
I Queens of the Stone Age non sono soltanto una delle rock band americane più importanti degli ultimi trent’anni. Sono il progetto con cui Josh Homme ha raccolto l’eredità della scena desert rock californiana trasformandola in qualcosa di più ampio, capace di attraversare stoner rock, hard rock, alternative, psichedelia e persino dance rock senza perdere una propria identità. Da Rated R e Songs for the Deaf fino a …Like Clockwork, Villains e In Times New Roman…, i Queens of the Stone Age hanno costruito una discografia nella quale riff monumentali, groove e sperimentazione convivono continuamente. Ma chi sono davvero i Queens of the Stone Age? Ripercorriamo la storia della band, dalle origini legate ai Kyuss fino al nuovo album Perfecth.
Chi sono i Queens of the Stone Age e come nasce la band
I Queens of the Stone Age, spesso abbreviati in QOTSA, sono una rock band americana fondata da Josh Homme nel 1996, dopo lo scioglimento dei Kyuss.
La storia del gruppo è però inevitabilmente legata alla California e in particolare alla scena musicale sviluppatasi intorno a Palm Desert e alla Coachella Valley. È qui che Homme cresce musicalmente e contribuisce alla nascita di un suono destinato a essere identificato con definizioni come desert rock e stoner rock.
A differenza di molte band tradizionali, i Queens of the Stone Age non nascono con una formazione destinata a rimanere immutata. Fin dall’inizio il progetto ruota soprattutto intorno a Homme, unico membro costante della storia del gruppo, mentre musicisti e collaboratori cambiano frequentemente.
Nel corso degli anni questa caratteristica permette ai Queens of the Stone Age di lavorare con alcuni dei nomi più importanti del rock contemporaneo, tra cui Dave Grohl, Mark Lanegan, Trent Reznor e Alex Turner.
Dai Kyuss ai Queens of the Stone Age
Per comprendere la nascita dei Queens of the Stone Age bisogna partire dai Kyuss.
Formatasi nel deserto californiano alla fine degli anni Ottanta, la band comprende Josh Homme alla chitarra e diventa uno dei gruppi fondamentali per lo sviluppo dello stoner rock.
I Kyuss costruiscono parte della propria reputazione attraverso i cosiddetti generator parties, concerti organizzati nel deserto utilizzando generatori elettrici per alimentare amplificatori e strumenti.
Album come Blues for the Red Sun e Welcome to Sky Valley diventano nel tempo punti di riferimento del genere, ma i Kyuss si sciolgono nel 1995.
Dopo la fine della band, Homme partecipa per un periodo ai tour degli Screaming Trees come chitarrista aggiuntivo. Successivamente torna a lavorare sulla propria musica e dà vita a un nuovo progetto inizialmente chiamato Gamma Ray.
L’esistenza dell’omonima band metal tedesca lo costringe però a cambiare nome.
Nascono così i Queens of the Stone Age.
Perché si chiamano Queens of the Stone Age?
Il nome Queens of the Stone Age è legato al produttore Chris Goss, storico collaboratore di Josh Homme e già produttore dei Kyuss.
Goss aveva utilizzato l’espressione “Queens of the Stone Age” come soprannome per descrivere la musica della band. Homme adotta successivamente il nome per il suo nuovo progetto dopo essere stato costretto ad abbandonare quello di Gamma Ray.
La scelta riflette anche una precisa idea musicale: realizzare musica pesante senza costruire un’immagine esclusivamente aggressiva o machista.
L’abbreviazione QOTSA è successivamente diventata uno dei modi più comuni con cui fan e stampa indicano la band.
Chi sono i membri dei Queens of the Stone Age
La formazione dei Queens of the Stone Age è cambiata numerose volte nel corso della carriera.
Il nucleo stabile degli ultimi anni è composto da:
- Josh Homme – voce e chitarra
- Troy Van Leeuwen – chitarra, tastiere e altri strumenti
- Michael Shuman – basso
- Dean Fertita – chitarra e tastiere
- Jon Theodore – batteria
Josh Homme è l’unico musicista presente durante tutta la storia della band.
Tra gli ex membri e collaboratori più importanti figurano Nick Oliveri, Mark Lanegan, Joey Castillo, Alfredo Hernández e Dave Grohl.
Proprio questa natura mutevole è diventata una delle caratteristiche dei Queens of the Stone Age: più che una formazione completamente fissa, soprattutto nei primi anni il gruppo ha funzionato come un universo musicale costruito intorno alla visione di Homme e aperto alla collaborazione con musicisti differenti.
Queens of the Stone Age: il primo album
Nel 1998 esce Queens of the Stone Age, album di debutto della band.
Josh Homme ne è il principale artefice: oltre a cantare e suonare la chitarra, registra gran parte degli altri strumenti insieme al batterista Alfredo Hernández.
Il disco contiene già molte delle caratteristiche che diventeranno tipiche del gruppo. I riff sono pesanti e ripetitivi, ma vengono costruiti con una precisione quasi meccanica che differenzia immediatamente i Queens of the Stone Age dal carattere più libero e dilatato dei Kyuss.
È l’inizio di quello che Homme definirà nel tempo anche come una sorta di “robot rock”: musica basata sulla ripetizione, sul groove e sulla capacità di trasformare riff apparentemente semplici in strutture ipnotiche.
Rated R e la crescita internazionale
Il salto successivo arriva nel 2000 con Rated R.
Alla formazione si aggiunge Nick Oliveri, già bassista dei Kyuss, mentre il disco vede la partecipazione di diversi altri musicisti.
Brani come The Lost Art of Keeping a Secret permettono ai Queens of the Stone Age di raggiungere un pubblico molto più ampio.
Rated R mostra inoltre quanto la band sia difficile da confinare all’interno dello stoner rock. Psichedelia, hard rock, pop e sperimentazione iniziano a convivere all’interno dello stesso album.
Ma il vero salto di dimensione deve ancora arrivare.
Songs for the Deaf: No One Knows e il successo mondiale
Nel 2002 viene pubblicato Songs for the Deaf, il disco che trasforma definitivamente i Queens of the Stone Age in una delle rock band più importanti della propria generazione.
Alla batteria arriva Dave Grohl, già batterista dei Nirvana e frontman dei Foo Fighters, mentre Mark Lanegan contribuisce con la propria voce a diversi brani.
L’album è costruito intorno all’idea di un viaggio in automobile attraverso il deserto della California, accompagnato da immaginarie stazioni radio che compaiono tra una canzone e l’altra.
È proprio da Songs for the Deaf che arrivano due delle canzoni più famose dei Queens of the Stone Age: No One Knows e Go with the Flow.
No One Knows diventa il primo singolo della band a raggiungere il primo posto della classifica Alternative Songs di Billboard e ottiene una candidatura ai Grammy.
Anche Go with the Flow riceverà una candidatura ai Grammy l’anno successivo.
Con Songs for the Deaf, il suono nato nel deserto entra definitivamente nel mainstream internazionale.
Lullabies to Paralyze ed Era Vulgaris
Dopo Songs for the Deaf, la formazione cambia nuovamente.
Nick Oliveri lascia la band e nel 2005 arriva Lullabies to Paralyze. Il titolo deriva da un verso di Mosquito Song, brano conclusivo di Songs for the Deaf.
Il disco contiene uno dei singoli più conosciuti della band, Little Sister, e vede ancora la partecipazione di Mark Lanegan.
Nel 2007 segue Era Vulgaris, album più sporco, nervoso e sperimentale, che comprende brani come Sick, Sick, Sick, 3’s & 7’s e Make It wit Chu.
Quest’ultima canzone aveva avuto origine all’interno delle Desert Sessions, il progetto collaborativo creato da Homme negli anni Novanta.
Dopo anni di album e tour quasi continui, per i Queens of the Stone Age inizia quindi un periodo più lungo di pausa discografica.
…Like Clockwork e il ritorno
Bisogna aspettare il 2013 per ascoltare un nuovo album.
…Like Clockwork segna uno dei momenti più importanti della carriera dei Queens of the Stone Age.
Il disco nasce dopo un periodo personale particolarmente difficile per Josh Homme e presenta un lato più oscuro, introspettivo e vulnerabile della sua scrittura.
Alla realizzazione partecipano numerosi ospiti, tra cui Dave Grohl, Trent Reznor, Elton John, Alex Turner, Mark Lanegan e Nick Oliveri.
Brani come My God Is the Sun, I Sat by the Ocean e The Vampyre of Time and Memory mostrano una band capace di evolversi senza perdere la propria identità.
Il risultato commerciale è storico: …Like Clockwork diventa il primo album dei Queens of the Stone Age a raggiungere il numero uno della Billboard 200 negli Stati Uniti.
Il disco ottiene inoltre una candidatura ai Grammy come Best Rock Album, mentre My God Is the Sun viene candidato come Best Rock Performance.
Villains e la collaborazione con Mark Ronson
Nel 2017 arriva Villains, settimo album in studio.
La scelta più sorprendente riguarda il produttore: Mark Ronson, conosciuto soprattutto per il suo lavoro nel pop e con artisti come Amy Winehouse.
L’obiettivo non è trasformare i Queens of the Stone Age in una pop band, ma enfatizzare maggiormente il groove e il movimento presenti da sempre nella loro musica.
Il risultato emerge in particolare in brani come The Way You Used to Do e Feet Don’t Fail Me.
Anche Villains ottiene una candidatura ai Grammy come Best Rock Album.
In Times New Roman…
Nel 2023, dopo sei anni di attesa, esce In Times New Roman….
È l’ottavo album in studio dei Queens of the Stone Age e vede la band tornare verso un suono più ruvido e diretto.
Tra i singoli figurano Emotion Sickness, Carnavoyeur e Paper Machete.
Il disco arriva dopo anni estremamente complessi nella vita personale di Josh Homme e presenta testi attraversati da perdita, rabbia, sopravvivenza e trasformazione.
In Times New Roman… ottiene una nuova candidatura ai Grammy come Best Rock Album, mentre Emotion Sickness viene candidata come Best Rock Song.
Alive in the Catacombs e la trasformazione della band
Nel 2025 i Queens of the Stone Age realizzano uno dei progetti più particolari della loro carriera: Alive in the Catacombs.
La band registra una performance nelle Catacombe di Parigi, reinterpretando il proprio repertorio attraverso arrangiamenti profondamente diversi rispetto alle versioni originali.
L’ambiente sotterraneo e le caratteristiche acustiche del luogo spingono il gruppo verso un approccio più minimale, atmosferico e orchestrale.
L’esperienza non rimane confinata a una singola performance. I Queens of the Stone Age portano successivamente quell’approccio anche dal vivo attraverso una serie di concerti teatrali, mostrando un’altra possibile dimensione della propria musica.
Quella sperimentazione sembra aver lasciato un segno anche sul materiale successivo.
Perfecth: il nuovo album dei Queens of the Stone Age
Nel 2026 i Queens of the Stone Age aprono ufficialmente un nuovo capitolo della propria storia.
A luglio pubblicano Easy Street, prima nuova canzone originale della band dopo In Times New Roman…. Il brano sorprende per un’impostazione più morbida e prevalentemente acustica rispetto ad alcuni dei lavori più riconoscibili del gruppo e vede la partecipazione di Nikki Lane ai cori.
Durante il progetto legato ad Alive in the Catacombs era inoltre emerso un altro brano inedito, Insignificant Other, alimentando le ipotesi sull’arrivo di nuovo materiale.
Ad agosto arriva infine la conferma: il nono album in studio dei Queens of the Stone Age si intitola Perfecth.
L’annuncio segna il seguito ufficiale di In Times New Roman… e arriva in una fase particolarmente interessante della carriera della band. Dopo quasi trent’anni di attività, Homme e compagni sembrano infatti intenzionati a utilizzare anche quanto sperimentato con Alive in the Catacombs per esplorare territori differenti rispetto al rock elettrico che li ha resi celebri.
Perfecth diventa così uno dei dischi rock più attesi della nuova fase della band e una nuova occasione per capire quale direzione prenderà un gruppo che, fin dagli esordi, ha sempre cercato di evitare di ripetere semplicemente la propria formula.
Josh Homme, Desert Sessions e gli altri progetti
La storia dei Queens of the Stone Age è inevitabilmente intrecciata con quella di Josh Homme.
Nato il 17 maggio 1973, Homme ha costruito nel corso degli anni una rete di progetti e collaborazioni che va ben oltre la sua band principale.
Prima dei Queens of the Stone Age ci sono stati i Kyuss, mentre nel 1997 prende forma The Desert Sessions, progetto nel quale musicisti differenti si incontrano per registrare insieme nel deserto californiano.
Homme è inoltre uno dei componenti dei Them Crooked Vultures, supergruppo formato insieme a Dave Grohl e John Paul Jones dei Led Zeppelin.
È legato anche agli Eagles of Death Metal, progetto nato insieme a Jesse Hughes, e ha collaborato come musicista, autore o produttore con numerosi altri artisti.
Questa continua contaminazione tra progetti differenti ha avuto un ruolo importante anche nell’evoluzione dei Queens of the Stone Age.
Grammy e riconoscimenti
I Queens of the Stone Age hanno ottenuto otto candidature ai Grammy Awards, senza però aver mai vinto come band.
Tra le nomination figurano:
- No One Knows – Best Hard Rock Performance
- Go with the Flow – Best Hard Rock Performance
- Little Sister – Best Hard Rock Performance
- Sick, Sick, Sick – Best Hard Rock Performance
- …Like Clockwork – Best Rock Album
- My God Is the Sun – Best Rock Performance
- Villains – Best Rock Album
- In Times New Roman… – Best Rock Album
Josh Homme ha invece vinto un Grammy come membro dei Them Crooked Vultures grazie a New Fang.
Stile musicale e desert rock
I Queens of the Stone Age vengono spesso associati allo stoner rock e al desert rock, ma la loro discografia è molto più difficile da racchiudere in un’unica definizione.
Le radici sono certamente quelle della scena di Palm Desert e dei Kyuss: riff pesanti, accordature basse, psichedelia e ripetizione.
Homme porta però questi elementi in una direzione differente.
Il suono dei Queens of the Stone Age è spesso costruito su riff ripetitivi e quasi meccanici, groove molto marcati e melodie che contrastano con la pesantezza delle chitarre.
Nel corso degli anni la band ha incorporato hard rock, alternative rock, garage, blues, psichedelia, elettronica e influenze dance.
È proprio questa capacità di evolversi mantenendo immediatamente riconoscibile il proprio DNA ad aver permesso ai Queens of the Stone Age di attraversare quasi tre decenni senza diventare semplicemente una band nostalgica della scena stoner degli anni Novanta.
Le ultime notizie sui Queens of the Stone Age
Il 2026 rappresenta quindi l’inizio di una nuova fase per i Queens of the Stone Age.
Dopo In Times New Roman… e l’esperimento di Alive in the Catacombs, la band è tornata con il singolo Easy Street e ha annunciato il nono album Perfecth.
Il gruppo continua contemporaneamente la propria attività dal vivo, mentre il nuovo materiale suggerisce la volontà di esplorare una dimensione musicale almeno in parte differente rispetto agli album precedenti.
A trent’anni dalla nascita del progetto, Josh Homme rimane così al centro di una delle formazioni più riconoscibili e influenti del rock americano contemporaneo.
Il cantante, chitarrista e principale autore dei Queens of the Stone Age è Josh Homme, fondatore e unico membro costante della band.
Il progetto nasce nel 1996 dopo lo scioglimento dei Kyuss. Inizialmente Josh Homme utilizza il nome Gamma Ray, successivamente sostituito da Queens of the Stone Age.
La formazione consolidata comprende Josh Homme, Troy Van Leeuwen, Michael Shuman, Dean Fertita e Jon Theodore.
Sì. Dave Grohl ha suonato la batteria in Songs for the Deaf e ha collaborato nuovamente con la band durante la realizzazione di …Like Clockwork.
Songs for the Deaf del 2002 è generalmente considerato il disco che ha portato la band al successo internazionale e contiene brani come No One Knows e Go with the Flow.
La discografia comprende Queens of the Stone Age (1998), Rated R (2000), Songs for the Deaf (2002), Lullabies to Paralyze (2005), Era Vulgaris (2007), …Like Clockwork (2013), Villains (2017), In Times New Roman… (2023) e Perfecth.
No. Come band hanno ricevuto otto candidature ai Grammy Awards senza ottenere una vittoria.
Il nono album dei Queens of the Stone Age si intitola Perfecth ed è stato annunciato nell’agosto 2026 dopo l’uscita del nuovo singolo Easy Street.
QOTSA è semplicemente l’abbreviazione di Queens of the Stone Age ed è comunemente utilizzata per indicare la band.
Visita il loro sito ufficiale: clicca qui
Leggi tutte le news sulla Musica



