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But first… coffee

Sulle note di “A feeling good” ci prepariamo ad affrontare una nuova settimana. Si sa che il lunedì è, per antonomasia, il giorno della settimana più difficile da affrontare. Cosi pesante che in esso sembra racchiudersi tutta la stanchezza e il “mai una gioia” di un intero mese.

Ogni lunedì mattina, con la stessa sembianza di uno dei migliori zombie (cosa che Dario Argento scansate proprio), tra un “tra 5 minuti mi alzo” e l’indecisione di girarsi dall’altra parte del letto, la prima cosa a cui pensiamo (oltre a maledire la sveglia) è preparare il caffè. Non c’è niente di meglio che svegliarsi con il profumo di caffè che, dalla cucina, si diffonde come per dire “o ti alzi o ti alzi”.

Non tutti sanno che il caffè, un alcaloide, viene definito come la “droga dei poveri” per via delle sue proprietà eccitanti sul sistema nervoso (cosi pensate a quanti caffè dobbiamo bere per convincere il nostro cervello a svegliarsi?). È il nome arabo “qahwa”, che significa “eccitante”, a marcare la proprietà fondamentale della bevanda. Il caffè, inoltre, viene spesso utilizzato per le sue capacità dimagranti e anticellulite; proprio per la sua metilxatina, che ha una funzione termogenica, stimola la mobilitazione dei grassi dal tessuto adiposo.

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Occhio a non abusarne, specialmente se siete tipi nervosetti rischiereste di uccidere qualcuno (e “ho bevuto troppi caffè” non sarebbe un valido movente). Basti pensare che, durante il Settecento, la Chiesa definitiva il caffè come “bevanda del diavolo” accusandolo di essere un diabolico “raddoppiatore dell’io” capace di rendere vigili, ma anche troppo loquaci e disinibiti.

Il caffè è oggi l’ingrediente principale della nostra ricetta: la Wasamisù. Un dolce semplice, che si prepara in poco, e dal gusto che non ha niente da invidiare ad un normale tiramisù. Non mi resta che augurarvi un buon inizio settimana pronti a berci insieme un buon caffè amaro.

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