Euro 2016 – Rendez-vous col Delirio, day #23: Portogallo campione d'Europa, io ve l'avevo detto
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    Euro 2016 – Rendez-vous col Delirio, day #23: Portogallo campione d’Europa, io ve l’avevo detto

    Il ventitreesimo giorno chiude il cerchio. Il Portogallo è campione d’Europa, come questa rubrica – e quindi io – aveva anticipato.

    Ecco com’è andata.

    euro2016

    Portogallo – Francia 1-0

    La tattica della Francia è chiarissima: abbattere il più forte e poi dominare agilmente. Proprio per questo, quando non sono neanche passati sei minuti sul cronometro, il Musagete Payet si lancia su Cristiano Ronaldo e gli marchia “TVB” a fuoco sulla gamba. Il portoghese più pettinato della storia del calcio è a terra. Piange. Lo staff medico prova a tranquillizzarlo: “Uè ciccio, ti mettiamo ‘sta fascetta sulla gamba e torni come nuovo: sta senza pensier!”. CR7 esce momentaneamente, lo fasciano come un infante e rientra. Per poco. Perché al 25esimo e di nuovo a terra in lacrime. Liberté, Égalité, Ronaldo fatto fuori da Payet. Cristiano esce, entra l’idolo delle masse: Er Trivela Quaresma. Ronaldo piange un po’ di più. Il primo tempo scorre via tra le corse sfrenate di Sissoko e i tiri di poco fuori di Griezmann.

    Nella ripresa, la situazione appare analoga. È la Francia ad attaccare con più convinzione. Giroud impegna Rui Patricio, ma il risultato non cambia. Il Portogallo risponde con un tiro-cross di Nani che Lloris respinge su Quaresma, dandogli modo di mostrare tutta l’eleganza che ha in corpo con una rovesciata centralissima e debole che il portiere francese neutralizza semplicemente mettendosi a posto i capelli. I galletti rispondono con una sassata di Sissoko da fuori sventata splendidamente da un volo di Rui Patricio. Al 93esimo, Gignac riceve in area da Evra, siede Pepe e a portiere battuto fa tremare il palo. Si va ai supplementari.

    Ai supplementari cambia tutto. Si entra nella leggenda. Il primo tempo va via veloce, l’unica occasione è portoghese con Eder che colpisce debolmente di testa e Lloris controlla senza troppi problemi. Ma nel secondo tempo accade l’impensabile – tranne per me e questa rubrica – il Portogallo si porta in vantaggio. È proprio Eder, al 109esimo, a ricevere una palla fuori area e fuori logica. Si guarda intorno, si muove male, non sa che fare. Un pensiero sfiora la mente del genio: “E se tirassi? Anche a cazzo di cane, ma se tirassi?”. Non fa in tempo a concludere il concetto che il suo piede destro si sta già muovendo in modo molto sgraziato e inelegante verso il pallone. Lo colpisce (male) con tutta la forza che ha in corpo. Lloris capisce che è finita, ma ci prova ugualmente. Si lancia alla sua destra, mano protesa, ma non c’è nulla da fare. Il pallone supera incredibilmente la linea e un boato l’accompagna. Caressa urla manco avesse segnato l’Eder italiano. Cristiano Ronaldo strattona il suo allenatore e saltella come non avesse più dolore. Deschamps è impietrito. Il Portogallo è campione d’Europa e io avevo ragione.

    La Francia spreca un’occasione epica. In finale, in casa, contro un Portogallo che – prima di ieri – aveva vinto solo una partita. Per di più, ha giocato tutta la partita senza Cristiano Ronaldo. Il loro giocatore più forte e – almeno attualmente, visti i risultati di Messi – probabilmente il più forte del mondo. Ma quando scende Quaresma in campo non c’è storia. Campione d’Europa con l’Inter nel 2010 e adesso con la sua nazionale. Er Trivela colpisce ancora. E batte, in casa, il Musagete Payet. Dimostrazione di forza assoluta. È storia.

    Per quel che riguarda noi, è stato bello. Un mese di stronzate in libertà in questa rubrica. Si va in vacanza, L’appuntamento, presumibilmente, sarà per Russia 2018.

    Merci beaucoup et à la prochaine.

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