Cinema

Philomena, storia di una madre (Venezia 70)

Ritorno a parlare della Mostra del Cinema di Venezia, che tra i molti bei film di quest’anno ci ha regalato anche Philomena. Dame Judi Dench e Steve Coogan uniscono le forze in questa pellicola di Stephen Frears, la cui sceneggiatura, oltretutto premiata dalla Giuria del Festival, porta anche il nome di Coogan stesso, e che prevedo farà guadagnare loro nomination a non finire ai BAFTA dell’anno prossimo.

La storia è quella di Philomena Lee (Judi Dench), donna anziana che il giorno del cinquantesimo compleanno del figlio Anthony, nato in un convento di suore e dato in adozione contro la volontà di lei, è decisa a mettersi a cercarlo. In questo viene aiutata da Martin Sixsmith (Steve Coogan), ex giornalista della BBC, licenziato per via di problemi con i colleghi (e con il governo), che vuole riconquistarsi un posto narrando una storia di vita vissuta, che venderà poi a un giornale importante.
Dal convento irlandese dove Philomena ha partorito Anthony, i due si imbarcano in un viaggio che li porterà fino a Washington DC e a fare un tuffo nel passato della cattolicissima Irlanda, nel quale si trovano le radici della separazione forzata tra madre e figlio.

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Judi Dench è stupenda per il ruolo, quello della madre ferita che disperatamente ricerca il figlio perduto, e che al contempo è pervasa da una profonda fede e un gran senso del dovere nei confronti di essa, che la fanno talvolta entrare in conflitto con Martin, ateo e cinico. Lei è una donna semplice, appassionata di romanzi rosa e ingenua riguardo a molti aspetti della vita moderna, lui un uomo di mondo, ricco ma infelice e burbero, che riscopre grazie a Philomena la gioia delle piccole cose, e si affeziona particolarmente a questa strana donna anziana e la sua causa. Inevitabile la comicità nello “scontro” tra i due protagonisti, che rende il film leggero e gradevole nonostante il tema trattato.

Philomena, peraltro tratto da una storia vera e in particolare dal romanzo “The Lost Child Of Philomena Lee” di Martin Sixsmith, è tutto ciò che ci si aspetterebbe da una produzione britannica: humour pungente, tempi perfetti e un finale per nulla scontato.
Oscar winner.

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