Con “Rio y Lloro”, Blind Reverendo trasforma un percorso personale di consapevolezza e accettazione in una canzone autentica e intensa. Il brano parla di emozioni, compassione e della necessità, a volte, di rompere i vecchi schemi. In questa intervista, l’artista racconta l’origine del singolo, il significato della sua musica e anticipa un prossimo progetto capace di affrontare con ironia un tema ancora poco raccontato: il rapporto tra sessualità e disabilità.
Come nasce il singolo “Rio y Lloro” e cosa racconta?
Nasce da un’esperienza che sto facendo grazie alla psicologia gestalt, la quale mi sta aiutando molto a sanare, riconoscermi ed accettarmi per quello che sono senza maschere.
Qual è il messaggio che vuoi trasmettere a chi ascolterà questo brano?
Il messaggio è proprio quello del fatto che la vita è così, fatta di momenti belli, meno belli, ma vale comunque la pena, soprattutto di come è importante avere compassione di se stessi e degli altri e di come ad un certo punto a volte è opportuno rompere pattern che continuiamo a ripetere.
Cosa rappresentano per te le emozioni e la consapevolezza nella tua musica?
La musica è fatta di emozioni inevitabilmente, oltre che da tecnica. La consapevolezza cambia la prospettiva nel vedere e vivere il mondo che ci circonda ed ovviamente le persone intorno a noi.
C’è un momento della tua vita che ha ispirato questa canzone?
Questa canzone l’hoo scritta di getto subito dopo il mio primo ritiro di 4 giorni in un posto rurale insieme ad altre persone, appunto un ritiro di gestalt.
Dopo “Rio y Lloro”, quali sono i tuoi prossimi progetti?
Uscirà un brano provocativo, in cui si parlerà di sessualità e disabilità, sarà in chiave ironica e spero divertente, è ancora un argomento tabu, i disabili per molti sono angeli assessuati ahahaha.




