Intervista – In un panorama musicale ricco di sfumature e continue evoluzioni, Nesli sceglie di concentrarsi sull’essenza con “Oceani e Tsunami”, il suo nuovo singolo, disponibile dal 17 gennaio scorso.

Ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con lui. Di seguito l’intervista che svela non solo il cuore di una ballata poetica come “Oceani e Tsunami“, ma anche quello di un artista, Nesli, che affronta ogni nuova fase della sua vita – artistica e personale – con consapevolezza e lucidità.
“Oceani e Tsunami” – Intervista a Nesli
Iniziamo parlando del nuovo brano, “Oceani e Tsunami”. Com’è nato e cosa rappresenta questo titolo?
Nasce a maggio in Sardegna in modo naturale e spontaneo, in questi due anni ho scritto molte canzoni e questa era perfetta per ripartire, il titolo rappresenta la grandezza della natura e dell’inconscio.
All’uscita di “Nesliving Vol. 4” hai dichiarato che sarebbe stato il tuo ultimo album. Tuttavia, nel 2024 hai pubblicato due brani e ora, a inizio 2025, arriva “Oceani e Tsunami”. Nel comunicato si parla di “rinascita”. Possiamo considerare questo singolo l’inizio di un nuovo capitolo della tua carriera? Sei ancora convinto che “Nesliving Vol. 4” fosse davvero il tuo ultimo progetto discografico?
È sicuramente un nuovo capitolo e una rinascita. In quell’intervista la mia affermazione era una provocazione in merito all’andamento della discografia che oggi predilige la pubblicazione di singoli brani e meno quella di un album ma non ho mai pensato di smettere, era solo un momento particolare della mia carriera.
Nel testo c’è un riferimento al “filo invisibile tra i pensieri”. Credi che la musica possa essere quel filo che collega persone e sentimenti lontani?
La musica è quel filo invisibile, una quinta dimensione fatta di amore e connessioni, la forza di gravità che tiene in vita le emozioni, capace di dare un senso al viaggio.
Che valore attribuisci oggi alla musica, considerando il panorama attuale? Mi spiego: con la possibilità di avere tutto a portata di click, molti artisti sembrano puntare sulla quantità, pubblicando singoli, album e collaborazioni in tempi brevissimi. Quando hai iniziato tu, il rapporto con la musica era diverso: si aspettava diversi mesi, se non addirittura anni, per un nuovo progetto di un artista. Secondo te, questa velocità e accessibilità riducono il valore della musica o, al contrario, rappresentano un’opportunità?
Indietro non si torna, mai, bisogna andare avanti e quindi fare riferimento al passato diventa inutile, non so dove può portare questa nuova tendenza di usufruire della musica. So solo che le belle canzoni restano e fanno sempre la differenza.
Il tuo pubblico è cresciuto con te, ma oggi la musica raggiunge anche nuove generazioni. Come cerchi di comunicare con i più giovani attraverso i tuoi brani?
Non mi pongo il problema, parlo a persone che hanno un certo tipo di sensibilità indipendentemente dalla loro età.
Torniamo un po’ indietro. In “Oltre” dicevi “alzate il volume della musica perché è la musica che ci libererà”. C’è un momento esatto in cui hai capito che la musica ti ha liberato?
Accade ogni volta che in studio nasce una canzone che mi spacca il cuore.
Guardando ancora un po’ indietro nel tempo, qual è secondo te il brano più sottovalutato nella tua carriera? Non mi riferisco agli ascolti su Spotify, ma più alla percezione di critica e pubblico verso di esso.
Di solito le canzoni che a me piacciono molto, sono quelle che fuori vengono percepite meno perché hanno in sé qualcosa di molto personale nel racconto.
Come descriveresti la tua evoluzione artistica dagli esordi fino a “Oceani e Tsuanami”?
In realtà c’è sempre stata dall’inizio la volontà di fare quel tipo di canzoni. Se penso a “parole da dedicarmi” aveva già tutti gli elementi dei brani che scrivo ora.
Hai scritto e interpretato musica per molti anni. C’è qualcosa che senti di aver ancora bisogno di esplorare o raccontare attraverso le tue canzoni?
È il modo in cui vengono fatte, prima scrivevo da solo a casa sulle basi, poi ho iniziato a fare le basi sulle quali scrivere, poi scrivere in sessione con altri. È il modo in cui nascono l’esplorazione e l’evoluzione, le persone che ho intorno, i luoghi.
Una canzone in cui hai sentito di essere riuscito a rappresentare esattamente chi sei.
Sono tante per fortuna, sicuramente i miei pezzi più famosi.
Una cosa che diresti assolutamente al Nesli del passato e una che speri di poter dire al Nesli del futuro.
Non mollare mai.
Siamo giunti al termine. Non mi resta che salutarti e ringraziarti per il tempo che mi hai concesso. Come ultima cosa, però, ti chiedo: c’è un messaggio o un pensiero che vorresti condividere con chi ascolta “Oceani e Tsunami” per la prima volta?
La musica e l’amore rappresentano la quinta dimensione, quel luogo dove potersi incontrare senza spazio né tempo.
Ascolta “Oceani e Tsunami” di Nesli su Spotify!
Scopri nuova musica con la nostra playlist su Spotify: “Nuove Scoperte – Atom Heart Magazine“.



