La musica negli ultimi decenni è cambiata tantissimo anche e soprattutto a causa dello sviluppo tecnologico che ne ha modificato i connotati. Se prima imperversava il cantautorato, con profili canori che fornivano ogni anno hit e tormentoni da cantare a squarciagola, oggi, specie in questo 2025 sembra essere quasi sparita la presenza di questa tipologia di composizioni musicali. Non ci sono dunque dei veri e propri tormentoni e andiamo a capirne insieme il perché con i possibili motivi.

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I nuovi ascoltatori musicali e le differenze compositive
Due sono i fattori chiave di questo cambiamento musicale che riguarda i tormentoni ma che potrebbe poi estendersi tranquillamente a tutto l’ambito canoro. In primis quello generazionale, con gli attuali ascoltatori che hanno abitudini sicuramente differenti da quelli passati; questi, infatti, ricercano una musicalità diversa, maggiormente europea e meno nazional popolare. E poi in secondo luogo vi è la mancanza di adeguamento da parte dei musicisti ed artisti di tale ambito nell’andare dietro questi cambiamenti sociali. Una rigidità eccessiva porta di fatto i cantanti e cantautori a sviluppare composizioni che non attirano l’orecchio del pubblico generale ma solo di piccole porzioni di esso. Una frammentazione che è controproducente, specie se si parla di hit estive e non solo. La tecnologia ha poi cambiato tutto, anche il modo in cui ascoltiamo la musica. Forse per questo nel 2025 non c’è un vero tormentone estivo: le playlist sono più personali e le hit seguono strade diverse rispetto al passato. Anche altri mondi dell’intrattenimento si stanno adattando a questa fluidità, come si vede su https://scommesse.netbet.it, dove l’incertezza e il cambiamento sono parte del gioco.
La differenza tra i vecchi ed i nuovi tormentoni
Vi è una differenza che più di altre è evidente tra i vecchi ed i nuovi tormentoni: ossia la loro durata nel tempo. Quelle di oggi sono hit e canzoni destinate ad un medio breve periodo di permanenza sia nelle classifiche, sia nel cuore ed orecchie degli appassionati di musica. I tormentoni di un tempo, invece, vengono ancora oggi riproposti e riascoltati a distanza di tanti anni, il che fa capire quanto essi siano stati composti e sviluppati forse in un modo maggiormente aderente alla società e al grande pubblico. Pochi accordi, poca tecnologia, ma testi impattanti e tanta passione e volontà di arrivare. Tutto ciò che prima era ben presente ed apprezzabile nelle hit ad esempio degli anni 60’, 70’, 80’, o 90’, oggi non è più percepibile. O quanto meno vi sono pochissime eccezioni che in qualche maniera ricalcano quei solchi strumentali e canori. Un’inversione di tendenza che poi motiva il ritorno al passato da parte degli artisti stessi, con remake o riproposizioni musicali di brani vecchi che si mescolano ai nuovi, per dare vita a qualcosa di godibile ed unico, con ascolti streaming che salgono. Ciò fa riflettere molto su quanto il panorama cantautoriale odierno nel 2025 del nostro Paese si sia impoverito, favorendo una produzione più di quantità che di qualità.



