Euro 2016 – Rendez-vous col Delirio, day #5: l'idolo Kiraly vince la prima, Cristiano Ronaldo non è Giaccherini
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    Euro 2016 – Rendez-vous col Delirio, day #5: l’idolo Kiraly vince la prima, Cristiano Ronaldo non è Giaccherini

    La quinta giornata di Euro 2016 conclude la prima ondata (ondata? Da dove mi è uscito?) di partite di ogni girone e trionfa il grande caclio di Ungheria, Austria, Portogallo e Islanda.

    Va be’, passiamo alle partite.

    euro2016

    Austria – Ungheria 0-2

    L’Austria dimostra che le 9 vittorie e 1 pareggio maturate nel girone di qualificazione sono avvenute giocando le partite a modalità “Esordiente”. Le cose si sono fatte un pelo più serie contro l’Ungheria, che pure non è un ‘sta corazzata (anzi, il contrario) e non c’hanno più capito una mazza. Nel primo tempo, comunque, restano a galla.

    Ottima prestazione di Dzsudskak, per gli ungheresi. Nel secondo tempo lascia partire un bolide da ottomila metri, ma Almer ci mette una pezza. Kleinheisler e Szalai, poco dopo, si cercano e si trovano alla perfezione. Serie di passaggi, finche Kleincoso non la rimette sui piedi dell’attaccante – fino a quel momento utile più o meno quanto Inler nel Leicester – che batte il portiere austriaco. Dragovic pensa che ormai la partita è andata e allora decide di uscire prima dal campo, che vuole fare in tempo per vedere Cristiano Ronaldo in tv. Così, mentre gli altri 21 in campo sono totalmente ignari delle sue intenzioni e un suo compagno sta battendo a rete, stampa i tacchetti su Hinteregger senza una motivazione specifica e l’arbitro estrae il secondo giallo e quindi il rosso. Vamos. Gli Ungheresi capiscono che possono chiudere l’incontro: all’87esimo Stieber si lancia in contropiede e deposita comodamente in rete a tu per tu con Almer. L’idolo Kiraly e la sua tuta vincono la prima, bene così.

    Portogallo – Islanda 1-1

    Cristiano Ronaldo, Nani e altri 9 scendono in campo contro l’Islanda. Sì, lo so. Avete ragione. È brutto nominare quei due e poi dire “e altri 9”. Tra quegli altri 9 c’è anche Pepe. E quindi la formula corretta sarebbe “Cristiano Rondalo, Nani e altri 8 perché Pepe nemmeno conta”. Ma, in fondo, sono buono.

    Va be’, comunque. Pepe sugli scudi. Infatti, buca subito l’intervento e lascia andare l’Islanda in contropiede, ma Sigurdsson calcia per due volte in mano a Rui Patricio. Poi Ronaldo fa duecento finte sulla fascia sinistra e pennella per Nani. Halldorsson è piazzato bene e se la ritrova addosso. Ieri Pepe avrà visto la partita dell’Italia, e allora prova a emulare Bonucci con un lancio da centrocampo a pescare Ronaldo in area di rigore. Ma – che volete – Ronaldo non è Giaccherini: controlla male e conclude peggio. Ci pensa però Nani a sbloccare la partita al 31esimo e il Portogallo va negli spogliatoi in vantaggio.

    Nella ripresa ci prova sempre Ronaldo, ma non è serata e la porta non la vede nemmeno con il binocolo. Al 50esimo, Pepe dà il meglio di sé mostrando al mondo come si marca a cazzo di cane (cit): si dimentica totalmente Bjarnason che insacca un cross proveniente dalla destra. È tripudio e Pepe viene portato in trionfo. Il più convinto resta Nani, che prova a segnare nuovamente di testa, ma il tentativo si spegne di poco a lato. Prova anche a far segnare Ronaldo, con un cross perfetto per la testa di CR7 che centra il portiere avversario da due passi. Nemmeno la punizione a pochi secondi dalla fine permette a Ronaldo di creare almeno un pericolo serio alla porta islandese: si spegna sulla barriera.

    Come detto, il Portogallo ha due facce. Se Ronaldo è in partita, spacca il mondo. Se non lo è, come contro l’Islanda, il solo Nani non può prendersi la squadra sulle spalle e buttano via tre punti facili (che potrebbero rimpiangere al termine dei gironi).

    Prima notizia bonus dalla Copa America

    Il Brasile più scarso degli ultimi 150 anni finisce terzo nel girone e va a casa. Dunga, finalmente, esonerato. Il calcio ne è grato.

    Noi ci rileggiamo come sempre domani.
    Allez!

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