Red Hot Chili Peppers in concerto a Firenze, la recensione
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    Red Hot Chili Peppers in concerto a Firenze, la recensione

    Red Hot Chili Peppers Firenze

    Finita l’attesa. Finalmente i Red Hot Chili Peppers in Italia! Un’unica e imperdibile data, una sola occasione per incendiare il palco del Firenze Rocks davanti a 63 mila spettatori sognanti.

    Una lunga e calda giornata quella di sabato 18 giugno, ad accompagnarli persino il loro sole californiano.

    Nell’aria adrenalina pura, tutti carichi e trepidanti nel vedere la band che ha scandito i momenti più significativi delle nostre esistenze. 

    A preparare l’atmosfera, scaldando il palco, i Savana Funk seguiti da Remi Wolf che, in un attimo, grazie alla sua voce, ci riporta sulle corde di Janis Joplin e Amy Winehouse.

    La Visarno Arena manda in scena anche Tedua e Nas con l’ultimo atto: “La (t)rap non è la morte del rock”.

    Rulli di tamburi invisibili… ed eccoli, perfettamente in orario, i Red Hot Chili Peppers entrano rivendicando il palco tanto atteso. Come sempre Flea e Anthony creano l’assist per la serata perfetta, autoironia, improvvisazione e presenza scenica. Il mix killer che da sempre attira il pubblico. 

    Che dire di Kiedis?! Tutti pendevamo dalle sue stonature fin troppo note… ma ci ha regalato solo perfezione allo stato puro senza risparmiarsi. L’occasione per dimostrare tutta la sua maturità vocale. 

    A mandare letteralmente il pubblico in delirio sono Flea e Frusciante, mentre il basso del primo (rigorosamente viola lakers) e la storica fender Stratocaster di Frusciante facevano l’amore tra una canzone e l’altra, per poi rubarsi di nuovo la scena con dei grandi assoli. Quella sintonia non è mai andata via.

    Chad Smith sullo sfondo a dettare le regole del tempo con la sua energia e passione. 

    Il pubblico avido pretende di più. Ed è subito la visione di Gesù Cristo sui mega schermi ad emozionare tutti. 

    Can’t Stop intonata da voci impazzite. L’arena del Visarno trema sotto ai nostri piedi. Dani California si fa spazio tra i polveroni della folla. Brividi per l’assolo rivisitato da John.

    Il tuffo nel passato prosegue con pezzi come Charlie, The Zephyr Song e Nobody Weird Like Me che si alternano con nuovi brani come These Are the Ways, Aquatic Mouth Dance e Watchu Thinkin’.

    Successivamente risuonano le note di Snow (Hey Oh) Otherside, ed eccoli i nostri amici, a suonare la tanto attesa Californication che fa letteralmente volare. Infine, dopo la nuova Black Summer, è la volta di Give It Away. 

    Si giocano un breve intervallo per farci riprendere fiato e, prima di lasciare il palco, il sogno si conclude con By the Way. Praticamente un karaoke a cielo aperto.

    Un’ora e mezza contro le due ore attese. “Breve ma intenso” qualcuno dirà. “Non è forse così? Le cose migliori sono fatte per durare poco”. Ma questa storia ha un lieto fine. 

    Frusciate per un’istante appoggia la testa sulla spalla di Kiedis

    Si! I Red Hot Chili Peppers sono di nuovo tutti insieme, tutti uniti per un nuovo magico capitolo che noi sognanti fan non vorremmo finisse più.

    Scaletta:

    • Can’t Stop
    • Dani California
    • Charlie
    • These Are the Ways
    • The Zephyr Song
    • Aquatic Mouth Dance
    • Snow (Hey Oh)
    • Nobody Weird Like Me
    • Whatchu Thinkin’
    • Otherside
    • The Heavy Wing
    • Californication
    • Black Summer
    • Give It Away

    Bis:

    • By the Way

    Leggi la nostra recensione di Unlimited Love, l’ultimo album dei Red Hot Chili Peppers.

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