Gennaio 2012: Top e Flop
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    Gennaio 2012: Top e Flop

    Prende il via una nuova rubrica: ogni mese, verranno analizzate le uscite discografiche (album ufficiali, mixtape e tutto il resto) del mese precedente e verrà stilata una classifica di Top e Flop. Inutile spiegarvi per cosa stiano Top e Flop, perché tanto lo sapete già! Direi di partire subito con l’analisi delle uscite discografiche di Gennaio.

     

    TOP

    Non è Gratis – Rapstar. Se volevamo capire una volta per tutte cosa diavolo fosse il Rap Futuristico tanto decantato da Fibra, eccone un chiarissimo esempio. Probabilmente il miglior disco di Gennaio. Fabri Fibra e Clementino, insieme, per un prodotto nuovo, interessante e originale. Lodevole iniziativa quella di unire il mainstream all’underground. Il risultato è ottimo. Basi degne di nota, strofe e rime che resteranno nella testa anche dopo un unico ascolto. Le potenzialità di Fibra le conosciamo ormai tutti, quelle che invece dimostra Clementino sono una piacevolissima conferma per chi lo segue già da tempo. Le uniche due collaborazioni sono di Entics in La possibilità e di Marracash in La prova vivente (uno dei pezzi migliori dell’intero album).

     

    Voto: 8,5.

     

    Ghemon – Qualcosa è cambiato. Ha annunciato su Facebook che prossimi due dischi sarebbero stati una sorta di addio al rap, quindi – conti alla mano –, questo dovrebbe essere il penultimo album rap di Ghemon. Cosa farà in futuro? Non lo sa, ma di certo non smetterà con la musica. O magari scriverà un libro, uno come lui ha sempre molto da dire e sa anche dirlo bene. Come accade in Qualcosa è cambiato, di fatto il secondo volume di Qualcosa cambierà. All’interno troviamo le collaborazioni con Mistaman e Clementino, ma non meno importanti quelle con Kiave, Al Castellana e Bassi Maestro. Il progetto – riuscito alla perfezione – sembra quello di unire l’hip hop con il funk e il soul, ottenendo un sound elegante. L’album in sé, è un viaggio nella vita quotidiana di Ghemon, che avviene passando da pezzi più riflessivi, a brani più ritmati ma pur sempre impegnati.

     

    Voto: 7,5.


    Emis Killa – L’erba cattiva. Album maturo e finalmente con qualche contenuto. Era ora e, a dire la verità, ci eravamo un po’ tutti stufati parecchio della storia dello zarro, del più criticato e bla bla bla. Ogni singolo pezzo era pura autocelebrazione. Nel nuovo album – nonchè primo ufficiale – qualcosa è cambiato (cit), fortunatamente in meglio. Emis mette in mostra il suo solito flow invidiabile, ma stavolta lo mette al servizio di temi importanti. Il che rende tutto l’album più scorrevole e abbastanza piacevole da ascoltare. Tra i featuring si segnalano i soliti Guè Pequeno, Marracash e Fabri Fibra, ma anche G.Soave e Duellz. E mi son volutamente dimenticato di Tormento.

     

    Voto: 6,5.

     

     

    FLOP

    Guè Pequeno – Fastlife Mixtape Vol.3. Non so che cosa vorrebbe rappresentare. Ho provato a dargli un senso, ma niente. Probabilmente è solo una trovata pubblicitaria o Dio sa cos’altro. Temi? Zero. Rime? Saranno due in tutto il mixtape. Salverei solo le basi, ma sono piazzate senza cognizione logica sotto testi e flow che sposano come Zarrillo con l’hard rock. “Sbatti sbatti, maionese. Mi brilla l’occhio, cartone giapponese“, parole forti. Pensate che è forse la rima migliore che ci trovate dentro, per farvi capire il livello di ‘sta roba. Parafraserei Jake e direi che Guè, ultimamente, sembra un MC solo dentro casa col Twitter, ma aspetto l’album dei Dogo e poi si vedrà.

     

    Voto: 3 (e sono stato buono).






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