Stasera, martedì 5 maggio 2026, alle 21:20 su Italia 1, torna Le Iene presentano: Inside con una puntata che difficilmente passerà inosservata. Il titolo è già una domanda che brucia: Ci si può abituare alla guerra? A condurre lo speciale è Matteo Viviani, uno dei volti più riconoscibili del programma, mentre la scrittura porta la firma di Nicola Remisceg. Il format è ideato da Davide Parenti.

Indice
- “Ci si può abituare alla guerra?” — anticipazioni della puntata del 5 maggio 2026
- Le Iene Inside del 5 maggio 2026 – Perché questa puntata è diversa dalle altre
- 56 guerre nel mondo: il dato che spaventa
- La guerra ibrida: deepfake, AI e video LEGO anti-Trump
- Una riflessione che vale per tutti
- Dove e quando vederla
- FAQ – Le Iene Inside 5 maggio 2026
“Ci si può abituare alla guerra?” — anticipazioni della puntata del 5 maggio 2026
Il tema scelto per questa puntata è tanto scomodo quanto urgente: la guerra, i conflitti armati che nel 2026 non sono più emergenza ma scenario quotidiano.
Le Iene Inside del 5 maggio 2026 – Perché questa puntata è diversa dalle altre
Le Iene Inside non è Le Iene. È uno spin-off pensato per fare una cosa sola e farla bene: approfondire. Nessun servizio lampo, nessuna gag, nessun botta e risposta da studio. Solo inchiesta, durata e respiro narrativo. Ogni episodio sceglie un tema difficile e lo porta fino in fondo, con il tempo che la trasmissione madre non si può permettere.
Nelle settimane precedenti il programma aveva già affrontato l’universo delle droghe, con la puntata Droghe e nuove droghe che aveva scavato nel fenomeno delle nuove sostanze e delle dipendenze contemporanee. Ora tocca alla guerra, e il cambio di registro è netto.
56 guerre nel mondo: il dato che spaventa
Il punto di partenza della puntata è un numero. All’inizio del 2026 nel mondo sono attivi 56 conflitti armati, distribuiti su cinque continenti. L’unico territorio escluso è l’Antartide, non per virtù geopolitica ma per semplice assenza di popolazione. Questo dato, certificato da istituti di ricerca internazionali come ACLED e Uppsala Conflict Data Program, non è un’astrazione: è la cornice dentro cui tutti viviamo, anche senza accorgercene.
Ucraina, Gaza, Libano, Iran, Venezuela, Sahel africano, Myanmar: fronti aperti, attivi, che ridisegnano costantemente l’equilibrio globale. L’Italia non è direttamente coinvolta, ma l’interconnessione economica, energetica e geopolitica del mondo contemporaneo rende impossibile considerare questi conflitti fenomeni lontani.
La guerra ibrida: deepfake, AI e video LEGO anti-Trump
Il cuore dell’inchiesta di Matteo Viviani sta qui: come la tecnologia sta cambiando la natura stessa della guerra. La puntata de Le Iene Inside esplora in modo approfondito l’uso dell’intelligenza artificiale per produrre propaganda militare — video iper-realistici falsi, costruiti per alterare la percezione pubblica e orientare l’opinione collettiva.
Cos’è la guerra ibrida con AI? Si tratta dell’utilizzo sistematico di contenuti digitali generati o manipolati con intelligenza artificiale — video deepfake, immagini false, clip virali costruite ad hoc — al fine di disinformare, manipolare l’opinione pubblica e sostenere narrazioni di parte in contesti di conflitto armato.
Uno dei casi più emblematici raccontati nella puntata riguarda i video animati in stile LEGO prodotti in Iran contro Trump e i suoi alleati. Contenuti visivamente semplici, quasi infantili nel formato, ma carichi di satira politica graffiante e disinformazione sottile. Reel micro-virali che le piattaforme hanno provato a bloccare senza riuscirci, diffusi a valanga dagli utenti di tutto il mondo. Un esempio perfetto di quanto sia diventato difficile distinguere satira, finzione e propaganda nel flusso continuo di contenuti digitali.
La puntata affronta anche il contributo di Moni Ovadia, voce da sempre critica e scomoda, chiamato a offrire la sua prospettiva sul conflitto israelo-palestinese — uno dei più divisivi e irrisolti del panorama internazionale.
Una riflessione che vale per tutti
A guidare l’analisi ci sono economisti, esperti militari e giornalisti specializzati. Non per dare risposte semplici — Inside non funziona così — ma per costruire un ragionamento collettivo su qualcosa che riguarda tutti. Quanto siamo ancora capaci di indignarci? Quanto rischiamo, invece, di trattare le notizie di guerra come rumore di fondo, inevitabile e irrisolvibile?
La domanda al centro della puntata — ci si può abituare alla guerra? — non ha una risposta univoca. Ma il solo fatto di porsela, senza scorciatoie, è già un atto politico e culturale.
Dove e quando vederla
Le Iene presentano: Inside con la puntata Ci si può abituare alla guerra? va in onda martedì 5 maggio 2026 a partire dalle 21:20 su Italia 1. Chi non riesce a seguirla in diretta può recuperarla in live streaming e on demand su Mediaset Infinity, la piattaforma gratuita del gruppo.
FAQ – Le Iene Inside 5 maggio 2026
È lo spin-off approfondimento de Le Iene, ideato da Davide Parenti. Ogni puntata sviluppa un singolo tema di rilevanza sociale attraverso un’inchiesta lunga e stratificata, con più tempo e spazio rispetto al format madre. Non ha ospiti in studio nel senso tradizionale: al centro c’è il reportage.
La puntata, condotta da Matteo Viviani e scritta da Nicola Remisceg, affronta il tema della guerra e della sua normalizzazione nella percezione collettiva. Esplora i 56 conflitti attivi nel mondo all’inizio del 2026, il ruolo dell’intelligenza artificiale nella propaganda militare, i video deepfake e il fenomeno dei contenuti virali usati come strumento di guerra ibrida.
La puntata è disponibile in diretta su Italia 1 (canale 6 del digitale terrestre) e in live streaming e on demand sulla piattaforma Mediaset Infinity, accessibile gratuitamente previa registrazione.
Moni Ovadia è un artista, attivista e intellettuale italiano di origine bulgara, noto per le sue posizioni critiche sul conflitto israelo-palestinese. Viene intervistato nella puntata per offrire una lettura autorevole e non convenzionale di uno dei conflitti più complessi del panorama internazionale contemporaneo.
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