Mi sono incuriosito verso questa band che non conoscevo — lo ammetto — dopo che due amici, Marco e Claudia, me li hanno suggeriti, raccontandomi che due anni fa gli All Them Witches avevano “paccato” il Dune Jam in Sardegna e che, ora che venivano a Milano, erano assolutamente da non perdere.
Così, il 23 ottobre, li aspettavo fuori dall’Alcatraz di Milano, assorto ad ascoltare in cuffia la versione dilatata della hendrixiana Voodoo Chile, rifatta in salsa All Them Witches. Dopo gli ascolti delle ultime settimane, ero finalmente pronto a godermi questo concerto.
Un ringraziamento va a MC2 Live per aver reso possibile questa esperienza e aver portato sul palco dell’Alcatraz due realtà così potenti e ispirate.

Indice
Elder: 40 minuti di heavy psych che ipnotizzano
Ad aprire la serata c’erano gli Elder, band nata a metà anni Duemila nel Massachusetts grazie al frontman e chitarrista Nick DiSalvo (potrebbe persino essere un mio lontano parente, visto il cognome), insieme a Chas Mitchell al basso e Matt Couto alla batteria. La formazione presentata, però, è rinnovata rispetto a quella originale, con Jack Donovan (basso), Mike Risberg (chitarra e tastiere) e Georg Edert (batteria).
Il loro mix di stili — doom, stoner, psichedelico e progressive — è spesso definito heavy psych. Nel corso della loro carriera hanno pubblicato sei album e sette EP. Hanno suonato per circa 40 minuti, trascinando il pubblico in un viaggio potente e ipnotico. Gli applausi sinceri e calorosi hanno confermato quanto la loro performance sia stata apprezzata.
All Them Witches: un lungo viaggio sonoro
Dopo qualche minuto di pausa, giusto il tempo di una birra e due chiacchiere, era tutto pronto per gli attesissimi All Them Witches, anche loro americani, di Nashville. La formazione attuale include i fondatori Charles Michael Parks Jr. (voce e basso) e Ben McLeod (chitarra), con Christian Powers alla batteria (dal 2024) al posto dello storico — e anch’egli fondatore — Robby Staebler, e il ritorno di Allan Van Cleave (Rhodes piano, tastiere, violino), che riprende il posto occupato per qualche anno da Jonathan Draper alle tastiere.

È stato un lungo viaggio sonoro, tra psichedelia, assoli di violino, chitarre slide, riff circolari di chitarra e basso, e percussioni potenti. Tutto però dosato con una certa delicatezza: sono capaci di trasportarti in un mondo onirico dove ti ritrovi a oscillare a ritmo di musica, a metà tra l’osservare i musicisti sul palco e il dimenticarti completamente di dove sei, immerso quasi in uno stato di trance. Probabilmente era l’effetto voluto dalla band, accentuato dalla presenza quasi costante di nebbia artificiale che rendeva tutto più etereo.
I brani, spesso lunghi e dilatati, ti portano lontano — nello spazio e nel tempo. Per qualche minuto mi sono convinto di stare assistendo a un concerto di fine anni ’60, primi ’70.
Un’altra nota positiva: il volume non era eccessivo. Rispetto alla prima band, ho potuto togliere i tappi per le orecchie — ormai, ahimè, accessorio indispensabile ai concerti — senza provare alcun fastidio, godendomi finalmente la musica in tutta la sua pienezza.
Il live come vera identità della band
L’esperienza live degli All Them Witches va ben oltre l’ascolto in cuffia: il loro suono prende forma e profondità sul palco. Non tutte le band riescono a trasmettere la stessa intensità fuori dallo studio, ma per loro è l’esatto contrario — il live è la loro vera dimensione espressiva.
Alla fine del concerto, facendomi strada tra la folla, mi sono ritrovato nel pogo sotto al palco e mi sono lasciato trascinare: un momento intenso e liberatorio, in cui il pubblico si fondeva, diventando un tutt’uno con la musica. In quel momento non c’erano più distinzioni: tutti eravamo parte dello stesso suono.
E mentre uscivo dall’Alcatraz insieme a Marco e Claudia, ancora immerso in quell’eco ipnotica, ho pensato che avevano proprio ragione: gli All Them Witches erano assolutamente da vedere.
Scaletta – All Them Witches (Alcatraz, 23/10/2025)
- Enemy Of My Enemy
- When God Comes Back
- Culling Line
- Workhorse
- Aethernet
- Diamond
- 1×1
- Hold Up Say What?
- The Marriage Of Coyote Woman
- Angel On The Wayside
- Charles William
- Blood And Sand / Milk And Endless Water
- See You Next Fall
- Bulls
Encore
15. Alabaster
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