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SHEFFER, con “M PER MAFIA” il dissenso diventa musica

Il brano arriva in un momento particolare del percorso dell’artista milanese, che dopo anni di live, cambi di direzione e una lunga fase di costruzione lontano dai riflettori torna con una traccia che ha il sapore dello sfogo, ma anche della presa di coscienza.

Alla base del pezzo c’è una critica precisa: quella verso un sistema musicale che troppo spesso appare chiuso, dove opportunità e visibilità sembrano seguire logiche diverse dal valore artistico. Un tema delicato, affrontato però senza retorica e senza la voglia di puntare il dito a tutti i costi.

“M PER MAFIA” nasce infatti da episodi vissuti direttamente. Situazioni che molti artisti indipendenti conoscono bene: concerti organizzati al limite, lavoro dato per scontato, richieste continue e poca considerazione per il tempo e la preparazione che ci sono dietro un progetto.

Quello che colpisce è che SHEFFER non racconta queste dinamiche da una posizione di disillusione. Dentro il pezzo c’è rabbia, sì, ma è una rabbia che spinge in avanti.

Musicalmente il singolo continua il percorso costruito negli ultimi anni dall’artista. Rap, chitarre e influenze che arrivano dal metal convivono in maniera naturale, senza sembrare una semplice contaminazione studiata a tavolino. Si sente che quel linguaggio fa parte del suo percorso.

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D’altronde SHEFFER arriva proprio da lì: band, palco, amplificatori e concerti suonati prima ancora di pensarsi rapper. Ed è forse per questo che la sua musica continua ad avere una forte componente fisica. “M PER MAFIA” non sembra un pezzo pensato per le cuffie, ma per stare sotto palco.

La cosa interessante è che il brano non si chiude nella protesta. Dentro il testo emerge anche una visione diversa: l’idea di creare connessioni reali tra artisti, di fare rete, di costruire spazi alternativi senza aspettare che qualcuno apra la porta.

È una posizione che racconta bene anche il momento che sta vivendo l’artista. Lo stesso SHEFFER ha dichiarato di sentirsi oggi più vicino all’indipendenza che alle logiche tradizionali dell’industria, soprattutto per una questione di libertà creativa.

“M PER MAFIA” allora diventa qualcosa di più di una canzone. È il punto in cui esperienza, frustrazione e identità si incontrano. E forse anche il segnale che SHEFFER ha smesso di cercare il posto giusto dentro un sistema per iniziare a costruirne uno suo.

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