Mega, il ritorno di un colosso
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    Mega, il ritorno di un colosso

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    Era il 19 Gennaio 2012, il giorno in cui tutti i nerd del mondo hanno incominciato a versare le proprie lacrime, infatti in quel giorno è successa una cosa che ha stravolto il mondo del web. MegaUpload è stato chiuso, una cosa incredibile per molti, uno scherzo per tanti e “mega-che?” per i nonni che dovevano consolare i poveri nerd. Una sentenza che aveva fatto tremare il mondo dello sharing, con il colosso chiuso in pochi mesi, per paura che succedesse tutto quello che ha dovuto passare Megaupload, tutti (o quasi) i siti di sharing e di streaming hanno chiuso.

    Ma oggi, esattamente un anno dopo, c’è la rinascita di una speranza. Citando Christopher Nolan: “Il ritorno del MegaUpload oscuro”, con solo delle piccole differenze, non si chiama più MegaUpload ma prenderà il nome di “Mega” e rispetto a MegauploadMega sarà molto più sicuro da potenziali attacchi della polizia, in quanto il sito non sarà supportato solo da server americani, ma anche da vari server ridondanti presenti in vari altri paesi. Quindi, qualora venissero sequestrati tutti i server fisici posseduti da Kim Dotcom dalla polizia, il sito non subirebbe alcuna perdita, in quanto tutti dati sono presenti anche su tutti gli altri server esteri. Non è stata però migliorata solamente la sicurezza dei server, ma anche dei singoli file che verranno caricati sul sito. Ogni file infatti sarà protetto da un sistema di crittografia chiamato Advanced Encryption Standard che permette solamente all’autore del file la lettura del file stesso, impedendo quindi eventuali attacchi da parte di hacker; grazie a questa decisione Dotcom si libera anche da qualsiasi possibile reato infranto da un file, in quanto solamente gli autori del file hanno le “chiavi” per la sua lettura e la sua modifica. Inoltre per ogni utente saranno disponibili ben 50 Gb di spazio online.

    Il sito è ancora in fase beta, ma è possibile registrarcisi già da ora e si potrà trovare a questo indirizzo:

    https://mega.co.nz/

    ps. Nessun nerd è stato maltrattato nella produzione di questo articolo.

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