FESTIVAL DEL VITTORIALE, Rassegna Tener-A-Mente edizione 2025
Musica

FESTIVAL DEL VITTORIALE, Rassegna Tener-A-Mente edizione 2025 – Intervista a Viola Costa

14esima edizione di Tener-A-Mente, consolidata rassegna nell’ambito del prestigioso Festival del Vittoriale di Gardone Riviera, che si terrà dal 27/06/2025 al 29/07/2025. Intervista a Viola Costa, organizzatrice e direttore artistico dell’evento.

FESTIVAL DEL VITTORIALE, Rassegna Tener-A-Mente edizione 2025 - Intervista a Viola Costa


FESTIVAL DEL VITTORIALE, Rassegna Tener-A-Mente edizione 2025

Anche quest’anno un cartellone prestigiosissimo, che vanta date uniche in Italia, come quella di Brandi Carlile e degli Hermanos Gutierrez, insieme ad altri nomi importanti del panorama musicale internazionale, come Morrissey, Anastacia, Marcus King, Bill Callahan, Mika, Kenny Waynne, Kamasi Washington e il nostro inossidabile Antonello Venditti.

Come sempre caratterizzata da una line up eterogenea che spazia dal jazz al pop, la rassegna offre ai fortunati spettatori un’esperienza sensoriale intensa, enfatizzata da una location molto suggestiva. Nell’abbraccio dell’anfiteatro davanti le acque del lago di Garda, ogni singola percezione viene amplificata, rendendo l’atmosfera intima e privilegiata. Ogni concerto diventa cosi un’esperienza davvero unica.

Il Festival Del Vittoriale gode ormai di una reputazione eccellente, consolidata negli anni attraverso il lavoro meticoloso di una organizzazione impeccabile ed a misura d’uomo.


Il successo del Festival

Negli anni grandissimi nomi come: Lou Reed, Ben Harper, Herbie Hancock, Burt Bacharach, Keith Jarret, Kasabian, Damien Rice, Damon Albarn, James Taylor, Joan Baez, Paolo Conte, The National, David Byrne, Paolo Nutini, Interpol, James Blake, Giorgio Albertazzi, Eleonora Abbagnato, David Larible, Patti Smith, Pat Metheny, Jeff Beck, Johnny Depp, Diana Krall, Michael Kiwanuka, Filippo Timi, Franco Battiato, Momix, Billy Corgan, James Morrison, James Blunt, New York City Ballet, Martha Graham Dance Company, Ludovico Einaudi, Stefano Bollani, Paul Weller, Steven Wilson, Franz Ferdinand, hanno calcato il palco del Vittoriale, lasciando emozioni indimenticabili a quanti hanno avuto la fortuna di assistere ai concerti. Ma hanno anche preso tanto, da questo luogo magico e dai numerosissimi fan che sono stati con la loro energia. Il perfetto bilanciamento di un’equazione straordinaria, nella dinamica di scambio di vibrazioni tra luogo, artista e pubblico.

Con ben oltre 28.000 spettatori, nel 2024 le presenze hanno confermato l’indice medio di riempimento del teatro del 100%. Il 90% dei biglietti è venduto online e viene acquistato da tutte le regioni d’Italia e da tutto il mondo. Nel solo 2024 sono stati venduti biglietti in 54 Paesi, tra cui Germania, Austria, Regno Unito, USA, Francia, Belgio, Russia, Svizzera, Estonia, Thailandia, Australia, Islanda, Kazakhstan, Finlandia.

Salutato da GQ Italia come uno dei 5 Festival più maturi del nostro Paese, insieme a rassegne storiche come Umbria Jazz e il Festival dei Due Mondi di Spoleto, e da Studio Aperto come una delle due rassegne più prestigiose del Bel Paese, insieme al Lucca Summer Festival, per ciascuna edizione Tener-a-mente raccoglie oltre 300ritagli stampa su testate nazionali di grande diffusione, televisive, radiofoniche, cartacee e online. Dal 2019 inoltre Radio Monte Carlo è  la radio ufficiale del Festival. 

In occasione di questa edizione del 2025, abbiamo incontrato Viola Costa, organizzatrice e direttore artistico dell’evento, che insieme alla sorella Rita rappresentano cuore e anima di questa meravigliosa realtà tutta Italiana.

FESTIVAL DEL VITTORIALE, Rassegna Tener-A-Mente edizione 2025

FESTIVAL DEL VITTORIALE, Rassegna Tener-A-Mente – Intervista a Viola Costa

Premettendo che è stata probabilmente una delle interviste più belle realizzate da AHM negli ultimi anni, è altresì vero che farne un sunto è stata un’impresa a dir poco epica. Quella che inizialmente doveva essere una breve chiacchierata per introdurre l’evento, è diventato uno stimolante scambio sul mondo della musica durato un’ora piena! (qui la versione short, ndr)

Comincio ringraziandoti per l’opportunità e la disponibilità che ci dai di ascoltare dalla tua voce, cioè dalla voce di uno degli organizzatori e direttore artistico del Festival del Vittoriale, Tener-A-Mente, com’è nato e come si evoluto nell’arco di 13 edizioni, e vorrei cominciare chiedendoti dell’importanza del luogo, ogni luogo ha la sua identità, e soprattutto una sua energia. L’anfiteatro del Vittoriale, ha un’identità particolare, dunque ha un’energia particolare. Questo diventa fondamentale nella dinamica di scambio tra gli artisti e il pubblico, ma anche e soprattutto di base, nella percezione personale dell’artista, che si sintonizza sulla frequenza del luogo. Ogni location è un contesto diverso, dunque una performance diversa, un concerto diverso, parlami dell’energia del vostro luogo. Dimmi cosa ti ha spinto ha optare per questo luogo in particolare, immagino che non sia stata una scelta puramente logistica

In realtà conosco quel luogo da sempre. Essendo nata a Brescia, per cui diventa metà di pellegrinaggio da quando sei bambina, ma oggi con oltre 300 mila visitatori è un luogo che tutti un po’ conoscono in Italia, quantomeno ne hanno delle reminiscenze dall’età scolare, perché le visite scolastiche ti portano lì. L’anfiteatro non può non colpire immediatamente, profondamente, chiunque visiti il Vittoriale. È un teatro meraviglioso con una vista sul lago di Garda pazzesca che spazia dalla penisola di Sirmione fino al Monte Baldo. In qualche modo ti proietta non soltanto in un contesto naturalistico, paesaggistico e architettonico di grande e potente suggestione, ma senti anche il peso di tutta la storia dello spettacolo dal vivo in Italia. Passato da lì da quando nel 1953 l’8 di agosto venne inaugurato da Carlo Maria Giulini, quindi solennemente per l’orchestra della Scala e da allora per anni fu un palcoscenico di riferimento in Italia, soprattutto per la danza e la prosa.

Ho memoria lontana degli anni in cui il teatro del Vittoriale era una delle eccellenze italiane. Poi ho memoria più viva, perché coincide con quando io ero poco più che adolescente, invece degli anni in cui in qualche modo è avvenuto il declino di questo palco. Per tante ragioni e fondamentalmente anche per il contesto culturale che si è profondamente trasformato. Per cui la prosa e la danza fanno molta fatica a trovare pubblico e anche, di conseguenza, forse a trovare produzioni di giro che si adattino a spostarsi per poche repliche magari in teatri diversi. È proprio cambiato tantissimo lo scenario culturale.

Noi siamo capitati lì nel 2011, tecnicamente per caso, nel senso che io nel 2010 dicevo stavo in Svizzera e lavoravo facendo booking di artisti di musica completamente improvvisata di area New Yorkese, Nord Europea. Una di quelle cose che in Italia vanno molto poco e che trovano pochissimi ascoltatori. Ovviamente avevo un mercato all’estero, molto meno in Italia, però feci una proposta a quello che nel 2010 era il gestore del teatro. Nasce cosi un dialogo per cui in realtà lei, che era una donna, mi coinvolse e organizzai nel 2010 una prima settimana jazz al vittoriale, che è stato un po’ l’embrione da cui l’anno successivo è nato il Festival.

Quando è terminato il rapporto con la Fondazione Vittoria degli Italiani, il suo presidente Giordano Bruno Guerri mi chiese se volevo presentare un progetto di gestione, avendomi poi vista all’opera dell’estate precedente. Così è stato, ed è nato il Festival del Vittoriale.

Grazie anche alla grande intuizione di un presidente che sicuramente ha una visione delle cose personale e avveniristica, in questo senso forse molto dannunziana. Lui ci ha detto: “Non importa che voi rendiate un omaggio polveroso alla storia di questo luogo o alla storia delle opere del suo padrone di casa. Rendiamo omaggio allo spirito di D‘Annunzio che appunto era un uomo estremamente moderno, coraggioso, amante del rischio, della sfida, di tutto ciò che era futurista in senso letterale e non tanto artistico.

Questa è l’illuminazione di cui parlavamo prima. E di persone illuminate come queste che ce ne dovrebbero essere davvero molte di più.
Sai che AtomHeartMagazine è nato in Sicilia? Noi copriamo ovviamente tutto il territorio nazionale, ma le nostre radici sono sull’isola, e cerchiamo quando possibile di valorizzare il territorio e quelli che sono gli artisti, gli eventi e le produzioni presenti in Sicilia. Dunque ci capita molto spesso di seguire spettacoli in location che hanno una potenza suggestiva enorme, ed un’energia davvero palpabile, come la valle dei templi di Agrigento, o la scalinata di Noto, o, molto più spesso il teatro greco di Taormina. Potrei raccontarti tantissimi aneddoti emozionanti legati a questo posto davvero magico credimi.
Credo che ci sia un filo che ci unisce molto in questo senso.

Assolutamente! Anche qui succede molto spesso, io ricordo gli Elbow che sono saliti sul palco e si sono fermati un attimo e si sono girati e hanno fatto uno scatto, proprio uno scatto fotografico alla luna che si specchiava nel lago e la scia arrivava fino a tutto il palco. Noi siamo collocati dentro un museo che è visitabile, ricordo Patti Smith la prima volta in cui è venuta, ha fatto la visita all’intero complesso museale del Vittoriale, al parco monumentale e ha scattato delle fotografie. Una delle quali è poi stata esposta nella stanza del mascheraio, quindi dentro la casa di Gabriele D’Annunzio, e successivamente è esposta in una sua mostra a New York.

David Byrne, che è venuto da noi nel 2013, fece anche lui una visita al parco monumentale. In particolare a uno spazio espositivo che è appena sotto il palcoscenico dell’anfiteatro. Dove vengono esposti tutti gli abiti di D’Annunzio, le calzature. David Byrne fu così impressionato dal contesto scenografico, oltre che però culturale, che poi fece un lunghissimo articolo sul suo blog che rimase online, pensa che l’ho trovato recentemente, ancora online, con tantissime fotografie di quello che aveva visto dal palco.

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Per cui ti accorgi proprio che sono stati pochissimi gli artisti che in queste 13 edizioni ho avuto la sensazione che non percepissero la differenza, mi è capitato ti devo dire, ma le conto sulle dita  di una mano, forse non le utilizzo nemmeno tutte.

Avendo una piccolissima esperienza nell’ambito delle organizzazioni home made, ovvero senza super produzioni alle spalle, ma soltanto con la scintilla di un’idea, il piu delle volte folle, e tanta ostinazione e determinazione ,che poi piano piano diventa realtà, posso immaginare quanto sia stato complesso organizzare da zero un evento del genere, e  immagino anche che il giorno dopo la fine della primissima edizione, ti sarai sentita abbastanza confusa e magari  avrai pensato, ok, è stato fantastico, ma, mai più e poi dopo 10 minuti ti sarai trovata a pensare agli artisti da portare l’anno successivo… è andata cosi?

Il primo anno, devo dirti che l’ho detto guardando i conti. È l’unico  aspetto che realmente mi fa dire questo, perché poi razionalmente ogni anno penso che la fatica  la sento, la sento anche sotto il punto di vista fisico. Però io ho  la fortuna di farlo con una passione credo sconfinata e quindi non c’è mai niente  che mi faccia dire adesso basta.

Io custodisco il bello delle esperienze, mi resta dopo il bello e ce n’è così tanto al Vittoriale, ce n’è così tanto durante il Festival. Non parlo solo di quello che succede sul palco, parlo anche del rapporto che si crea con il pubblico, con gli spettatori. Noi cerchiamo di avere cura ) in tutto quello che facciamo per il Festival, da ciò che è accoglienza, camerini, rapporto con gli artisti dietro le quinte, a quello che è il rapporto con il pubblico.

E quello dura chiaramente tutto l’anno. Non c’è nessuno spettatore del Festival che ci contatti  per avere un’informazione e non riceva almeno entro le 24 ore una risposta esaustiva, tendenzialmente anche prima di 24 ore. E questa è per esempio una delle cose che ci vengono molto riconosciute, perché ci viene detto quando mai ti capita di andare a un grande concerto e di avere costantemente tutto l’anno l’interlocutore diretto che ti risponde,  ti chiarisce i dubbi, ti spiega dove puoi parcheggiare, ti aiuta a organizzare eventualmente il tuo concerto.

Gli appuntamenti del Festival Del Vittoriale 2025

È una scintilla, un’attitudine che riconosco. Immagino che anche tua sorella sia come te, ( Rita co- organizzatrice del festival ) ed è proprio una cosa che può sembrare folle, ma alla fine è una lucida follia questa, una forma di ostinazione, di determinazione, è quella cosa  che ti porta avanti in situazioni come queste.

Per noi è proprio una passione, ed è importante per noi farlo bene. Una delle cose che mi sono sentita dare tantissime volte da parte delle agenzie che magari mi fanno delle proposte di artisti che hanno in programma di venire in Italia e mi chiamano e mi dicono “ho l’artista giusto per il Festival del Vittoriale”, mi fanno il nome e io dico assolutamente no. E loro dicono: “Ma è la prima volta che mi rimbalzano con quest’artista”. Mi dispiace, è una mia caratteristica. E anche lì una delle critiche che spesso le agenzie mi fanno, dicendomi “guarda che quest’artista riempirebbe”. È questa la loro logica, proporre l’artista che riempirebbe di sicuro. Io lo so, lo capisco che riempirebbe di sicuro, ma non mi interessa, non c’entra nulla con il nostro cartellone.

A questo proposito voglio citare delle tue parole: “Da spettatrice non andrei ad assistere ad una parte dei concerti in programma.

Assolutamente, ma lo confermo, ma sicuramente ci sono degli artisti che io non ascolterei, però a cui riconosco quel filo rosso che secondo me rappresenta l’identità appunto del nostro cartellone, ovvero quello che si diceva prima, in qualche modo di avere un’autentica urgenza espressiva. 

Io uso questa locuzione che è un po’ rischiosa, però credo che sia proprio quella che sintetizza il senso dell’arte. E io ho la presunzione di riconoscere quel tipo di ingenuità, di autenticità, di urgenza, per cui non importa se il prodotto di quell’urgenza non incontra il mio gusto, però io rispetto la tua urgenza espressiva e quella cosa mi interessa e quindi a quella cosa voglio dare spazio.

Ti faccio l’ultima domanda, che è la domanda onirica della situazione, ovvero chi avresti voluto al festival tra gli artisti che adesso non sono più su questo piano esistenziale diciamo così, e non ti chiedo chi vorresti portare seriamente, perché so che sei scaramantica e quindi non te lo chiedo, ti chiedo invece anche chi riporteresti tra gli artisti che ci sono già stati? 

Allora, ne riporterei tanti, però sicuramente riporterei David Byrne. Anzi, mi piacerebbe proprio che David Byrne tornasse. 

Tra quelli che è impossibile, in realtà riporterei molto volentieri anche Keith Jarrett, purtroppo è impossibile che torni a esibirsi questo, è comunque una grande perdita per gli amanti della musica in realtà. Tra quelli che sono proprio impossibili, anche lui è ancora in vita, ma ti direi Tom Waits.

Anche senza Keith Jarrett e Tom Waits, (cosa che personalmente mi dispiace non poco) quella di quest’anno sarà un’altra grandissimi edizione, con una line up ricchissima, che attirerà moltissimi spettatori dai gusti diversi, essendo l’offerta del cartellone assolutamente eterogenea come lo è stato per tutte le edizioni.

Dal jazz contemporaneo di Kamasi Washington, alla grinta di Anastacia, al glamour di Mika, passando per il sound onirico degli Hermanos Gutierrez, e poi Morrisey, il nostro Antonello Venditti, Brandi Carlile, Marcus King, Bill Callahan , Kenny Waynne, ogni concerto sarà un’emozione unica in un contesto speciale.


Conclusione

Salutiamo Viola Costa, ringraziandola per il suo tempo, la sua simpatia e la sua disponibilità, facendole il nostro super in bocca al lupo per questa edizione, a cui non vediamo l’ora anche noi di prendere parte in virtù di spettatori, e di documentare uno dei festival più interessanti  (uso un termine inusuale, ma credo assolutamente appropriato in questo caso) e più intelligenti del paese!

Tutte le informazioni, le trovate sul sito ufficiale.

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