Roberta Gulisano - A Ccu Apparteni
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Roberta Gulisano – A Ccu Apparteni (Recensione)

Recensione di ‘A Ccu Apparteni‘, il nuovo album di Roberta Gulisano disponibile in tutte le piattaforme digitali.

Nuova uscita per la talentuosa cantautrice siciliana, che tesse su di un telaio malinconico, una battaglia emotiva viscerale e profonda. Tra i fili della trama e quelli dell’ordito, amore e odio, appartenenza e ribellione, danzano creando la stoffa madre di un’isola che benedice e condanna al medesimo tempo.

A Ccu Apparteni - Roberta Gulisano

Recensione “A Ccu Apparteni” di Roberta Gulisano

La Sicilia di Roberta Gulisano è un’inquietudine dell’anima. È una forza emotiva costantemente controvento, di cui porta radici e cicatrici sulla pelle bruciata da un sole padrone. Nella sua lirica, una poesia forte, un sentimento Sciasciano che sa di terra arsa. Ogni nota, ogni sfumatura è uno spillo sulla pelle, e una nenia dolce, ancora un pianto di liberazione, il sorriso di un bambino, la forza che evoca un ricordo. Tutto in questo viaggio musicale è autentico. Ogni respiro melodico, ogni armonia è un passo su di un sentiero costruito dall’esperienza di una vita di lotte.

Come per i grandi pensatori e poeti che di questa isola sono stati progenie, schiavi e figli bastardi, nemmeno la Gulisano riesce ad emancipare l’anima da questa febbre geografica, che toglie pace al cuore ma che, come nel sacrificio di una madre, continua a cullare la propria discendenza nel sussurro di una poesia d’amore e speranza.
Cosi come Pirandello, parlando di Verga, dirà: “I Siciliani, quasi tutti, hanno un’istintiva paura della vita, per cui si chiudono in sé, appartati, contenti del poco, purché dia loro sicurezza. Avvertono con diffidenza il contrasto tra il loro animo chiuso e la natura intorno aperta, chiara di sole, e più si chiudono in sé, perché di questo aperto, che da ogni parte è il mare che li isola, cioè che li taglia fuori e li fa soli, diffidano, e ognuno è e si fa isola da sé, e da sé si gode“.

Nel concetto apparentemente paradossale di sensi e sentimenti perennemente in lotta tra loro, si sviluppano e si autoalimentano storie di una struggente poesia. Linee di vita contorte come rami di vite intorno ad un lembo di terra persa, che cantano cuori traboccanti, rughe profonde e radici che profumano di zagara.

“A ccu apparteni”

A ccu apparteni” è un lavoro discografico basato su canzoni originali e riarrangiamenti di brani tradizionali che parlano la lingua dei senza terra. Sentimenti che hanno a che fare con l’identità lacerata di coloro che lasciano la propria casa per crearsi una vita nuova in altri posti.

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Friscaletti, marranzani, zampogna, mandolino, chitarre, tamburelli ed elettronica, creano un utero sonoro in cui le parole prendono la forma di un racconto ancestrale che muta, diventando attuale . La lingua madre, il dialetto, diventa lo strumento per parlare non della nostalgia di un mondo che non c’è più (il folk revival), ma il bulino con cui scolpire condizioni immutate nel tempo e nello spazio: povertà, disprezzo e solitudine, resilienza e speranza, voglia di futuro; ieri come oggi, ad ogni latitudine..

“A ccu apparteni?” è nel dialetto siciliano il vecchio modo di chiedere l’identità al forestiero. Gli anziani chiedono ancora un’appartenenza a qualcuno – non ad un posto, ma una famiglia, una “tribù” – non chiedono un nome, come a sottolineare che nessuno può definire sé stesso senza riconoscere la materia di cui è fatto. Una materia che è morale più che genetica. Questo lavoro rappresenta il mio personale percorso di riconoscenza a ciò a cui appartengo. Rappresenta me e tutti coloro che non vivono più nella terra in cui sono nati, con la loro solitudine e il loro orgoglio, gli “sradicati” di ogni tempo e latitudine.” Il lavoro è stato registrato nell’ottobre 2022.

A Ccu Apparteni - Roberta Gulisano

Roberta Gulisano – A Ccu Apparteni (Tracklist)

  1. A’ surfarara
  2. TravagghiaTuri
  3. Muscia’
  4. Amuri ca ppi ttia
  5. A ccu apparteni
  6. U cuntu
  7. A’ liunfurtisa

A Ccu Apparteni crediti:
Testi e Musica (ove non tradizionali o cover): Roberta Gulisano
Roberta Gulisano: voce, tamburi a cornice, tastiere, castagnette
Cesare Basile: chitarre, elettronica, baklamas, triangolo, ngoni, percussioni
Giorgio Maltese: flauti di canna, tamburi a cornice

Dove ascoltare l’album

Ascoltalo subito A Ccu Apparteni a QUESTO LINK.

Chi è Roberta Gulisano

Irrequieta donna del Sud, il mondo di Roberta Gulisano ha profonde radici nel cuore della sua Sicilia.
Adolescente, muove i suoi primi passi nella musica folk come cantante e danzatrice, unendosi a un gruppo di amici appassionati di tradizioni popolari, che diventerà più avanti la sua prima band, Compagnia Triskele.
Mentre si esibisce nelle piazze, ama ascoltare la produzione dei cantautori italiani degli anni ‘70/’80. La necessità di esplorare nuovi generi, la porta a frequentare una triennale Jazz al Conservatorio di Palermo. In questo breve ma intenso periodo, la sua attenzione si focalizza sull’uso dell’armonia e sulla composizione e inizia a scrivere i suoi primi brani.
Nel 2010 e nel 2012 concorre al Premio Bianca D’Aponte, dove si aggiudica il premio come miglior testo in entrambe le edizioni. Alla fine del 2010, vince insieme alla Compagnia Triskele il Premio Andrea Parodi con il brano “Fimmini”.
Il suo primo singolo Troppo profondo per le 23, pubblicato nel 2011, inaugura un periodo di intensa attività, che porta alla produzione del suo primo album Destini Coatti, selezionato nella sezione Opera Prima al Premio Tenco 2012.
La sua seconda produzione, Piena di(s)grazia, viene pubblicata nel 2016.Passione, rabbia e fede sono cantate in un teatro di riff ipnotici e arrangiamenti sontuosi, spostando la Gulisano verso un nuovo cammino musicale. L’album, prodotto da Cesare Basile, finisce nella rosa dei finalisti delle targhe Tenco 2016. Con Basile collaborerà più tardi nel suo “U fujutu su nesci cchi ffa?” (Urtovox).
Emigrata in Inghilterra alla fine del 2016, ha ricamato silenzio sino adesso, raccongliendo materiale per nuove composizioni.
Nel Dicembre 2024 il nuovo album “A ccu apparteni” fa riemergere le radici, ancora una volta con la produzione artistica di Cesare Basile.

A Ccu Apparteni - Roberta Gulisano

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