Occhi di cane azzurro, i primi sogni di Marquez
  • close
    Breaking news

    “Lo Chiamavano Trinità”, uno dei classici per eccellenza del cinem...read more Il 26 ottobre, i Muse saranno in concerto all’Alcatraz di Milano. ...read more Manca una settimana all’attesissimo concerto di Vasco Rossi a Messina. ...read more Social Distortion live al Carroponte, Sesto San Giovanni (Milano). Special Gues...read more È partita una campagna di autofinanziamento dal basso, che ha lo scopo di recu...read more Un nuovo report di Kotaku fa filtrare un’interessante indiscrezione: Hang...read more Bloodborne potrebbe finalmente tornare. “Non abbiamo ancora visto tutto&#...read more Inaugurata poche sere fa a Milano la sesta replica di Balkanica, la mostra fot...read more THE WHITE BUFFALO sarà finalmente dal vivo in data unica nel nostro Paese il ...read more Coachella Valley Music and Arts Festival 2022. Decine di artisti si esibiranno ...read more

    Occhi di cane azzurro, i primi sogni di Marquez

    Sarebbe abbastanza banale parlare dei romanzi più popolari e significativi di Gabriel Garcia Marquez, alla luce della sua recente scomparsa e nel giorno in cui avrebbe compiuto il suo 87esimo compleanno.

    Chi non conosce infatti, anche solo dal titolo, libri come “Cronaca di una morte annunciata“, “L’amore ai tempi del colera“, “Foglie morte“, “La mala ora” o l’inarrivabile “Cent’anni di solitudine“, votato, durante il IV Congresso internazionale della Lingua Spagnola, tenutosi a Cartagena nel 2007, come seconda opera in lingua spagnola più importante mai scritta, preceduta solo da Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes… ?

    Sarebbe scontato, dicevo. Perché questi scritti, giunti all’apice della maturazione stilistica di Marquez, sono stati concepiti per mettere d’accordo sia il pubblico che la critica, grazie al’utilizzo di una prosa ricca e scorrevole ed il contorno di una costante ironia che ne hanno determinato, per parafrasare uno dei suoi libri più riusciti, la cronaca di un successo annunciato.

    Come tutti i grandi scrittori all’inizio della loro carriera, c’è stato un tempo invece, in cui l’esuberanza e la voglia di gridare al mondo i propri pensieri si scontrava, da un lato, con le paure e le inquietudini tipiche di chi cerca di dare delle risposte a domande antiche come il mondo e, dall’altro, con la forma stessa che le doveva racchiudere e contraddistinguere.

    Per questo mi permetto di segnalare una lettura poco conosciuta di Marquez, Occhi di cane azzurro, una raccolta dei primi racconti dello scrittore colombiano, decisamente acerbi e a tratti un po’ cupi che, se da un lato tradiscono le sue influenze letterarie (Kafka in testa) d’altra parte racchiudono, a mio modesto parere, i germi e le tematiche poi così brillantemente affrontate nei suoi successivi capolavori.

    La grande forza narrativa e la voce originale che tutti oggi conosciamo, in fondo sono nate anche da qui.

    cover

    Tag:, , , , , ,

    No Comments
    Story Page

    Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi