Attentato a Sigfrido Ranucci
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Attentato a Sigfrido Ranucci: auto fatta esplodere sotto casa, indaga l’Antimafia

Grande paura per Sigfrido Ranucci e la sua famiglia. Nella tarda serata di ieri, davanti all’abitazione in zona Campo Ascolano (Pomezia), un ordigno piazzato sotto l’auto del conduttore di Report è esploso, distruggendo il veicolo e danneggiando la macchina della figlia. Sul posto sono intervenuti Carabinieri, Digos, Vigili del Fuoco e Polizia Scientifica. Nessun ferito, ma la deflagrazione è stata descritta come potenzialmente letale per chiunque fosse transitato in quel momento.

Attentato a Sigfrido Ranucci
Le immagini dopo l’esplosione pubblicate nei social di Report

Attentato a Sigfrido Ranucci – Cosa è successo e dove

L’esplosione ha coinvolto l’auto di Ranucci posteggiata davanti al cancello di casa. La potenza della deflagrazione ha provocato incendi e danni anche ai mezzi nelle vicinanze e a parti esterne di un’abitazione adiacente. Ranucci, che vive sotto scorta dal 2014, ha riferito di essere in contatto con i Carabinieri per formalizzare denuncia e dettagli dell’accaduto.


Le indagini: coordinate dalla DDA di Roma

Il fascicolo è stato aperto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma per danneggiamento aggravato dal metodo mafioso. Il procedimento è affidato al pm Carlo Villani, coordinato dall’aggiunto Ilaria Calò. Gli accertamenti tecnici sono in corso per definire la natura dell’esplosivo e le modalità esatte di innesco. Al momento, l’ipotesi principale è quella di un ordigno rudimentale collocato sotto il veicolo.


La bomba accanto all’auto di Ranucci aveva un chilo di esplosivo

Nel frattempo, gli investigatori hanno accertato che l’ordigno posizionato accanto all’auto del conduttore di Report aveva circa un chilo di esplosivo. Secondo i primi rilievi, è stato posizionato tra la macchina di Sigfrido Ranucci e il cancello. Al momento le indagini vanno avanti sui residui sequestrati che avranno bisogno di accertamenti e sulle immagini delle telecamere che potrebbero aver ripreso chi ha piazzato la bomba sotto casa del giornalista.


Il contesto: minacce e scorta dal 2014

Il conduttore di Report è stato più volte minacciato per le sue inchieste giornalistiche e per questo è vive sotto scorta dal 2014, anno in cui ricevette minacce di morte dalla mafia. L’episodio rappresenta un salto di qualità intimidatorio e si inserisce in un quadro di pressioni e atti ostili verso cronisti d’inchiesta.

Ho ricostruito con i carabinieri  quanto è successo ieri. C’è una lista infinita di minacce, di varia  natura, che ho ricevuto e di cui ho sempre informato l’autorità  giudiziaria e di cui i ragazzi della mia scorta hanno sempre fatto  rapporto. Io comunque mi sento tranquillo nel senso che lo Stato e le  istituzioni mi sono sempre state vicine in questi mesi. Quello di  stanotte è stato un salto di qualità preoccupante perché proprio  davanti casa, dove l’anno scorso erano stati trovati dei proiettili’‘.

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Reazioni: ferme condanne e solidarietà

Immediate le reazioni istituzionali e del mondo dell’informazione: solidarietà al giornalista, condanna dell’atto intimidatorio e richiamo alla tutela della libertà di stampa. Rai e Usigrai hanno espresso vicinanza alla redazione di Report, ribadendo che minacce e violenza non possono condizionare il lavoro giornalistico. Condanne e solidarietà anche da parte di Giorgia Meloni, Carlo Nordio ed Elly Schlein.


FAQ Attentato a Sigfrido Ranucci

Che cosa è esploso?

Un ordigno collocato sotto l’auto di Sigfrido Ranucci.

Ci sono feriti?

No, ma la potenza della deflagrazione è stata potenzialmente letale.

Chi indaga?

La DDA di Roma, con ipotesi di metodo mafioso.

Ranucci aveva già ricevuto minacce?

Sì; vive sotto scorta dal 2014 per precedenti intimidazioni legate alle inchieste condotte a Report.

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