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I Massive Attack lasciano Spotify: protesta contro Daniel Ek e adesione a No Music For Genocide

I Massive Attack, storica band britannica pioniera del trip hop, hanno annunciato la rimozione della loro musica da Spotify. La decisione è una forma di protesta contro gli investimenti del CEO Daniel Ek in aziende legate a droni e tecnologie belliche. Un gesto che assume grande valore simbolico, considerando che il gruppo è uno dei più ascoltati al mondo, con quasi 8 milioni di ascoltatori mensili sulla piattaforma.

Massive Attack Spotify protesta Daniel Ek
I Massive Attack in concerto al Mediolanum Forum di Assago (2019) – Di Dennis Radaelli – Opera propria, CC BY-SA 4.0


Perché i Massive Attack hanno lasciato Spotify

Secondo quanto dichiarato, i Massive Attack non intendono continuare a collaborare con una piattaforma guidata da un manager che investe in settori connessi alla produzione di armi e tecnologie militari. La loro posizione rientra in un contesto di crescente malcontento tra gli artisti nei confronti di Spotify, criticata sia per i compensi agli autori sia per le scelte etiche del suo CEO.


Non solo Massive Attack – altri artisti contro Spotify

La decisione segue quella di altri gruppi e cantautori che, nelle scorse settimane, avevano già ritirato la loro musica da Spotify. Tra questi:

  • King Gizzard & The Lizard Wizard
  • Xiu Xiu
  • Deerhoof
  • Auroro Borealo

Se fino a ora si era trattato di nomi meno noti al grande pubblico, la scelta dei Massive Attack amplifica l’impatto mediatico della protesta.

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Il legame con la campagna No Music For Genocide

La band di Bristol ha inoltre chiesto ufficialmente la rimozione dei propri brani dal catalogo israeliano di tutti i servizi di streaming, aderendo alla campagna internazionale No Music For Genocide.
Questo movimento promuove il boicottaggio culturale in segno di solidarietà con la popolazione palestinese e vede la partecipazione di altri gruppi noti come i Fontaines D.C. e i Kneecap.

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L’impatto della decisione

Conosciuti per album iconici come Mezzanine e Blue Lines, i Massive Attack sono la band di trip hop più influente della scena mondiale. Il loro ritiro da Spotify rischia di ispirare altri artisti ad adottare la stessa linea, aprendo un dibattito che intreccia musica, etica e politica internazionale.


FAQ sui Massive Attack e Spotify

Perché i Massive Attack hanno lasciato Spotify?

Per protestare contro gli investimenti del CEO Daniel Ek in aziende legate a droni e tecnologie belliche.

Quali altri artisti hanno lasciato Spotify per lo stesso motivo?

King Gizzard & The Lizard Wizard, Xiu Xiu, Deerhoof e l’italiano Auroro Borealo hanno già preso questa decisione.

Cosa significa la campagna No Music For Genocide?

È un’iniziativa di boicottaggio culturale che chiede agli artisti di non rendere disponibile la propria musica in Israele, in segno di solidarietà con la popolazione palestinese.


Conclusione

La decisione dei Massive Attack di abbandonare Spotify non è solo un gesto simbolico, ma un segnale che potrebbe incidere sul futuro dei rapporti tra piattaforme di streaming e musicisti. Il caso mette in luce come la musica non sia soltanto intrattenimento, ma anche un potente strumento di presa di posizione etica e politica.

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