Marco Travaglio querelerà Silvio Berlusconi
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    Marco Travaglio querelerà Silvio Berlusconi

    stretta-mano-travaglioMarco Travaglio querelerà Silvio Berlusconi. È lo stesso vicedirettore del Fatto Quotidiano ad annunciarlo nel finale di un articolo – uscito oggi sul quotidiano diretto da Antonio Padellaro – in cui elenca “le dodici castronerie raccontate da Berlusconi” nel corso della puntata di Servizio Pubblico andata in onda Giovedì sera su La7.

    La dodicesima balla contestata al Cavaliere riguarda appunto una frase pronunciata subito dopo aver letto parte della lettera (scritta dallo staff di Silvio Berlusconi, scopiazzando vari articoli di Filippo Facci) indirizzata a Marco Travaglio, “Travaglio è un diffamatore di professione: ha dieci condanne per diffamazione”.

    Da Le 12 balle blu, di Marco Travaglio (Il Fatto Quotidiano, 12/01/2013):

    La diffamazione è un reato, e può essere accertato esclusivamente dal giudice penale nel corso del processo penale. Se un giornalista viene citato in giudizio dinanzi a un tribunale civile per avergli inferto un “danno”, il giudice decreta la sua soccombenza nella causa se ritiene che il danno ci sia stato, oppure no in caso contrario. Il sottoscritto, in 30 anni di attività, su 30 libri, 30 mila articoli, centinaia di trasmissioni televisive e online, è stato denunciato circa 300 volte in sede civile e penale. In sede civile ha perso alcune cause, pagando il risarcimento del danno, mai per avere scritto il falso, ma perlopiù per casi di omonimia o per critiche ritenute eccessive o per fatti veri mal compresi dal giudice o mal dimostrati dalla difesa. In sede penale, non ha mai riportato una sola condanna definitiva per il reato di diffamazione. Quella citata da Berlusconi nella letterina scrittagli dal suo staff scopiazzando da Wikipedia non è né definitiva né caduta in prescrizione: si tratta di una condanna penale in appello a risarcire Previti con una multa di
    1.000 euro (per un articolo pubblicato sull’Espress o e uscito monco a causa di un taglio redazionale), su cui pende il mio ricorso in Cassazione senza che nessuno abbia dichiarato la prescrizione del reato.

    […]

    In ogni caso, Maria Giovanna Maglie, per avermi definito su Il Giornale “specialista in calunnia e distruzione di reputazione altrui”, è stata da me denunciata dinanzi al Tribunale civile di Milano, e ha perso la causa. Il 20 febbraio 2012 il Tribunale ha stabilito che “nella realtà dei fatti ciò non corrisponde al vero ed è stato indiscutibilmente escluso dalle risultanze processuali, mediante produzione del certificato del casellario giudiziale e del certificato dei carichi pendenti, i quali entrambi escludono alcuna iniziativa giudiziaria in tal senso”. Dunque “le espressioni utilizzate dalla giornalista, in quando consistenti in offese non corrispondenti a verità e non sorrette da alcuna giustificazione, nonché gravemente lesive dell’onore, della reputazione, della dignità morale e professionale di Travaglio, integrano gli estremi” di un “illecito civile” con un “danno patrimoniale e non patrimoniale” valutato in 30 mila euro di risarcimento (in solido fra la Maglie e l’allora direttore del Giornale,Mario Giordano) e 5 mila euro di pena pecuniaria (per la sola Maglie). Per gli stessi motivi, ora denuncerò Silvio Berlusconi. In attesa di reincontrarlo a Servizio Pubblico, sarò lieto di rivederlo in Tribunale. Sempreché, si capisce, non si trinceri dietro la vergogna dell’insindacabilità parlamentare.

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