Forteapàsc: storia di un uomo libero!
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    Forteapàsc: storia di un uomo libero!

    GiancarloSianiLa prima inquadratura si apre sul mare e pian piano si sposta sulla costa napoletana,la città è abbracciata dalle prime luci della sera, in sottofondo “Ogni volta” di Vasco Rossi accompagna la breve visita dall’alto dello spettatore, finché la camera non si sposta su una piccola strada percorsa da una Mèhari verde pisello, il film è Forteapàsc e quella è la macchina di Giancarlo Siani.

    Sono sempre stato un grande appassionato delle storie di mafia, ho visto tre miliardi di film sull’argomento, ma questo mi ha lasciato qualcosa dentro di indescrivibile, mi ha fatto capire cosa è davvero la libertà di espressione e il costo che si paga per ottenerla. Giancarlo Siani è un giornalista che lavora nella redazione locale di Torre Annunziata de Il Mattino, si occupa principalmente di cronaca nera e degli omicidi di camorra aprendo molto spesso piccole inchieste sulle connivenze politiche e mafiose della città. I suoi articoli, sono fastidiosi, pungenti, a tal punto da mettere in crisi le varie alleanze camorristiche, fino all’arresto del boss Valentino Giunta e del sindaco corrotto di Torre Annunziata. Questo porterà il giornalista ad essere trasferito alla redazione di Napoli, dove ovviamente, verrà condannato a morte.

    Il film a mio parere è bellissimo, ti fa affezionare al personaggio di Giancarlo come se ad un certo punto diventassi il suo migliore amico, ne segui tutte le passioni, e soprattutto tutte le vittorie,ridi con lui,piangi con lui,hai paura con lui,muori con lui. Giancarlo ha 26 anni, ma è già un Giornalista con la G gigantesca e prima di essere un Giornalista è  un Uomo, libero.

    Libertà”, questa parola la conosciamo tutti, la usiamo sempre, ma forse non  ne sappiamo il vero significato, Siani invece lo sa, parla di quello che vuole mettendo in luce avvenimenti che prima di allora si conoscevano, ma si ignoravano. Non lo definirei un semplice giornalista, lo definirei un combattente, un super eroe che per amor della verità si è fatto ammazzare.

    Se ne parla molto poco di questo grande personaggio, ma penso che ogni singolo giornalista,pseudo-giornalista, giornalista per passione, essere umano in generale deve a Giancarlo riconoscenza per il regalo che inconsciamente ci ha donato, è come se ci avesse detto “ parlate, guardate, siete uomini liberi”.

    Grazie Giancarlo!

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