Sanremo 2014 - Le pagelle: Renga danneggia anche te, digli di smettere
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    Sanremo 2014 – Le pagelle: Renga danneggia anche te, digli di smettere

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    Dopo cinque serate di Fazziofabbio e Luciana VaffanculoMerdaCazzo Littizzetto è giunto il momento delle pagelle finali su quest’edizione del Festival di Sanremo. Sì, in realtà avremmo dovuto farle ieri, e Alessandro avrebbe dovuto scrivere una pagina del diario di cui nessuno ne sa nulla: il giorno quattro. Probabilmente, però, è rimasto talmente estasiato dal duetto di Renga e Kekko che non ha avuto la forza di scrivere niente. Come dargli torto. Intanto vi lascio le mie pagelle.

    Francesco Renga: voto 2. Un look a metà tra Er Monnezza di Tomas Milian e Il Dandi di Romanzo Criminale a far da cornice a una voce che renderebbe malsana la calma del Dalai Lama (cit). Nella serata dei duetti, con la complicità di Kekko dei Modà, massacra in eurovisione l’incolpevole Edoardo Bennato sbagliandone anche il testo. Guarda il labiale, Ciccio: “TUO incidente”. TUO. Non SUO. TUO. Francesco Renga danneggia anche te: digli di smettere.

    Francesco Sàrcina: voto 3. “Per ogni passuo inciueerto ueeeh pr ogni giuuorno”. La versione pop di Massimo Marianella. Non ce lo meritiamo, dai. Pietà.

    Giusy Ferreri: voto 4. Testo banale, look da mani ai capelli (almeno sulla parte non rasata a casaccio) e interpretazione da arresto. Fermatela.

    Noemi: voto 4,5. In cinque serate ha sbagliato la qualunque. Il look resterà nella storia: parrucchiere e costumista sono ricercati in 26 stati per crimini contro l’umanità e il buon gusto.

    Ron: voto 5. Se voleva firmare il suo suicidio discografico, c’è perfettamente riuscito. Applausi.

    Frenkie Hi-NRG: voto 5+. In tempi non sospetti ha scritto Quelli che benpensano e oggi si presenta a Sanremo con Pedala. Per un giudizio più completo aspetto di sentire il disco, ma se questo è il buongiorno…

    Antonella Ruggiero: voto 5,5. Elegante e con la solita voce meravigliosa, il brano la penalizza e non poco. Peccato.

    Giuliano Palma: voto 6-. Il pezzo non resterà negli annali e forse nemmeno lui, però sempre meglio di fumo-un-po’-e-dopo-gioco-a-Pes.

    Arisa: voto 7-. La voce c’è e sarebbe assurdo dire il contrario, ma a parer mio la canzone non è una delle migliori che ha scritto. Era, però, perfetta per Sanremo. E, come avevo pronosticato, alla fine ha vinto lei. Brava.

    Renzo Rubino: voto 7. Bravo, brillante e con stile. Sentiremo parlare di lui ancora per molto.

    Perturbazione: voto 7+. Intendiamoci, hanno scritto di meglio. Molto di meglio. Ma sono la rivelazione dell’edizione di quest’anno. E il premio della sala stampa se lo meritano tutto.

    Cristiano De André: voto 7,5. Vince il premio della critica per Invisibili, che in effetti aveva qualcosa (molto) in più di Il cielo è vuoto che comunque rimane un gran bel pezzo. Resta – e resterà ancora per molto tempo – la sua intensa e commovente interpretazione di Verranno a chiederti del nostro amore nella serata delle cover. Applausi.

    Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots: voto 8. Coppia inedita e quasi impensabile. Ottimo come sempre Gualazzi, idolo incontrastato Sir Bob che tiene la scena praticamente da solo. Arrivano secondi, e forse è poco.

    Adiòs.






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