Il debutto discografico dei Five Sides con Fino a che non passa segna un passo importante per la band alternative rock nata tra Rimini e San Marino. Dopo un EP e diversi singoli, questo primo full-length conferma la loro identità sonora, con sette tracce che intrecciano introspezione personale e tematiche generazionali, filtrate attraverso un rock ibrido e accessibile.

Five Sides – Fino A Che Non Passa
Dopo “II“, una intro di 51 secondi, Fino A Che Non Passa – album di debutto dei Five Sides – si apre con “Dorian Gray”, un brano dall’impatto immediato che introduce il tema della doppiezza e fragilità esistenziale. La struttura dinamica e i riff energici richiamano il sound alternative rock degli anni 2000, con riferimenti a band come Paramore e Sum 41, ma rivisitati con una produzione contemporanea.
Tra i momenti più riusciti spicca “Sold Out”, che fonde ironia e amarezza, ben esemplificata dalla frase “Farò sold out solo al mio funerale”. Questo equilibrio tra dramma e leggerezza rappresenta uno dei punti di forza del disco, posizionando i Five Sides tra le proposte più interessanti del panorama pop punk italiano.
I singoli “Amnesia”, “Nei miei panni” e “Paradosso” offrono una panoramica completa delle sfumature stilistiche della band. “Amnesia” colpisce per i suoi climax melodici, “Nei miei panni” esplora toni più intimisti in chiave rock ballad, mentre “Paradosso” chiude con energia e immediatezza.
“Serotonina” aggiunge profondità al disco, affrontando con delicatezza malinconica il tema del vuoto emotivo post-euforia, arricchito da arrangiamenti dove synth e chitarre si fondono in modo equilibrato.
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Produzione e sound
La produzione affidata a Cesare Madrigali (Cara Calma) e Riccardo Frigoni del Glotoneria Studio di Montichiari garantisce un suono maturo e ben definito, mantenendo quella lieve imperfezione che dona autenticità al progetto. Ottima anche la resa strumentale, con le chitarre di Andrea Giardi e il drumming incisivo di Luca Filippi che si fondono alla perfezione con i synth di Andrea Giardi e Stefano Macalli e la voce di Elia Marinelli. L’artwork di Stefano Macalli completa l’esperienza visiva, in linea con l’atmosfera dell’album.
Conclusione
Pur muovendosi all’interno di un canone stilistico consolidato (con richiami a Finley, Tre Allegri Ragazzi Morti, My Chemical Romance), Fino a che non passa dei Five Sides riesce a bilanciare nostalgia e freschezza. Il rischio è quello di rimanere ancorati a un certo immaginario sonoro, ma l’esordio dimostra solidità e potenzialità evolutive.
In sintesi, Fino a che non passa è un debutto efficace per i Five Sides, capace di coniugare energia rock e introspezione lirica. Un album consigliato a chi cerca un ponte tra le sonorità del rock anni 2000 e le nuove tendenze del panorama alternative italiano.
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