Sanremo, 1993. Mentre l’Ariston si illumina per il Festival della Canzone Italiana, la città nasconde una verità molto meno patinata. Droga, malaffare, corruzione. Un universo parallelo che esiste sotto le note di Enrico Ruggeri e gli abiti scintillanti delle star. È in questa cornice che Adriano Morosetti ambienta il suo debutto noir, Il breve mestiere di vivere, un romanzo che mescola cronaca nera, memoria storica e una scrittura dal forte impatto visivo. Un noir che svela la Sanremo che la TV non mostra.

Recensione de “Il breve mestiere di vivere” di Adriano Morosetti
Il romanzo segue le vicende di Arturo Ferretti, un giornalista dal passato ingombrante, inviato a Sanremo per raccontare il Festival. Tuttavia, la morte sospetta di un vecchio amico lo trascina in un’indagine pericolosa, rivelando il lato oscuro della città. Ferretti, cupo e disilluso, è un protagonista degno della tradizione hard-boiled, guidato da un istinto che lo spinge a scoprire verità scomode.
La scrittura di Morosetti è diretta e cinematografica, alternando momenti di tensione a riflessioni più profonde. Dialoghi affilati, ritmo serrato e una sottile ironia rendono il romanzo una lettura avvincente, che conquista gli amanti del noir italiano contemporaneo.
“Il breve mestiere di vivere”- Il protagonista del noir
Arturo Ferretti, giornalista di seconda fascia con un passato ingombrante, torna nella sua città natale per raccontare il Festival di Sanremo, ma si trova ben presto invischiato nella morte sospetta di un vecchio amico. Un uomo che sapeva troppo? Un semplice incidente? Ferretti, burbero, cinico e sfatto quanto basta, segue il filo di un’indagine che lo porterà sempre più vicino al cuore marcio della città. Un protagonista classico del noir: disilluso, appesantito dai rimorsi, incline a perdersi tra birre e sigarette, ma con un istinto che lo spinge a scavare, nonostante tutto.
Morosetti disegna un personaggio perfettamente in linea con la tradizione dell’hard-boiled, ma senza scadere nella caricatura. Ferretti non è un supereroe, né un paladino della giustizia: è un uomo che fa quello che sa fare meglio, ovvero inseguire una storia fino alle sue conseguenze più estreme.
Sanremo come non l’abbiamo mai vista
Il vero colpo di scena, però, è l’ambientazione di Il breve mestiere di vivere. Sanremo non è solo il Festival, non è solo fiori e vip, ma una città con un lato oscuro, una periferia lontana dai riflettori, dove si muovono traffici illeciti e dove la politica e la criminalità si intrecciano in un gioco pericoloso. Adriano Morosetti, sceneggiatore esperto, riesce a rendere questo contrasto con immagini potenti e una scrittura cinematografica che immerge il lettore in una città tanto affascinante quanto inquietante.
Il 1993 non è un anno scelto a caso: è il periodo delle grandi inchieste di Mani Pulite, della crisi della Prima Repubblica, un momento di transizione che si riflette perfettamente nella storia. Sanremo diventa una metafora dell’Italia stessa: luccicante in superficie, marcia sotto il vestito di scena.
Uno stile tra ironia e durezza
La scrittura di Morosetti è secca, diretta, ma non priva di ironia. I dialoghi sono affilati, la narrazione procede senza tempi morti, alternando momenti di pura tensione a spunti più riflessivi. L’autore si muove con disinvoltura tra l’azione e l’introspezione, creando un equilibrio perfetto tra ritmo e profondità.
“Il breve mestiere di vivere” è un esordio che colpisce nel segno
Il breve mestiere di vivere è un esordio che colpisce nel segno. Un noir che sfrutta al meglio la sua ambientazione per costruire un racconto avvincente, credibile e mai banale. Adriano Morosetti dimostra di conoscere il genere e di saperlo interpretare con personalità.
Se amate i noir classici, ma volete una storia che sappia sorprendere e portare alla luce un’epoca e un luogo poco raccontati, questo libro fa per voi.
Questo testo include collegamenti di affiliazione: se effettui un acquisto o un ordine attraverso questi collegamenti, il nostro sito potrebbe ricevere una commissione. Le tariffe potrebbero variare dopo la pubblicazione dell’articolo.



