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Intervista a Eliam: “Entrare nell’altrui pelle per poi rientrare nella mia”

“Eroi”, singolo di debutto dell’artista romano Eliam,parla di come siamo abituati a raccontarci che le cose siano “più grandi di noi” e che le nostre azioni non potranno fare la differenza. Racconta la frustrazione provata sentendo in fondo allo stomaco che avremmo potuto dare qualcosa che invece abbiamo tenuto per noi. Nell’era contemporanea, essere eroi significa essere profondamente umani, il super potere di oggi è l’empatia. 

Nelle tue canzoni parli più di pubblico o privato?

Parlo decisamente più di privato, sono di indole introspettiva e, se non fossi costantemente assorbito dal lavoro artistico, probabilmente ora mi starei laureando in psicologia.

Parliamo del video di “Eroi”…

Lo definirei come una passeggiata nel proprio bosco interiore, un viaggio dentro le sensazioni a cui non vorremmo dare spazio ma che premono per essere ascoltate. Un video ambiguo, duale e conflittuale: l’empatico nel bosco viaggia chiedendosi del proprio ruolo in un intreccio complesso di vite, l’egoista nella stanza difende il proprio status escludendo qualunque tipo di coinvolgimento verso l’altro.

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Qualche ricordo dell’adolescenza che ha plasmato la tua visione artistica?

Mia nonna paterna, Olga, classe 1917. Con la sua indole provocatoria ed il suo piglio teatrale mi ha trasmesso il gusto per il racconto. Era il narratore e la narrazione stessa, è stata un nutrimento fondamentale per il mio bimbo interiore, il creativo di oggi.

Cosa ti ispira maggiormente? 

D’istinto direi le persone. Empatizzare, entrare nell’altrui pelle per poi rientrare nella mia, è il viaggio migliore che io abbia fatto fin’ora. Un viaggio che sposta ogni volta il confine della mia percezione, mi spinge a vivere più intensamente e quindi a creare con più entusiasmo.

Qual è la tua relazione con i social media?

Con loro sono in “una relazione complicata” giusto per rimanere in tema! Vedo l’impatto che stanno avendo sulla nostra vita quotidiana, perciò mi impegno ad influenzare loro più di quanto loro influenzino me. Non sono uno che si lancia in “guerre da tastiera”, preferisco pubblicare contenuti come musica, immagini e parole, per stimolare la creatività e la crescita personale.

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Qual è il genere di musica che ti piace di più?

Il pop! Sono un grande sostenitore della musica pop perché è immediata e soprattutto di difficile classificazione. In molti brani puoi trovarci il soul come l’elettronica, l’hip hop come la dance, è il genere eclettico per eccellenza.

A quando il debutto anche sul palco? 

Mi piace fare sorprese, prometto che sarà a breve. Posso solo anticiparvi che la formazione dal vivo sarà poliedrica e sarà composta da tre elementi: la voce, la tastiera ed uno strumento che è buona parte della sorpresa(assieme al risultato finale).

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