Habemus Doctorem
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    Habemus Doctorem

    Il Dottore è il Papa dei nerd. Una delle battute più gettonate e condivise sui social network il giorno dell’annuncio del dodicesimo Dottore nasconde una verità. Tenendo conto delle ovvie distinzioni e cercando di non sembrare troppo blasfema o fuori di testa, cercherò di spiegarvi perché il protagonista di Doctor Who è un po’ come il Papa.

    Il Dottore viene “sostituito” dopo un certo lasso di tempo, e l’annuncio di chi occuperà la sede vacante viene vissuto con forte partecipazione emotiva dai fan – o whovian – più fedeli. Nel frattempo, per ingannare l’attesa, parte il TotoDottore, con una lista più o meno attendibile dei papabili e, come in ogni elezione canonica che si rispetti, c’è chi lo vorrebbe più giovane, più anziano, nero o donna. Quando il nuovo Dottore viene finalmente annunciato, ci si comincia ad interrogare sul perché della scelta, se sarà adatto per il ruolo e, soprattutto, quali cambiamenti verranno apportati al personaggio. Ogni Dottore, infatti, porta con sé una nuova personalità ed una nuova storia, un’altra sfaccettatura da aggiungere all’articolato bagaglio culturale e simbolico dell’ultimo dei Signori del Tempo.

    Prendiamo le tre ultime rigenerazioni prima della dodicesima: Christopher Eccleston era stato scelto per rilanciare la serie dopo un lungo periodo di stallo e, allo stesso tempo, ha significato un punto di rottura importante, con il suo look dark, i suoi modi poco teatrali e la sua recitazione asciutta che si distaccano drasticamente da quelli dei primi otto Dottori. La combinazione però pare non aver funzionato, e l’attore è stato sostituito dopo una sola stagione da David Tennant,  che ha riportato la serie al massimo della sua popolarità e che a tutt’oggi viene considerato il Dottore più amato. Ten è esuberante e divertente, ma anche sensibile e romantico (nell’accezione ottocentesca del termine) – come dimostra lo sviluppo e la fine della sua relazione con Rose Tyler ma anche quella con la sua nemesi, il Maestro – due avvenimenti che lasceranno ferite indelebili nei cuori del Dottore e in quelli dei fan. Proprio per questo, la sua rigenerazione è stata la più difficile da affrontare nella storia della serie. Alla fine si è deciso di puntare tutto su Matt Smith, allora un semi-sconosciuto ventisettenne con una faccia da alieno ed un talento innato per la recitazione sopra le righe. Insieme al Dottore si è deciso di ringiovanire l’intera impostazione della serie, puntando ad un target di bambini ed adolescenti – al di là dello “zoccolo duro” degli appassionati storici – e quindi cambiando in modo più o meno drastico la demografia dell’audience.

    Cosa significa, quindi, la scelta di Peter Capaldi come prossima rigenerazione? Per tornare ai paragoni col pontefice, il dodicesimo Dottore potrebbe essere il Papa Francesco di Gallifrey.

    La prima cosa che si nota è senza dubbio l’età. Con i suoi cinquantacinque anni, Capaldi è il secondo attore più anziano ad interpretare il Signore del Tempo dopo William Hartnell, all’epoca più vecchio solo di pochi mesi. Questo potrebbe significare un ritorno alle origini, un ciclo che sta per chiudersi (dato che non è mai stato stabilito con certezza un limite alle rigenerazioni, questione che si ripropone prepotentemente anche con la recente decisione di inserire un’ulteriore rigenerazione fra l’ottavo e il nono Dottore, che avrà il volto di John Hurt), oppure si vuole semplicemente alzare il target d’età, ma per fare quello si dovrebbe stravolgere tutta la linea narrativa e la caratterizzazione decisa dal produttore esecutivo Steven Moffat.

    Altro fattore da non sottovalutare, inoltre, è la nazionalità. Peter Capaldi è scozzese, così come l’amatissimo David Tennant. Che si voglia forse tentare di riuscire nella missione che, a detta di molti (ma non di tutti), Smith ha fallito, ovvero quella di sostituire nei cuori dei fan il mai dimenticato e sempre rimpianto Ten?

    Bisognerà aspettare il Christmas special, l’episodio nel quale Eleven si rigenererà, per scoprire un po’ di più su Twelve, anche se un mese prima andrà in onda lo speciale per il 50° anniversario della serie, dove potrebbe esserci qualche indizio in più sulla nuova rigenerazione.

    Nel frattempo, non ci resta che pregare.






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