Mario Vargas Llosa
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È morto Mario Vargas Llosa, Nobel per la Letteratura 2010: addio al grande scrittore peruviano

Mario Vargas Llosa si è spento il 13 aprile 2025 a 89 anni nella sua casa di Lima, in Perù. Premio Nobel per la Letteratura nel 2010, Vargas Llosa è stato uno dei più influenti scrittori del Novecento e punto di riferimento della letteratura latinoamericana contemporanea.

È morto Mario Vargas Llosa


Mario Vargas Llosa è morto a 89 anni a Lima

La notizia della morte è stata data dalla famiglia, in particolare dai figli Álvaro, Morgana e Gonzalo Vargas Llosa, con un messaggio sui social:

“È con profonda tristezza che annunciamo che nostro padre è morto oggi a Lima, circondato dalla sua famiglia e in pace.”

I funerali saranno celebrati in forma privata, come richiesto dallo scrittore, e le sue spoglie saranno cremate.


Un Nobel per la letteratura che ha raccontato il potere

Nel 2010 Mario Vargas Llosa ricevette il Premio Nobel per la Letteratura con questa motivazione:

“Per la sua cartografia delle strutture del potere e le sue immagini incisive della resistenza individuale, della rivolta e della sconfitta.”

Attraverso romanzi complessi e profondi, Vargas Llosa ha analizzato i meccanismi del potere politico, sociale e personale, intrecciando fiction e realtà per raccontare l’America Latina e il mondo.

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I romanzi più importanti di Mario Vargas Llosa

Tra i libri più celebri dell’autore troviamo:


Intellettuale, attivista e figura politica

Nato ad Arequipa nel 1936, Vargas Llosa ha vissuto tra Perù, Spagna, Francia, Regno Unito e Stati Uniti, dove ha insegnato in prestigiose università come Harvard, Princeton e Georgetown. È stato anche membro dell’Académie Française.

Negli anni ’90 si candidò alla presidenza del Perù, sostenendo posizioni liberali e riformiste, ma fu sconfitto da Alberto Fujimori. Rimase comunque una voce autorevole nella difesa della democrazia, opponendosi a figure come Chávez, Castro e altri leader populisti dell’America Latina.


Il pensiero di Vargas Llosa sul romanzo

“Il romanzo è uno strumento per comprendere il mondo e per resistere al potere.”

Per Vargas Llosa, scrivere era un atto di libertà: un modo per mettere in discussione le verità ufficiali e dare voce a chi non ce l’ha. La sua visione del romanzo come testimonianza soggettiva e collettiva ha segnato profondamente la letteratura mondiale.

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