I quarant’anni del Lato oscuro della Luna
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    I quarant’anni del Lato oscuro della Luna

    24 Marzo 1973: la scoperta dell’altra faccia della Luna. Quella faccia che nessuno nota, che nessuno considera, a cui nessuno pensa, abituato a credere che solo le cose che risplendono alla luce del sole siano le uniche esistenti. E invece, no. C’è un altro lato, un’altra dimensione di realtà, di fantasia, in cui albergano tutte le cose che non abbiamo il coraggio di vedere, sentire, abbracciare, amare, scoprire, vivere. In cui giace la prospettiva diversa da cui ammirare e valutare le cose       “Tutto ciò che tocchi
    Tutto ciò che vedi
    Tutto ciò che assaggi
    Tutto ciò che senti
    Tutto ciò che ami
    Tutto ciò che odi
    Tutto ciò di cui diffidi
    Tutto ciò che salvi
    Tutto ciò che dai
    Tutto ciò che baratti
    Tutto ciò che compri
    Elemosini o prendi in prestito o rubi
    Tutto ciò che crei
    Tutto ciò che distruggi
    Tutto ciò che fai
    Tutto ciò che dici DARKSIDE2
    Tutto ciò che mangi
    Chiunque tu incontri
    Tutto quello che disprezzi
    Chiunque tu combatti
    Tutto ciò che è adesso
    Tutto ciò che è andato
    Tutto ciò che verrà
    E tutto quanto sotto il sole è in sintonia
    Ma il sole è eclissato dalla luna.”

     

    Il denaro (money), cos’è? Ciò che ci permette di avere, comprare quello da cui ci sentiamo attratti, di cui pensiamo di non poterne fare a meno, che darà finalmente una svolta alla nostra vita. Ma, invece:                                                                                                                                “Soldi, così dicono
    Sono le radici del male di oggi
    Ma se mi chiedi del progresso non è una sorpresa che lo siano                                                   Non ti danno niente via, via, via
    Oppure il tempo (time): trascorriamo i giorni impegnati nelle nostre attività, credendo di utilizzare ogni minuto che abbiamo nelle nostre tasche. Ma rapido scorre e sfugge dalle nostre mani stanche. Sembra stare lì, perfetto e imperituro, mentre, un momento dopo, è gia finito:                                                                                                                                           “Ogni anno sta diventando più breve, sembra di non trovare mai il tempo
    progetti che l’un l’altro si risolvono in nulla o in una mezza pagina
    di righe scribacchiate
    Aspettare in una quieta disperazione è alla maniera inglese
    Il tempo se n’è andato, la canzone è finita, ho pensato di avere qualcosa
    ancora da dire…

    La cosa più naturale che un essere vivente possa fare, è respirare (to breathe). Eppure quasi mai, nei momenti di sconforto totale, di abbattimento, di sconfitta indichiamo come via per uscirne “almeno, ancora respiro”. Così come ci rapportiamo con questa attività tanto genuina, spontanea, silenziosa, spesso non riusciamo a capire il miracolo, che giorno dopo giorno, respiro dopo respiro, essa crei: la vita.
    “Per ogni uomo che costruisce una casa
    una contratto per se stesso
    combatte contro lo scorrere
    di bugie e fallimenti, che noi tutti conosciamo                                                                          respira il regalo del tuo amore per me

    respira la vita che hai coperto prima di me
    respira per farmi respirare
    respira la tua onestà
    respira la tua innocenza nei miei confronti
    respira le tue parole e liberami
    respira per farmi respirare”

    DARKSIDEPochi argomenti, ma essenziali, nevralgici. Il tutto accompagnato da un suono, che è miscela dosata di synth analogici, delay sospirati, canto come liberazione dalla monotonia in cui, a volte, ci ostiniamo a vivere. E il mondo, oggi, sempre più faccia nascosta della luna, gira ancora come i Pink Floyd, storico gruppo mondiale, avevano pensato girasse quarant’anni fa.

     

    “E se la tua testa scoppia con oscure inquietudini
    ti incontrerò sul lato oscuro della luna.                                                                                         tu sollevi la lama, fai dei cambiamenti,
    mi curi fino a quando sono rinsavito,
    chiudi la porta, e getti via la chiave
    c’è qualcuno nella mia testa ma non sono io
    e se la nuvola scoppia, il tuono è nel tuo orecchio
    gridi ma nessuno sembra udirti,
    e se il gruppo di cui fai parte
    inizia a suonare melodie diverse
    ti incontrerò sul lato oscuro della luna

     

     

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