Gianluca Rocchi designatore arbitri Serie A indagato per frode sportiva nel 2025
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Rocchi indagato per frode sportiva: arbitri scelti per l’Inter e pressioni sul VAR

Il calcio italiano torna a tremare. Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, ha ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Milano con l’ipotesi di reato di concorso in frode sportiva. La stessa accusa che vent’anni fa diede vita a Calciopoli. Il 30 aprile dovrà comparire davanti al pubblico ministero Maurizio Ascione. Nelle more, ha già annunciato la sua autosospensione.

La notizia è di quelle che spaccano la stagione a metà. Siamo a pochi giorni dalla fine del campionato, con lo scudetto ancora aritmeticamente non assegnato, e il sistema arbitrale italiano finisce al centro di un’inchiesta penale che tocca designazioni, protocolli VAR e presunti favori all’Inter.

Gianluca Rocchi designatore arbitri Serie A indagato per frode sportiva nel 2025


Rocchi indagato per frode sportiva – Le tre accuse: cosa contesta la Procura di Milano

Nell’avviso di garanzia, visionato dall’agenzia AGI, ci sono tre distinti capi d’imputazione.

1. La semifinale di Coppa Italia e la “schermatura” di Doveri

Il primo episodio contestato risale al 2 aprile 2025, durante la gara di andata della semifinale di Coppa Italia tra Inter e Milan a San Siro. Per il pm, Rocchi avrebbe in quell’occasione “combinato” la designazione di Daniele Doveri per la partita di ritorno del 23 aprile 2025, con un obiettivo preciso: bruciare l’arbitro romano sulle gare che contavano di più — la finale di Coppa Italia e il finale di stagione in campionato — evitando che dirigesse l’Inter nelle partite decisive. Un meccanismo di “schermatura”, lo definisce l’accusa.

La tesi accusatoria trova però un elemento che la complica: il 5 aprile, tre giorni dopo quella gara di San Siro, fu proprio Doveri ad arbitrare Parma-Inter in campionato.

2. Bologna-Inter e l’arbitro “gradito”

Il secondo capo d’imputazione riguarda la partita di Serie A Bologna-Inter del 20 aprile 2025, vinta dai padroni di casa con un gol di Orsolini al recupero. Rocchi avrebbe designato Andrea Colombo perché ritenuto dai pm “arbitro gradito all’Inter”, impegnata in quella fase nella corsa scudetto contro il Napoli.

3. Il vetro della sala VAR di Lissone

Il terzo episodio è quello più tecnico e, per certi versi, il più inquietante. Siamo all’1 marzo 2025, durante Udinese-Parma. Nella sala VAR dell’International Broadcasting Centre di Lissone, l’addetto Daniele Paterna stava valutando un possibile fallo di mano senza sembrare orientato ad assegnare il rigore.

Sul filmato (QUI IL VIDEO) acquisito dagli inquirenti, Paterna si gira a guardare verso la vetrata che divide la sala di supervisione dalle singole postazioni VAR. Il suo labiale sembra formulare una domanda: “È rigore?“. Poco dopo, la chiamata all’On Field Review arriva, e Maresca assegna il penalty che decide la partita per i friulani.

L’accusa sostiene che in quella sala, nella posizione di supervisore non prevista dal protocollo, ci fosse Rocchi, e che il suo “bussare” ripetutamente sul vetro abbia condizionato la decisione di Paterna. Quest’ultimo, convocato come testimone dal pm, è stato poi indagato per falsa testimonianza dopo che la sua deposizione ha spinto il magistrato a interrompere l’audizione.


Chi ha denunciato tutto: l’esposto di Domenico Rocca

Tutto nasce da un esposto presentato nell’estate 2025 da Domenico Rocca, ex guardalinee, che aveva già sollevato il tema un anno prima davanti alla giustizia sportiva — senza esito, con archiviazione. La Procura federale aveva chiuso il fascicolo. Ora però la magistratura ordinaria si è mossa, e il pm Ascione ha aperto un’inchiesta che ha portato agli avvisi di garanzia.

Rocca commenta la vicenda sui social con una sola frase: “Chi di spada ferisce, di spada perisce.”

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Gervasoni nel mirino: il caso Salernitana-Modena

Non c’è solo Rocchi. Nell’inchiesta è indagato anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni, accusato di aver sollecitato l’addetto Var Luigi Nasca affinché richiedesse all’arbitro Antonio Giua una revisione durante Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, con la concessione di un rigore alla squadra emiliana.


Le reazioni: Rocchi si autosospende, il governo accende un faro

Rocchi ha dichiarato all’ANSA di autosospendersi “con decorrenza immediata” per consentire “un corretto decorso della fase giudiziale”, aggiungendo di essere certo di uscirne “indenne e più forte di prima”. Il suo legale, l’avvocato Antonio D’Avirro, lo descrive come “una persona seria e corretta” e precisa che contesta quanto addebitatogli.

Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha tuonato su X che, se le responsabilità fossero accertate, “non potranno non esserci conseguenze”, sottolineando come il punto più grave sia il modo in cui la denuncia originale era stata gestita internamente al sistema calcistico. La Procura federale ha chiesto gli atti a Milano. Il Comitato Nazionale dell’AIA si è riunito d’urgenza.

Il calcio italiano si trova di nuovo a fare i conti con fantasmi che credeva di aver archiviato.


Cos’è la frode sportiva

La frode sportiva è il reato previsto dalla Legge 401/1989 che punisce chiunque compia atti fraudolenti volti ad alterare il risultato di una competizione sportiva. È la stessa contestazione alla base di Calciopoli nel 2006, l’inchiesta che portò alla retrocessione della Juventus.


FAQ — Rocchi indagato per frode sportiva

Perché Rocchi è stato indagato?

Rocchi è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva. Le accuse riguardano presunte designazioni di arbitri graditi all’Inter in due partite della stagione 2024-25 e presunti condizionamenti delle decisioni VAR durante Udinese-Parma del 1° marzo 2025.

Rocchi è stato arrestato?

No. Rocchi ha ricevuto un avviso di garanzia, che è un atto dovuto che gli garantisce il diritto di difendersi. Dovrà comparire davanti al pm il 30 aprile. Ha annunciato la sua autosospensione volontaria dal ruolo di designatore.

Cos’è la sala VAR di Lissone e perché è al centro dell’inchiesta?

L’International Broadcasting Centre di Lissone ospita le sale VAR da cui gli addetti monitorano le partite in tempo reale. Il protocollo prevede la totale autonomia degli operatori. L’accusa sostiene che Rocchi abbia violato questo protocollo stazionando dietro la vetrata e influenzando le decisioni degli addetti VAR.

Ci sono precedenti simili nel calcio italiano?

Sì. La contestazione di frode sportiva richiama direttamente Calciopoli (2006), l’inchiesta che travolse la Juventus e coinvolse designatori e dirigenti di club. Anche in quel caso il reato ipotizzato riguardava interferenze nella designazione degli arbitri.

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