Sanremo 2019 - Le pagelle della seconda serata
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    Sanremo 2019 – Le pagelle della seconda serata

    Rieccoci, ragazzi. Seconda serata di Sanremo 2019. Pagelle. Voti. Bombe a mano e trick track. Non ammassatevi, ce n’è per tutti. Manca solo Irama (grazie signore grazie).

    Achille Lauro – Rolls Royce: 3,5. Due volte che lo sento e due volte che ha distrutto i coglioni. Male.

    Einar – Parole nuove: 3. Mi spiace pure criticarlo. Totalmente inadatto. Spero per lui abbia altri hobby.

    Il Volo – Musica che resta: 2.5. Più li ascolto, più me ne pento.

    Arisa – Mi sento bene: 5-. Un pezzo che avrebbe spaccato solo nei villaggi vacanze. Fa male sentire la sua voce usata per ‘sta roba.

    Nek – Mi farò trovare pronto: 4.  Anonimo. Potrebbe esibirsi anche in un assolo di rutti dentro una chiesa e non lo noterebbe nessuno.

    Daniele Silvestri e Rancore – Argento vivo: 9. Funzionano ed emozionano. Poco da dire, tanto da ascoltare. Forza ragazzi.

    Ex-Otago – Solo una canzone: 4,5. Il pezzo non decolla. Non che debba arrivare chissà dove, ma almeno prendere il volo e togliersi dalle palle. Non mi sembra di chiedere poi molto, suvvia.

    Ghemon – Rose viola: 8. È urban, c’entra un cazzo con Sanremo, ma su quel palco sta comunque benissimo.

    Loredana Bertė – Cosa ti aspetti da me: 7,5. CHE COSA VUOI DA MEEEEEEEEEEEEEEE?. Come risposta automatica su Whatsapp. Agile. Standing ovation e imperitura lode a lei.

    Paola Turci – L’ultimo ostacolo: 9. Che classe, ragazzi. Che classe.

    Negrita – I ragazzi stanno bene: 7. Un mix di rock e nostalgia. I ragazzi stanno bene. I Negrita anche. Bene così.

    Federica Carta e Shade – Senza farlo apposta 2. Sono uscito a fumare. Tutto il pacchetto. L’ho fatto apposta.

    Fiorella Mannoia: 8. Inchinatevi ora e sempre.

    Pippo Baudo: boh. Sto cercando di capirne l’utilità.

    Michelle Hunziker: 5-. Dà una botta di vita alla serata. Poco altro, ma meglio di niente.

    Marco Mengoni: SV.  A me Hola ha distrutto buona parte degli zebedei da almeno tre mesi. Non posso valutarla. Non ce la faccio. Pietà.

    Tom Walker: SV. A parte sembrare Joe Pesci in “Mamma Ho Perso L’Aereo” dubito abbia altri talenti.

    Riccardo Cocciante: 6,5. Tutto molto bello. Ma all’una di notte non ne abbiamo più. E forse neanche lui.

    Giò di Tonno: SV. Canta “Bella” con Cocciante, ma è totalmente irrilevante. E poi ha ancora colpe da espiare. Come quella di aver vinto undici anni fa cantando quella schifezzina insieme a Lola Ponce. Io non dimentico, Giò.

    Laura Chiatti e Michele Riondino: SV. No. Cioè. Dico. Che cazzo hanno fatto? Perché? Cosa volevano? E perché proprio sfrangiarceli a quell’ora?

    Pio e Amedeo: 0-. È ora che qualcuno gli dica che non fanno ridere manco per il cazzo. Per il loro bene. Provano a prendere per il culo Salvini, ma la satira non è roba per loro. Sono i compagni di classe che alle elementari fanno ridere la classe con le scorregge con le ascelle. Niente di più.

    Claudio Baglioni: 6 d’ufficio (spiegato qui). Due palle, però. Appare solo per cantare e farsi coglionare (male) da Pio e Amedeo. Non proprio una gran serata. Chiude in bellezza paragonando “L’Essenziale” di Mengoni a “Emozioni” di Lucio Battisti. Sparatemi ora. (Voto reale 2-)

    Claudio Bisio: 4,5. Siparietto sulla punteggiatura esilarante come una martellata sui coglioni. Poi sparisce dal palco per un po’ e recupera voti, altrimenti sarebbe stato prossimo allo zero anche lui (ma sempre meglio di Pio e Amedeo).

    Virginia Raffaele: 5-. S’impegna, ma proprio non ce la fa. Peccato. Recupera, però, e abbastanza nella parodia di Habanera. Poi è di nuovo il nulla.

    Classifica giuria demoscopica

    Achille Lauro in zona blu. I Negrita in zona rossa. In sala stampa ridono persino con Pio e Amedeo. Sicuro. Arrestateli tutti e buttate la chiave.

    A domani, se avete fegato. Irama ci attende: sarà Apocalisse. Abbracciate i vostri figli e pregate piangendo.

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