Sanremo 2022 – Le pagelle della quarta serata
  • close
    Breaking news

    Quella di ieri sera a Roma è stata la seconda data italiana del tour degli Ope...read more The Last Of Us sarà trasmessa in Italia in contemporanea con gli Stati Uniti. ...read more Wanna, la nuova docu-serie originale italiana di Netflix è dedicata a Wanna Ma...read more Anastacia torna in Italia in occasione dei 22 anni di carriera con un nuovo to...read more Ultim’ora da Twitch: dal 18 ottobre non si potrà più streammare gioco d...read more Adam Levine, il frontman dei Maroon 5, è accusato dall’influencer Sumner...read more Alessandro Cattelan debutta in teatro con “Salutava Sempre”. Di seg...read more Woody Allen girerà a Parigi il suo film numero 50: “Wasp 22”. Dopo...read more State cercando i migliori album di tutti i tempi? Molti esperti di musica, crit...read more I Muse saranno live in Italia nel 2023 con il Will Of The People World Tour. Sp...read more

    Sanremo 2022 – Le pagelle della quarta serata

    Sanremo 2022

    Sanremo 2022 – La serata della cover al Festival è sempre lacrime, dolore e sangue. Lo sappiamo bene. Eccoci con i voti.

    Sanremo 2022

    Noemi – (YOU MAKE ME FEEL LIKE) A NATURAL WOMAN: 7. Un pezzo che è riuscita a cucirsi addosso. A tratti impeccabile.

    Giovanni Truppi feat. Vinicio Capossela e Mauro Pagani – NELLA MIA ORA DI LIBERTÀ: 9. Omaggiare De André così è roba che possono permettersi in pochi. Pochissimi. Forse nessuno. Esclusi Giovanni, il Maestro Vinicio e Mauro. Capolavoro assoluto.

    Yuman feat. Rita Marcotulli – MY WAY: 4. Sei a un matrimonio, hai mangiato talmente tanto che stai scoppiando. Arriva Yuman e ti canta My Way di Sinatra per riscaldare l’atmosfera, e lo fa tre ottave sotto perché gli piace così. Che gli dici? Nulla, non hai nemmeno la forza. Vuoi solo vomitare, probabilmente. Ecco.

    Le Vibrazioni feat Sophie And The Giants e Beppe Vessicchio – LIVE AND LET DIE: 5. Un pezzo iconico. La scelta di Sophie And The Giants era anche azzeccata. Però fatico a ricordare cosa abbiano fatto. O forse alcune cose vorrei rimuoverle. Non totalmente insufficienti, ma la sufficienza è lontana.

    Sangiovanni feat Fiorella Mannoia – A MUSO DURO: 2. Fare una cover brutta è una cosa, distruggere ogni piccola cosa all’interno di essa è esercizio di pochi. Sembrava una puntata di Karaoke di Fiorello mista a un episodio di Boris.

    Emma Marrone feat. Francesca Michielin: 3. Che cagata colossale. La Spears negli ultimi anni ha avuto molti problemi di suo, non meritava anche ‘ste due a cagarle il cazzo.

    Gianni Morandi feat Jovanotti e Mousse T – MEDLEY MORANDI/JOVANOTTI: 7,5. Hanno vinto. Hanno vinto tutto stasera. In quest’edizione, Morandi è sembrato un bimbo felice al parco con gli amici. Ieri sera uno dei suo tanti amici era lì con lui su quel palco. A cazzeggiare e divertirsi insieme a lui con i successi che hanno reso entrambi grandi nel tempo. Perché la musica, oltre che arte, è spesso anche cazzeggio e divertimento.

    Elisa feat. Elena D’Amaro – WHAT A FEELING: 7,5. Elisa meno convincente del solito, anche perché il pezzo non è esattamente la sua cifra. Nonostante tutto, la voce è sempre quella. La combo con la D’Amaro ha reso il tutto affascinante.

    Achille Lauro feat. Loredana Bertè – SEI BELLISSIMA: 6. La solita storia del poteva essere meglio, ma poteva essere anche peggio. La Bertè, comunque, regna sovrana anche in queste situazioni.

    Matteo Romano feat. Malika Ayane – YOUR SONG: 4. Malika col peso di dover risollevare la situazione. Siamo con te. Presto passerà. Dai, dai, dai.

    Irama feat. Gianluca Grigani – LA MIA STORIA TRA LE DITA: 5,5. Grignani non stava ‘mbriaco al punto giusto e quindi neanche ‘sta gioia. Un assolo di rutti di Gianluca avrebbe rialzato il livello dell’interpretazione. Ma amen, è andata così. Niente che una boccia di rum, scolata monosorso a garganella non possa risolvere.

    Rettore feat. Ditonellapiaga – NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE: 8. Bravura, presenza scenica, interpretazione, divertimento (loro e nostro). Menzione d’onore per la solita Ditonellapiaga: tenere il palco in questo modo, con al fianco un gigante totale come la Rettore, è davvero tantissima – ma tantissima – roba. Daje.

    Iva Zanicchi – CANZONE: 7. Che voce, ragazzi. Nonostante le polemiche – insensate – della giornata. Lei e Drusilla Foer sono amiche da anni e anche un rincoglionito cronico si sarebbe accorto dell’ironia affettuosa di entrambe nello scambio di battute incriminato. E chi scrive in questo istante non è il più grande fan del lato umano della Zanicchi. Per dire. Comunque sia, è salita sul palco e ha zittito tutti – a 82 anni – con un’esecuzione davvero ottima di un brano per nulla semplice. Chissà voi, ragazzi miei, a 82 anni dove sarete e se avrete anche solo la forza di scrivere minchiate e fare polemiche sul nulla più assoluto.

    Ana Mena feat. Rocco Hunt – MEDLEY: 2. Questi erano guest star al matrimonio in cui c’era Yuman che cantava My Way. Fortunatamente stavamo tutti già vomitando da un pezzo.

    La Rappresentate Di Lista feat. Margherita Vicario, Ginevra e Cosmo – BE MY BABY: 9,5. Prendi un brano datato 1963 e rendilo attuale, ma senza snaturare la sue essenza. Ecco, se ci riesci stai nell’Olimpo. Margherita, poi, è un gioiello raro che in quell’Olimpo dovrebbe già starci da un pezzo, con metà degli artisti in gara quest’anno ad allacciarle le scarpe e soffiarla col ventaglio. Per dire.

    Ranieri feat. Nek – ANNA VERRÀ: 5. Ranieri canta con la mano in tasca perché cerca le note, le ha messe lì da qualche parte. Probabilmente negli altri pantaloni. La scena se la prende Nek.

    Michele Bravi – IO VORREI… NON VORREI… MA SE VUOI: 5. Fare Battisti è sempre complesso. Perché non è facile. Perché tante volte è parso chiaro a tutti che solo Battisti riusciva a fare Battisti e forse neanche lui. Michele ci prova e non va malissimo. Diciamocelo: Battisti su ‘sto palco è stato devastato in ogni modo da chiunque. Non è questo il caso. Tutt’altro. Però, Michelino, è Battisti. Nel senso. Non puoi essere scolastico (sforzandoti non troppo bene di esserlo). Battisti non lo era. Battisti veniva accusato di essere afono e stonato, perché il suo stile è stato compreso davvero da tutti solo dopo morto. Ad oggi continua ad essere unico, e quei brani probabilmente non varrebbero quanto valgono adesso se fossero stati eseguiti con tutti i sacramenti della scuola del canto. E ci sarà un perché. E il perché sta proprio nel non essere un cantante, ma essere oltre. L’imprecisione come cifra artistica, qualcosa che non può essere per tutti.

    Mahmood feat Blanco – IL CIELO IN UNA STANZA: 6. Parte Blanco e dici “meh”. Cioè, è un “meh” positivo. Un “meh” che quasi ti fa ben sperare. Perché non parte male. Poi si perde un pelino. Quindi entra Mahmood che per un attimo sputtana tutto. Non si capisce perché e probabilmente lo sa anche lui. Peccato. Il tutto resta comunque sufficiente, perché le “sbavature importanti” sono state poche. E i due insieme funzionano davvero bene.

    Rkomi feat. Calibro 35 – MEDLEY VASCO ROSSI: 3,5. A Vasco gli si è rispappolato il fegato dopo aver sentito ‘sto medley. Che poi il medley volendo è una scelta furba. Dici “una magari la canto bene”. Il dramma è quando non ne canti bene nessuna. Fegato fegato fegato spappolato. Anche il mio, Mirko. Porca di quella troia porca.

    Aka 7even feat. Arisa – CAMBIARE: 4. Arisa è Arisa. E non si discute. Sarebbe da 10+. Ma solo lei. Akakazzocolsetteacazzodicane è una sciagura rara. Tutto ciò che tocca diventa incontrovertibilmente merda ricoperta di merda mista ad altra merda.

    Highsnob feat. Hu feat. Mr. Rain – MI SONO INNAMORATO DI TE: 4,5. Più passa il tempo, più non capisco che cazzo ha fatto Tenco a tutta ‘ste gente che lo massacra puntualmente ogni anno nella serata dedicata alle cover. Dispiace, perché Highsnob e Hu nel loro pezzo sono molto bravi, ma stavolta non convincono minimamente.

    Dargen D’Amico – BAMBOLA: 6. Cover e arrangiamento azzeccatissimi. Interpretata nel suo stile. Jocopo è spesso un passo avanti a tutti, ma stavolta non sembra. Non eccelle e non ti lascia nulla per cui esclamare, che ne so, almeno un “Minchia!”. L’impressione è che abbia voluto muoversi nella sua comfort zone, senza rischiare nulla.

    Giusy Ferreri feat. Andy dei Bluvertigo – IO VIVRÒ  SENZA TE: 1. A un certo punto non capisci più se sono fitte intercostali o lei che canta. Poco più su vi parlavo di gente che devasta Battisti. Ecco. L’esempio. Olio su tela e urletti vari. Dio santo. Adesso voi direte “Sempre più su hai anche detto che Battisti non andrebbe interpretato scolasticamente!”. Sì, vero. Confermo. Ma da non interpretarlo scolasticamente a – per dirla in gergo tecnico e un pizzico filosofico – scafazzarla ce ne passa, porca puttana! Fermatela, prima che sia troppo tardi.

    Fabrizio Moro – UOMINI SOLI: 4. L’unica cover di Uomini Soli che apprezzo è quella di Paolo Bitta. Sai quanti caffè sottomarca ti devi bere ancora (semicit) prima di arrivare a quei livelli?

    Tananai feat. Rosa Chemical – A FAR L’AMORE COMINCIA TU: 0. Bravi tutti. Sul serio. Sono sincero. Non mi sarei mai aspettato che un giorno un pezzo della Carrà potesse farmi così tanto schifo.

    Amadeus: 3. Serate lunghe condite da robe inutili qui e lì. Per larga parte dimentico che sullo sfondo ci sia una gara.

    Entra in Atom Heart Cafè!

    Ogni sabato mattina alle 10.00 riceverai la nostra newsletter con le notizie più interessanti della settimana!

    Ti aspettiamo per un caffè insieme!

    Non inviamo spam! Riceverai una sola mail a settimana!
    Cookie policy.

    No Comments
    Story Page