Sanremo 2013 – Day #2: La Vittoria degli Elio E Le Storie Tese
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    Sanremo 2013 – Day #2: La Vittoria degli Elio E Le Storie Tese

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    Rieccoci, sì siamo ancora vivi anche dopo la seconda puntata del Festival di Sanremo. Non sappiamo ancora bene come, dato l’alto quoziente di inutilità che ci ha presentato la puntata di ieri. Ma a Sanremo si sa, o si fanno le cose bene o non le si fanno. E allora partiamo subito con una grande marketta con Beppe Fiorello Che presenta, guarda che caso, il personaggio di Domenico Modugno, no ma non è certamente per presentare il suo film tv su Modugno che inizierà Lunedì sera, mavvà!

    Finita la pacchianata con il Fiorello meno conosciuto, inizia la gara, o almeno così ci dicono, dato che sul palco si presentano, per primi, i Modà e la voglia di cambiare canale, o almeno abbassare il volume, ha toccato punte altissime. Ma noi resistiamo e continuiamo, e guardiamo i Modà, ma c’è una cosa che non capiamo: hanno presentato una canzone sola cambiando il testo o è una nostra impressione?  Anche perché non dovrebbe essere molto legale la cosa.

    Ma chi siamo noi per giudicare? Entrano dunque Max Biaggi, al netto della sua simpatia, ed Eleonora Pedron per annunciare quale delle due canzoni è stata preferita da pubblico e stampa. Vince “Se si potesse non morire” anche il titolo manca di originalità, dei geni.

    Cristicchi-a-Sanremo-2013È però, ora, il momento di  Simone Cristicchi, che ascoltando solo la prima canzone (“Mi Manchi”, ndr) ti fa pensare di aver sbagliato canale e aver messo sulle selezioni di XFactor. Dopo la stecca finale arriva la Littizzietto che riesce a cannare il tempo dei complimenti ed esordisce dicendo “Come canti bene! Canti proprio bene, dovresti fare il cantante”. È alta televisione. Per quanto riguarda la seconda canzone, niente da dire, eseguita molto bene e un buon testo.

    Arriva quindi Jessica Rossi a proclamare quale delle due canzoni è la preferita dalla stampa e dal pubblico, e con grande sorpresa (ma anche no) vince “La prima volta (che sono morto)”. Un Festival di Sanremo sponsorizzato dalle agenzie funebri italiane, quindi.

    Littizzetto-Bruni_h_partbEd ora è arrivato il momento per il quale tutti eravamo in trepidante attesa. La fine del Festival? No! L’arrivo di Carla Bruni a Sanremo. Una delle ospitate più brutte che abbia mai visto in vita mia. Una canzone cantata, male, in francese e poi il Festival del Degenero. Fazio che ingrifato fa commentini a destra e a manca su quanto sia bella la Bruni, la Littizzietto che arriva per cantare una canzone, improvvisata secondo Fazio anche se c’erano foto delle due che provavano sul palco dell’Ariston da 2 settimane. E alla fine la canzone cantata con voce soave dalla Littizzietto e suonata, per modo di dire, dalla Bruni. Chapeau.

    Ritorna il momento della musica e si presenta Malika Ayane che deve aver avuto un bisticcio con il suo parrucchiere, altrimenti non si spiegherebbe quella cosa che ha in testa. Per quanto riguarda le canzoni bisogna far notare che hanno dei testi che da soli potrebbero vincere Sanremo, e accompagnati dalla voce della Ayane non sfigurano.

    Entra Neri Marcorè che con battute nuovissime e una gran dose di voglia annuncia che la preferita del pubblico è “E se poi”.

    Entrano poi nell’ordine: Almamegretta, Max Gazzè ed Annalisa. L’unico che riesce a far la differenza dei tre è sicuramente Max Gazzè che passa con “Sotto Casa”. Gli Almamegretta portano sul palco grande musica ma Raiz decide di lasciare la voce in albergo e quindi non una grande prova. Annalisa, dal canto suo, porta sul palco del Festival di Sanremo la sagra della salsiccia, ancora mi chiedo come sia riuscita a passare, e giustamente a far passare la canzone da sagra della salsiccia è stato lo scazzo Carlo Cracco, il vero chef si è rifiutato di andare e ha mandato il suo scazzo.

    Asaf+Avidan+Festival+di+Sanremo+2013+February+R3Ka2wXxtdjlSi ferma per un attimo la competizione ed entra il superospite Asaf Avidan presentato da Fazio e dalla modella isrealiana Bar Rafaeli che oltre a non saper dove si trova ci regala attimi di nulla cosmico, grazie tante. Asaf Avidan porta al Festival una versione pianoforte e voce di “Reckoning Song (One day)” sarebbe andato tutto bene, escludendo la sua capigliatura, fino a quando Fazio gli chiede un bis, e il cantante con la faccia da “Sì ma poi datemi il triplo dei soldi” e lo fa.

    Riprende la gara e finalmente posso godermi uno spettacolo. Entrano gli Elio E Le Storie Tese, con un look da chierichetti presentano la loro “Dannati Forever” ottima canzone, non fosse che dopo un cambio d’abiti veloce arrivi la canzone che dovrà vincere Sanremo: “La Canzone Mononota” che vince la preferenza del pubblico e della stampa con l’81% dei voti. Dei geni.

    È quasi finito il Festival, festeggiamo! Mancano solo i quattro giovani che entrano in scena a mezzanotte, una scelta fantastica quella di Fazio. Si esibiscono nell’ordine Renzo Rubino con una canzone dedicata a Giovanardi, Il Cile che è bravo ma non si applica (cit.),  Irene Ghiotto facciamo finta che non sia successo nulla e infine i Blastema che riescono a stupire, bravi. Passano dunque Renzo Rubino e i Blastema.

    Ed è arrivata la fine! Anche se chiudere con Beppe Fiorello che canta Domenico Modugno non è uno dei modi migliori per farlo, però è finito. Fino a domani.

    Aiutateci.

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