pure nelle prossime serate? Grazie.

    Fiorello: 5,5. Pochi alti, tanti bassi. Poca roba in sè.

    Amadeus: 3. Non so come dire. È tipo.. tipo.. il vuoto.

    Elodie: 6. Il bello di Elodie è che non ha la minima idea di quanto possa essere brava. E quindi non lo dimostra. Fa tutto (bene, per carità) con naturalezza e quasi chiedendo scusa. Vera e spontanea. È venuta dal niente ed è arrivata al tutto. Meritatamente, eh. Solo che adesso dovrebbe iniziare a scegliere chi e cosa essere. Un po’ soul, un po’ pop, un po’ urban, un po’ valletta, un po’ tutto. Troppe cose. Tutte insieme. Alla fine stonano (lei no, la voce c’è).

    Shorty: 8. Oggi faccio un’eccezione e valuto anche un giovane prima della loro serata finale. Solo perché lo seguo da tempo immemore e fatico a credere che sia ancora considerato una nuova proposta quando nei big ci piazziamo gente a cazzo come Random. Shorty è un’artista completo e probabilmente una delle voci migliori che abbiamo in Italia. E se non vince mi incazzo. Daje Davide.

    Sintesi. E anche la seconda serata del Festival è andata. Sempre meglio di un calcio nei denti. La giuria demoscopica ha lo spaccino in zona rossa.

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