Rendez-vous col Delirio, day #8: Thiago Motta batte Ibra, Turchia con la difesa volante
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    Rendez-vous col Delirio, day #8: Thiago Motta batte Ibra, Turchia con la difesa volante

    Nell’ottava giornata di Euro 2016, Thiago Motta (con l’aiuto di Eder) fa fuori anche Ibrahimovic, la Croazia si dimentica di continuare a giocare e la Spagna scherza con la Turchia e la sua difesa volante.

    Andiamo.

    euro2016

    Italia – Svezia

    Prima della partita, Ekdal dice che Chiellini è una brava persona ma anche un maiale (sul serio, l’ha detto). Sta di fatto che “il maiale” ha praticamente tolto “la leggenda” (Ibrahimovic) dalla partita. Magari l’avrà fatto a calci, pugni e sputazzate. Però, l’ha fatto. Motivo per il quale, verso Buffon non è arrivato un solo tiro per 90 minuti. Anche perché, se gli svedesi aspettano che a tirare o rendersi pericolosi ci pensino Guidetti o – appunto – Ekdal, stanno freschi. Il primo tempo va così: la Svezia spedisce un pallone su Marte con Guidetti e l’Italia prova a capire come battere Isaksson.

    Nella ripresa, l’Italia parte più convinta, ma non riesce a creare veri e propri pericoli. Fino alla traversa di Parolo pescato in area da un cross di Giaccherini. Nel frattempo, Conte decide che vuole vincerla, e mette in campo Colui che trascende, noto ai più semplicemente come Thiago Motta. È la svolta. Il numero 10 italiano riesce a ispirare i compagni con la sola presenza. Con uno sguardo. E trasforma l’acqua in vino (applicata al contesto calcistico: i tiri di Eder in gol). All’88esimo, l’altro italobrasiliano in campo (Eder, ndr), si infila tra due difensori svedesi e accade l’imponderabile, quello che non accadeva da mesi. L’unico attaccante al mondo ad avere la media gol di un portiere segna il gol decisivo per portare a casa la parita. È trionfo, tripudio e leggenda. Ibrahimovic non sa se inchinarsi prima a Eder o al Messia del pallone che porta sulle spalle un MERITATISSIMO numero 10. L’Italia vola agli ottavi.

    Repubblica Ceca – Croazia

    Primi 45 minuti di assolo croato. Cech è costretto a fare gli straordinari fino al 37esimo, quando Perisic lo trafigge con un proiettile angolatissimo e porta in vantaggio la Croazia. Nel secondo tempo, la Repubblica Ceca prova a uscire fuori, ma a segnare è ancora una volta la Croazia con Rakitic. Sfiorano addirittura lo 0-3. La Repubblica Ceca reagisce e accorcia le distanza con Skoda, ispirato da un bel cross di Rosicky. I croati continuano a creare gioco, ma senza convinzione. Così, all’89esimo la rimonta ceca viene completata da Necid su rigore.

    Spagna – Turchia

    Con la difesa della Turchia non si va da nessuna parte. Infatti, gli spagnoli ci giocano e si divertono. Al 34esimo iniziano a fare sul serio, e Morata sblocca il risultato su un cross calibratissimo di Nolito. Solo tre minuti più tardi, è lo stesso Nolito a raddoppiare cadendo (ha provato a renderlo difficile rotolandosi per terra, dato che Topal non riuscirebbe a contrastare nemmeno un bambino).

    Dopo l’intervallo, la Spagna chiude definitivamente l’incontro. Iniesta – Jordi Alba – Morata: azione da playstation (senza difesa ad opporsi, si dirà, è facile: ma con Iniesta è ancora meglio) ed è 3-0. Spagna agli ottavi. La Turchia, invece, finirà sui libri di storia. È infatti la prima nazionale al mondo a presentarsi in una competizione ufficiale con la difesa volante. Avete presente quando, da bambini, si gioca in cortile e nessuno vuole stare in porta? Ecco, in quel caso si adotta la regola dei portieri volanti (ovvero, chiunque si trovi in area, può fermare il tiro usando le mani). I turchi l’hanno fatto con la difesa. Certo, hanno sempre la sfiga che a trovarsi per caso a difendere sia Topal, ma non si può avere tutto. Anche quando giocavamo in cortile con i portieri volanti, spesso a parare si ritrovava lo scemo di turno che se la metteva dentro con tutte le mani. È la vita, baby.

    Appuntamento a domani, come sempre.
    Au revoir!

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