I Mandela: nuove atmosfere in un panorama musicale sempre più uguale.
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    I Mandela: nuove atmosfere in un panorama musicale sempre più uguale.

    I mandela

    Quattro ragazzi e una passione comune per il jazz,fusion e funk,così nascono i Mandela, da serate passate a fare jam session in cui  Matteo Scalchi (chitarra), Diego Di Carlo (basso), Edoardo Maggiolo (batteria) e Marco Billo (tastiere) iniziano a manifestare l’idea di creare un gruppo che produca musica propria influenzata da questi generi. Ma ancora manca qualcosa che completi il tutto, uno strumento che possa rendere originale e più definito il sound a cui i quattro vogliono aspirare, e questo è reso possibile dal sax di Giovanni dal Sasso.

    Nonostante comincino a creare un repertorio molto ricco, composto da molte cover jazz e fusion, lo sforzo maggiore lo riscontrano nella composizione di brani propri, che attingano dalle influenze in comune per poi ampliarsi verso generi come raggae, dub e World Music, che portino il gruppo a creare un sound originale ed inedito. La prima suonata live riscuote un buon successo,  da quel momento in poi è un alternanza di suonate live e registrazioni in studio. Questo è anche un periodo di grandi cambiamenti, Giovanni del Sasso lascia il gruppo e al suo posto arrivano due nuovi componenti, Elio Gamba alle tastiere e Sean Lucariello alla tromba.

    Una volta stabilizzata la composizione del gruppo, la band da vita al primo LP omonimo. Costituito da 7 brani inediti, il lavoro dei Mandela è molto ben riuscito, i brani creano delle atmosfere variabili e strettamente connesse tra di loro, ovviamente le influenze jazz e fusion risaltano ma non in maniera eccessiva. Essi infatti sono riusciti a creare un qualcosa di nuovo e originale con qualche richiamo al passato ben piazzato. Complessivamente, il disco è molto scorrevole e godibile, sicuramente i brani più rappresentativi e belli sono “Drop the king” con il suo sound orientaleggiante  e “Simple” che presenta una struttura jazz con una tromba solista che le fa da padrone, una batteria ben articolata e molto composta e un giro di basso molto ritmico ed elegante, il tutto accompagnato da una chitarra che si esibisce in un solo semplice e di gusto che al termine si fonde con una tastiera che usa un’effettistica strana ma mai fuori contesto. Che dire, se volete ascoltare qualcosa di inedito, ed assolutamente piacevole che si distacchi dalle solite canzonette che passano in radio, non potete far altro che affacciarvi alle atmosfere musicali che offrono i Mandela.

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