ORCHESTRA DARK ITALIANA: da IL MUCCHIO allo streaming speciale su ROCKIT
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    ORCHESTRA DARK ITALIANA: da IL MUCCHIO allo streaming speciale su ROCKIT

    ORCHESTRA DARK ITALIANA

    L’album d’esordio “S/T”

    prodotto da Otium Records col sostegno del  P.O. FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV – PUGLIA SOUNDS

    in streaming speciale sul portale Rockit.it

     Un lavoro profondo ed elegante, che intreccia arrangiamenti minimali ad incursioni elettroniche. Un viaggio che attraversa atmosfere acustiche dal gusto teatrale e liriche visionarie, nel segno del temperamento slavo”.

    ASCOLTA IL DISCO IN STREAMING AI SEGUENTI LINK:

    http://www.otium-records.com/orchestraDark/orchestra.html

    http://www.rockit.it/orchestradarkitaliana/album/st/20984

    “I testi in bilico fra il surreale e il grottesco […], accoppiati a trame sonore scarne ma avvolgenti dotate di uno stralunato fascino che accentua il respiro teatraleggiante della formula.

    Comunque, un disco non facile da classificare (buttiamola lì: il primissimo Dino Fumaretto in jam con una giovane  Beatrice Antolini, ma entrambi meno seriosi), che in quest’epoca del famolo strano potrebbe diventare, nel circuito indie, un oggetto di culto”.( IL MUCCHIO)

    “C’è la reminiscenza, imprescindibile, dell’esperienza Cccp nella musica dell’Orchestra Dark Italiana, ma c’è anche il ritmo e l’idea fondante del Consorzio Produttori Indipendenti a scandire questa prova d’ersordio della band felicemente fuori dagli schemi. La musica del quartetto è […] radicata nell’orbita nazional-popolare della scena alternativa degli ultimi 25 anni, ricomposta sulla base dell’identità indipendente del gruppo e della formula eccentrica di questi nove brani”. (IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO)

    “Un innamoramento a primo ascolto quello con l’Orchestra Dark Italiana […] vi consigliamo di non perdere neanche uno dei viaggi raccontati tra “Giappone” e “L’aperto”, “Vera” e “Quindici”: in “S/T” il κόσμος del caos si avverte tutto. Ed è uno di quei pugni allo stomaco che volontariamente andrete a (ri)cercare”. (AFFARI ITALIANI)

     

    Il disco d’esordio dell’Orchestra Dark Italiana è il lavoro di una formazione “senza devozione monoteista”, avulsa ad ogni forma di classificazione, che fa della sperimentazione un caso e della destrutturazione il verbo. E’ l’espressione di una poetica  visionaria, la voce di verità sopite e della memoria che accende di suggestioni ogni ricordo.

     Numerose le influenze più o meno dichiarate dell’Orchestra Dark Italiana, che tuttavia non inficiano sull’originalità della produzione, essenziale e raffinata già nella scelta dei brani. Semplice anche nel titolo, “S/T” descrive la volontà di raccontare tutto l’esprimibile riducendo all’osso la sostanza, badando solo all’essenziale, togliendo il volume alle cose che ne hanno troppo.

    Al centro di questo universo di note vibra la libertà di esprimersi noncuranti delle forme o dei cliché, il piacere sottile di battere le mani fuori contesto, parlarsi all’orecchio nella pubblica piazza, controvertere le regole fingendo che non servano.

    Maturato dopo anni di scrittura e arrangiamenti, “S/T” è un’esperienza narrativa fatta di suoni e voci stratificate che si mescolano nell’eco delle fanfare ed evocano le laude medievali, pur non disdegnando le forme del cantautorato italiano stralunato e graffiante.

     In bilico tra modernità e reminiscenze, ogni canzone nasconde il germe della follia, il desiderio di cambiar rotta per inseguire paesaggi surreali dove si può essere quel che si è lontano da ogni citazione, rimando, influenza e stile. Gli strumenti si rincorrono pacatamente, partorendo atmosfere acustiche che alternano marcette alticce a strampalate ballad, di fine gusto teatrale reso ancor più sublime da testi arguti e cinica ironia.

    In questa prova d’esordio, l’Orchestra Dark Italiana ha concepito un disco che suona scarno e con ritmi rallentati, combinando mondi apparentemente distanti, stratificazioni sonore dai languori psichedelici.

    Biografia

    L’OrchestraDark Italiana è un gruppo nato a Roma nel 2008 da un’idea di Flavio Michele e Federica Nardi. Il progetto incrocia città e persone diverse: da Bari a Roma, passando per Macerata, Giuseppe Paolillo e Savino Pace completano questo quartetto letteralmente unito sotto il nome della musica. Federica è una pianista partorita dal conservatorio che prima del rock’n’roll era in fissa con Ravèl. Giuseppe suona la chitarra, è studente all’accademia di Brera e non regala più i suoi disegni. Savino suona la batteria ed è studente al conservatorio, ma è più importante sapere che è un discendente di Gengis Khan, e dorme di giorno ed esce di sera e nessuno è mai stato a casa sua.  Flavio è la voce del gruppo, legge molto e nulla più è dato di sapere.

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