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Gianni Minà – Minà’s Rewind

È partita una campagna di autofinanziamento dal basso per Gianni Minà, che ha lo scopo di recuperare e lavorare una grandissima quantità di materiale prodotto.

Gianni Minà

Il desiderio di incontrare Gianni Minà ce l’ho da sempre.

Da quando mio fratello mi raccontava le storie dietro le sue interviste, delle sue cene incredibili con personaggi leggendari, dei suoi legami e della sue amicizie con gli eroi dello sport e della politica mondiale.

L’idea che cresceva dentro la mia mente di ragazzino, era che questo Minà, cosi benvoluto e rispettato da tutti questi grandi uomini, doveva essere senza alcun dubbio, oltre che un talentuoso professionista del giornalismo, una grandissima bella persona.

Negli anni seguendo la sua carriera di giornalista, scrittore e conduttore televisivo, Minà è diventato per me il simbolo di un giornalismo che purtroppo adesso non esiste più. Era il mio, e quello di milioni di altre persone, riferimento di una informazione pura. 

L’occhio imparziale ma coinvolto con il cuore, professionalmente distaccato ma sentimentalmente viscerale, un sognatore gitano con l’eleganza di un lord. Le sue storie erano cosi belle da sembrare inventate.

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Tant’è che Fiorello in radio, diede lo spunto per caricature emblematiche, che adesso fanno parte dell’intercalare italiano. Dovendo descrivere momenti epici, si comincia con “Eravamo io.. Robert de Niro..“

Nel 2020 è uscito “Storia di un boxeur latino” un libro che racconta la sua vita, alla maniera di Gianni Minà. Avventuroso, sentimentale, commovente, divertente, profondo, ribelle, intenso.

Tra le pagine di apertura le parole di Osvaldo Soriano: “La ricostruzione di una vita altrui è insensata quanto la trama di un’autobiografia. In fondo l’una e l’altra sono la stessa cosa”.

Il libro si apre con la giustificazione dell’esistenza del libro stesso, come Minà stesso scrive, che è data dalla famosa fotografia che lo ritrae a Trastevere, davanti al ristorante di Checco er Carrettiere, insieme a Muhammad Ali, Sergio Leone, Robert de Niro e Gabriel García Márquez. 

La semplicità dell’amicizia, del volere stare insieme e condividere, la fame di sapere, di conoscere, la voglia di stupirsi e di raccontare.  Il senso unico del suo viaggio di vita.

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Sulla carriera di Gianni Minà non basterebbero 20 articoli: Che Guevara, Muhammad Ali, Fidel Castro, Maradona, il subcomandate Marcos,  Federico Fellini, Eduardo de Filippo, Jane Fonda, Enzo Ferrari, Ray Charles,  Massimo Troisi, Pino Daniele, Rigoberta Menchú, il Dalai Lama, Martin Scorsese, Luis Sepulveda. Le vite raccontate da Minà sono infinite, sempre con garbo, con la voce giusta, con il giusto tono, quello dell’eleganza, del rispetto, della sincerità.

Gianni Minà, raccolta fondi

GIANNI MINÀ – LA RACCOLTA FONDI

E pochi giorni fa, il 24 maggio, sulla pagina Facebook di Gianni Minà, un post riapre la speranza di vedere e sentire ancora le impressioni e i sentimenti di questo grandissimo giornalista.

Il post parla infatti del desiderio da tempo cullato, di riportare alla luce moltissimo materiale audiovisivo inedito, frutto di più di sessant’anni di lavoro in giro per il mondo.

Esiste infatti una campagna (CLICCA QUI PER SCOPRIRLA), di fatto già partita, di autofinanziamento dal basso per Gianni Minnà, che ha lo scopo di recuperare e lavorare una grandissima quantità di materiale in pellicola, vhs, betacam, minidv, etc, per digitalizzarlo catalogarlo e renderlo pubblico sui siti ed i social. In modo che chiunque possa accedervi.

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Il post, firmato anche da Loredana Macchietti dà un nome al progetto: Minà’s Rewind.

E noi ve lo riportiamo qui, orgogliosi di contribuire nel nostro piccolo, a pubblicizzarlo, con la viva speranza che presto lo si possa vedere realizzato.

Per tutto, Grazie Gianni.

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